Ecco la nuova Civiltà

Ecco la nuova Civiltà

È fatta. Abbiamo varato la nave, la nuova Civiltà del bere. È stato un lavoro intenso ma entusiasmante. Noi siamo soddisfatti del risultato e mi auguro che le scelte, forse un po’ ardite, soddisfino le esigenze dei nostri lettori.

Perché un mutamento così radicale? Perché dopo 40 anni di onorata carriera, un giornale – che è cosa viva, in presa diretta con la realtà – deve intraprendere nuovi percorsi se intende intercettare generazioni diverse.
Certamente è un punto di orgoglio sapere che prima ci leggevano il padre e il nonno e oggi ci scopre il nipote, ma non intendevamo ridurci ad essere, lo scrivo con tutto l’affetto per il cantautore, il Claudio Baglioni delle riviste vinicole: quattro generazioni ai suoi concerti ascoltano per la milionesima volta le pudiche corse affannate di quella maglietta fina, cioè Questo piccolo grande amore riarrangiato in chiave moderna. E rimpiangono l’originale.
Ecco, non volevamo riarrangiare un vecchio motivo, ed è per questo che spesso scrivo “la nuova Civiltà del bere”. Questa è un’altra canzone, perché è cambiato il linguaggio, testuale e visivo.

La rivista non è stata solo ripensata graficamente all’interno. Ha una testata nuova (scelta non comune) e si presenta con una cover profondamente diversa.
Abbiamo detto addio al vip di copertina e questo forse mancherà ai nostalgici. Era bello vedere Marcello Mastroianni o Vittorio Gassmann brindare alla nostra salute, sapere che apprezzavano il Barolo o il Brunello, e che accettavano di fare gratuitamente da testimonial a noi e al nostro mondo.
Però, i Mastroianni e i Gassmann non esistono più. Battiston o Timi sono bravissimi, forse anche più bravi dei maestri chissà, ma sono un’altra cosa. Abbiamo quindi abbandonato lo stile Sorrisi e Bicchieri. D’ora in poi al centro della nuova Civiltà ci sarà un argomento di notevole spessore enologico, affrontato in profondità e ampiezza a più voci internazionali.

Si comincia con il Dosaggio Zero e, vi annuncio in anteprima, nel numero di Vinitaly affronteremo il tema dei “Cru/Single Vineyard”: rischi e opportunità, moda e tradizione, esempi eccellenti e una selezione dei 140 Cru più importanti del mondo. Un lavoro immenso e perciò degno di occupare la posizone preminente.

Infine i contenuti: su di essi nessun cedimento. Resta una rivista di informazione e documentazione, alla ricerca di argomenti distanti dal mainstream. Questa è l’eredità più forte e bella di quarant’anni di storia: la sostanza.
Abbiamo solo voluto vestirla di nuovo e comunicarla con maggiore chiarezza: questo non è un giornale per quelli che… si bevono tutto.
È un luogo di incontro contro i luoghi comuni.

Benvenuti se scoprite oggi Civiltà del bere. Bentornati se l’avevate un po’ dimenticata. E buon proseguimento ai tanti amici che ci seguono da 40 anni!

Tag: , , ,

© Riproduzione riservata - 27/02/2014

Leggi anche ...

Il contadino di Godia, parabola di un rischio
I commenti di Alessandro Torcoli
Il contadino di Godia, parabola di un rischio

Leggi tutto

Scatta l’ora della RestaurAction
Food
Scatta l’ora della RestaurAction

Leggi tutto

Le responsabilità del leader di un territorio vinicolo
I commenti di Alessandro Torcoli
Le responsabilità del leader di un territorio vinicolo

Leggi tutto