Scienze Scienze Riccardo Oldani

Dimmi che carattere hai, ti dirò che vino bevi

Dimmi che carattere hai, ti dirò che vino bevi

Gli studi su come si formano le preferenze verso bianchi e rossi hanno lo scopo di profilare meglio le categorie di consumatori. Finora si erano concentrati sulle differenze di età e di genere e sul livello di “expertise”. Ora però una ricerca italiana ha preso in considerazione anche alcuni tratti del carattere e della personalità. Ne è scaturita una mappa interessante.

Quando ognuno di noi sceglie un vino lo fa perché spinto dai propri gusti e dalle proprie preferenze. Ma che cosa concorre formare la nostra inclinazione verso un rosso anziche un bianco o una bottiglia di bollicine? Molti studi hanno provato a esplorare i percorsi secondo cui si formerebbero i nostri criteri di scelta. Per esempio, sembra ormai assodato il fatto che i più esperti e gli appassionati tendano a prediligere vini rossi, di corpo e tannici. E che gli uomini preferiscano prodotti più corposi mentre le donne quelli di medio corpo. I giovani paiono più indirizzati verso vini con caratteristiche spiccate di dolcezza e di sapidità.
Ma al di là di età e genere esistono altre caratteristiche insite nell’essere umano che potrebbero indurlo a determinate preferenze in ambito enologico?

Capire il gusto e l’essere umano

Un gruppo di studiosi italiani delle università di Verona e Macerata, insieme con una loro collega del Centro per i Linguaggi e la Letteratura dell’Università svedese di Lund, hanno provato a scoprire se anche il nostro carattere possa avere un ruolo nel far maturare il nostro gusto per il vino (qui l’articolo completo pubblicato sulla rivista scientifica Food Quality and Preference). Persone creative ed estroverse fanno per esempio le stesse scelte di quelle un po’ più chiuse e scontrose oppure no?
Studi di questo tipo hanno un’utilità ai fini del marketing del vino, per profilare meglio le varie categorie di consumatori, ma hanno anche la funzione di dirci qualcosa in più sull’essere umano. Nello specifico questa ricerca è stata condotta su un pubblico esclusivamente italiano: 1.176 persone tra i 18 e gli 87 anni, a cui è stato chiesto di rispondere a un questionario in cui dovevano indicare una serie di dettagli socio-demografici e segnalare i loro vini preferiti, sulla base dei profili sensoriali descrittivi di 258 diverse etichette, che poi sono state classificate da un pool di quattro esperti secondo otto caratteristiche precise: tenore alcolico, acidità, dolcezza, corpo, tannicità, sapidità, persistenza e complessità degli aromi. È stata presa nota anche del genere, dell’età dei partecipanti e della loro expertise in fatto di vini.

Il modello dei Big five

Per descrivere i tratti delle personalità è stato utilizzato il cosiddetto Modello Big five, strumento molto utilizzato in psicologia  che prende in considerazione cinque caratteristiche essenziali del carattere. L’estroversione indica l’inclinazione a essere socievoli, entusiasti e orientati all’azione. La “agreeableness”, che potremmo forse tradurre con accondiscendenza, è la tendenza a provare empatia per le persone, a essere collaborativi, cordiali e comprensivi. La coscienziosità si riferisce all’attitudine delle persone di darsi un’autodisciplina, mentre “neuroticism”, o nevrosi, è la tendenza a essere nervosi, emozionalmente instabili, poco tolleranti verso stimoli sgraditi e stress. Infine, il quinto aspetto considerato nel modello dei Big five è l’apertura a esperienze nuove per un persona e, quindi, il desiderio di provare esperienze nuove e di aprirsi ad idee ed emozioni.
Per ognuno dei cinque tratti principali del carattere esistono gradazioni diverse. Per esempio un basso livello di estroversione individua persone quiete e riservate, mentre un livello elevato corrisponde a persone socievoli e comunicative.

Associazioni interessanti

Che cosa è saltato fuori dallo studio? Secondo i ricercatori sono emerse associazioni significative tra almeno quattro dei cinque tratti del carattere considerati e le scelte legate al vino. Soltanto il fatto di essere più o meno coscienziosi sembra avere meno peso nelle preferenze. In particolare chi sembra più instabile e incline al nervosismo si mostra anche più facile da abbinare a una scelta enologica particolare. Individui classificabili in questa categoria preferiscono vini sapidi mentre non hanno tutte le qualità dei vini legate al corpo e alla robustezza, come corpo, tannini, grado alcolico, persistenza e complessità. Chi, al contrario, è emotivamente più stabile preferisce proprio l’opposto. Anche chi vuole apparire accondiscendente sembra allinearsi alla personalità degli emotivamente stabili, così come chi è più aperto ed estroverso. I vini tannici paiono particolarmente graditi da chi è estroverso e aperto a nuove esperienze.

Un occhio al marketing

Naturalmente non esiste alcuna graduatoria di merito in questa classificazione. Non c’è, in altre parole, nessun tentativo di individuare caratteristiche “buone” del vino rispetto a caratteristiche “cattive”. L’obiettivo dello studio, spiegano i ricercatori, è essenzialmente «trovare applicazioni nel campo del marketing e della produzione del vino, al fine di orientare le strategie di comunicazione e le campagne pubblicitarie. Se l’industria del vino vuole adottare un approccio in cui sono le preferenze del suo consumatore target a guidare la produzione, è fondamentale una completa comprensione delle necessità e dei desideri del pubblico».
Si tratta di un primo passo, dopo il quale, ammettono gli stessi ricercatori, è necessario percorrerne altri. Per esempio sottoponendo il campione di persone a degustazioni reali e non soltanto chiedendo le loro preferenze sul vino sulla base di una descrizione organolettica. Un altro aspetto che non è stato considerato è il legame al territorio, che potrebbe avere influenzato le scelte. Insomma, c’è ancora lavoro da fare. Ma non è irrealistico pensare che in futuro i produttori possano avere in mano strumenti robusti per profilare i loro consumatori in anticipo e “costruire” i vini su misura per loro.

Nella tabella che segue il segno più indica la qualità nel vino maggiormente gradita dal “portatore” della caratteristica (tratto caratteriale, esperienza nel vino o età. Il segno meno indica la qualità meno gradita. La riga sul genere indica se una determinata caratteristica è più o meno gradita dai consumatori femminili o maschili.

carattere e vino
Fonte: “Is there an association between consumers’ personality traits and the sensory characteristics they look for in wine?”, R. Burro et al, in “Food Quality and Preference”, volume 105, gennaio 2023 – https://doi.org/10.1016/j.foodqual.2022.104767

Foto di apertura: sembra che le persone con un carattere estroverso e aperto alle novità amino il vino tannico e corposo

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© Riproduzione riservata - 22/12/2022

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