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Di Filippo, Pardi e Gaudenzi: tre eccellenze firmate Umbria

15 Ottobre 2014 Jessica Bordoni
A ciascuno il suo itinerario. C’è chi sceglie l’Umbria per questioni religiose, percorrendo gli antichi sentieri del pellegrino. E chi, come noi, molto più prosaicamente, si muove lungo le strade del vino e dei sapori in cerca di prelibatezze gourmand. Cuore verde d’Italia, la regione che diede i natali a San Francesco è infatti sempre più apprezzata per la sua offerta enoturistica, con ben quattro percorsi dedicati esclusivamente alla produzione vinicola: la Strada dei vini etrusco-romana, quella dei colli del Trasimeno, quella del Sagrantino, e infine quella del Cantico, dove fede e gusto si fanno più vicini. DI FILIPPO: I PROGETTI CON LE OCHE E I CAVALLI - Il nostro tour comincia da Cannara, oggi famosa per la coltivazione di una pregiata varietà di cipolla, un tempo zona di acquitrini e piante di palude, come appunto la canna, da cui il toponimo deriva. Nel comune perugino ha sede l’azienda agricola Di Filippo, circa una trentina di ettari a vigneto (la maggior parte a Montefalco) per un totale di 250 mila bottiglie l’anno. La conversione al biologico è cominciata nel 1994, quando in Italia in pochi sapevano cosa fosse. “Il nostro approccio al bio è però realistico e non integralista”, ci tiene a precisare Roberto Di Filippo, anima e cuore della Cantina. “Siamo coinvolti in numerosi studi e sperimentazioni per cercare di dar vita a una viticoltura sempre più rispettosa dell’ambiente ma al tempo stesso economicamente sostenibile”. Tra i progetti in corso segnaliamo quello con l’Università di Perugia per l’impiego delle oche in vigna: “Si tratta di una pratica lontana nel tempo, già utilizzata in Cina nelle risaie e in America nelle piantagioni di cotone”, spiega Di Filippo. “Le oche si nutrono esclusivamente dell’erba che cresce attorno alle piante, garantendo così una pulizia naturale dei vigneti. Ovviamente ad agosto, quando l’uva inizia maturare, tutto si ferma, perché gli acini diventano bocconi prelibati!”. Non solo oche ma anche cavalli, con l’acquisto di tre comtoir francesi (una razza particolarmente adatta al lavoro) e la messa a punto di attrezzi e prototipi per l’utilizzo degli animali durante alcune operazioni in vigna, alternativa ecologica ai macchinari a motore. TOP WINES - La ricca gamma di prodotti della Cantina Di Filippo, titolare anche del marchio Piani Arche, spazia dai bianchi Grechetto e Trebbiano spoletino, per poi concentrarsi sui rossi Montefalco Doc e Sagrantino Montefalco Docg; in tutto 14 etichette. Particolarmente interessanti il Sallustio, Montefalco Rosso Doc (Sangiovese 60%, Barbera 25% e Sagrantino 15%) che colpisce per le sue note balsamiche e la grande concentrazione; mentre il vino simbolo, il Sagrantino Montefalco Docg è disponibile nelle due versioni Classico ed Etnico, la prima più potente e tradizionale, la seconda più giovane e fruttata. PARDI: DOPPIA ANIMA DI TESSITORI E VITICOLTORI - Ci spostiamo nel vicino centro di Montefalco, tra i “borghi più belli d’Italia”, tanto da meritarsi la definizione di “ringhiera dell’Umbria”. In un raffinato negozio di tessuti in fibre naturali incontriamo Albertino Pardi e sua zia Augusta, pronti a raccontarci la doppia attività di famiglia: dal 1919 produttori vinicoli con la Cantina Fratelli Pardi e dal 1949 anche proprietari della Tessitura Pardi. “Da un lato l’uva, dall’altro l’impresa tessile, ma sempre tutti uniti”, sintetizza Pardi, “tramandandoci i saperi e i valori della nostra terra generazione dopo generazione”. Forse allora non è un caso che addirittura il 30% dell’intera produzione - circa 55 mila bottiglie all’anno - sia venduto direttamente nello shop aziendale; i Pardi a Montefalco e dintorni sono molto stimati. TOP WINES - I vigneti guardano a sud e a sud-ovest e sono i più alti e panoramici del paese, proprio a ridosso delle antiche mura. “La scelta è quella di lavorare solo uve di proprietà e mantenere le rese particolarmente basse”, racconta Pardi. “La linea completa si compone di sette etichette tra bianchi, rossi fermi e un Passito Montefalco Sagrantino”. Tra le espressioni migliori troviamo l’elegante Sacrantino Docg, cru aziendale le cui uve provengono esclusivamente del vigneto collinare di Pietrauta. E poi il fiore all’occhiello Sagrantino Montefalco Docg, che affascina per la sua carica tannica, promessa di sicura longevità. FRANTOIO GAUDENZI: OLIO NUOVO, IMPIANTO NUOVO - La tappa finale del viaggio è a Trevi, città dell’olio e del sedano nero. Ci fermiamo al Frantoio Gaudenzi, fra le realtà olivicole più innovative della regione. A fare gli onori di casa ci sono il titolare Francesco Gaudenzi, la moglie Rossana, i figli Stefano e Andrea e il professor Maurizio Servili dell’Università di Perugia. Insieme ci mostrano il nuovo impianto di produzione Alfa Laval, che scinde la gramolazione in due fasi distinte ed è dotato di una seconda stazione di frangitura a dischi, così da preservare al meglio l’intensità aromatica e la freschezza dell’extra vergine. Poi arriva il momento del tasting e assaggiamo le prime prove di produzione dell’etichetta Quinta Luna, blend di Moraiolo, Frantoio e Leccino. “Quest’anno l’andamento  stagionale si è dimostrato assai difficile, funestato anche dall’attacco della mosca”, non nasconde Francesco Gaudenzi. “Ma non tutto è perduto se si agisce d’anticipo e questi primi giorni di lavorazione ci hanno davvero confortato“. Il Quinta Luna 2013 si era guadagnato un posto nella classifica Der Feinschmecker dei 50 migliori oli al mondo. Tra pochi giorni la campagna 2014 aprirà ufficialmente i battenti. E ai Gaudenzi piacciono le sfide.

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