Dall'Italia Dall'Italia Anita Franzon

Debutta la Guida Slow Wine 2019

Debutta la Guida Slow Wine 2019

La guida Slow Wine 2019 (1120 pagine, 24 euro) è «cartacea, spessa e ingombrante. Va in direzione ostinata e contraria e noi ci crediamo molto», esordisce il co-curatore Giancarlo Gariglio al Palazzo dei Congressi di Montecatini Terme, dove si è tenuta la presentazione mattutina.

Il viale che porta alle Terme Tettuccio di Montecatini è costellato di targhe in memoria dei personaggi famosi che frequentarono la cittadina toscana. Qui, dove le acque benefiche sgorgano tra giardini e architetture dal fascino Belle Époque, per un giorno protagonista è stato il vino. Seguendo i passi di Giacomo Puccini, Paul Cézanne, Mina, Orson Welles, Alberto Sordi e tanti altri, sabato 13 ottobre ci siamo incamminati verso la presentazione della Guida Slow Wine 2019 e alla degustazione di buona parte dei vini citati: 597 le cantine presenti sulle 1.957 recensite; 201 i produttori premiati con la chiocciola, con il Piemonte in testa (32 chiocciole), seguito dalla Toscana (30).

Una guida cartacea in direzione ostinata e contraria

Frutto del lavoro di 300 collaboratori per un totale di 24mila vini degustati, la guida si propone, come ogni anno, di raccontare storie di vita, vigne e vini in Italia. Anche secondo Carlo Bogliotti, direttore editoriale di Slow Food Editore, nonostante i prodotti cartacei stiano soffrendo la crisi, la sfida deve continuare: «Noi crediamo nell’importanza del ruolo della critica in un mondo complesso come il nostro».

 

La guida Slow Wine 2019

La guida Slow Wine 2019

 

Tutti possono scrivere di vino?

Inoltre, afferma Bogliotti: «ormai non possiamo esimerci dal modo di comunicare diretto dei social, che dà a tutti la possibilità di scrivere di vino». Da questa riflessione parte il quesito del convegno organizzato in occasione della presentazione della guida: tutti possono scrivere di vino? Rispondono Armando Castagno, che dello scrivere di vino e della storia dell’arte ne ha fatto un mestiere, e il giornalista Jacopo Cossater; moderatore: Fabio Giavedoni, co-curatore della guida Slow Wine. Per i relatori la risposta è sì. «O meglio», sottolinea Castagno, «tutti possono scrivere di tutto. Il giudice supremo è il lettore, non altri giornalisti del vino, neppure se titolati».

Garbo, rispetto e serietà non dovrebbero mai mancare

Ammaliando tutta la sala, Armando Castagno prende in prestito le parole di grandi personaggi e scrittori da Luigi Einaudi a Umberto Eco fino a Francesco Biamonti, sottolineando l’importanza di una formazione culturale e non solo tecnica. Fattori indispensabili sono il garbo, il rispetto e la serietà verso un lettore che, ormai, è sempre più smaliziato: «solo le guide autoreferenziali sono in crisi e i social non sono il male in sé, ma fa la differenza il modo in cui si usano: il guaio è quando viene millantata competenza che non c’è, ottenendo credito da altrettanti incompetenti».

 

La targa dedicata a Mario Soldati

 

Il mestiere di scrivere, anche di vino

Insomma, la scrittura non è improvvisazione, ma un mestiere che richiede onestà e cura per qualsiasi testo, anche per un semplice post su Instagram, Twitter o Facebook. Sulla stessa linea si colloca Jacopo Cossater tornando sul tema dell’autorevolezza e dell’educazione del lettore, che dovrebbe premiare sempre la qualità. Terminata la conferenza, sulla ‘walk of fame’ montecatinese, l’occhio casualmente cade sulla targa dedicata allo scrittore, giornalista, regista (e molto altro) Mario Soldati. A proposito dell’importanza della scrittura, tornano subito alla mente le parole rivelatrici di Soldati, pronunciate durante un episodio del Viaggio nella Valle del Po andato in onda nel dicembre 1957: «Uno scrittore, quando è bravo, coglie la realtà nel suo centro, nel suo vivo, meglio di qualsiasi fotografia o di qualsiasi operatore cinematografico».

Premio speciale “giovane vignaiolo” a Fedrizzi 

Se, come per la scrittura, la qualità premia, per la prima volta Slow Wine ha voluto assegnare tre riconoscimenti speciali ad altrettanti viticoltori presenti in guida. Ad Alessandro Fedrizzi, vignaiolo di 24 anni sui Colli Bolognesi, va il premio giovane vignaiolo. Fedrizzi ha cominciato a fare vino da giovanissimo con il nonno e da adolescente, invece di desiderare in regalo il motorino, chiese un ettaro di vigna. Con la sua passione oggi conduce con intraprendenza un’azienda di 11 ettari ed è un esperto della rifermentazione in bottiglia: un giovanissimo che fa un vino antico, e non per moda.

 

Da sinistra, Carlo Bogliotti, Fabio Giavedon,i Giancarlo Gariglio, Jacopo Cossater e Armando Castagno

 

Marche pluripremiate con Pievalta e Bucci

La marchigiana Cantina Pievalta, che ha introdotto sottovoce la biodinamica nel suo territorio, si aggiudica il premio per la viticoltura sostenibile. Sempre nelle Marche va il terzo riconoscimento: a ricevere il premio alla carriera è Ampelio Bucci, imprenditore che ha fatto la storia del Verdicchio e che ha sottolineato come il movimento Slow Food abbia restituito la dignità a un mestiere, quello del vignaiolo, che fino a poco tempo fa sembrava obsoleto.

Dove bere Slow

Interessante, all’interno della guida, è l’appendice sui cento locali del bere Slow. «Lanciamo anche gli Amici di Slow Wine», dicono i curatori, «un’alleanza tra chi vende il vino ogni giorno, le enoteche, le osterie, e chi fa da tramite tra produttore e consumatore». Si tratta, come si legge sulla guida, di «una selezione essenziale di indirizzi per l’edonistico divertimento non disgiunto da una sana didattica, visto che i gestori di questi luoghi hanno dedicato la loro vita a cercare etichette che abbiano un’anima oltre la semplice bontà del prodotto».

 

 

L’ingresso alla degustazione Slow Wine 2019

 

Cinque assaggi su mille (leggi le tasting notes)

C’è chi l’ha definita (e probabilmente lo è stata) la più grande degustazione di vino dell’anno. In effetti, i vini in assaggio superavano abbondantemente il numero di mille. Offrire una panoramica esaustiva degli assaggi sarebbe impossibile. Vi segnaliamo, dunque, cinque tra i vini degustati nel pomeriggio passato a Montecatini Terme e che ci hanno particolarmente colpito. Leggi tutte le tasting notes

  • Chioma Integrale, Friuli Venezia Giulia Doc 2017 di Vignai da Duline leggi
  • Spumante Metodo Classico Pas Dosè di Cantina D’Araprì leggi
  • Retromarcia, Chianti Classico Docg 2016 di Monte Bernardi leggi
  • Macchiarossa, Tintilia del Molise Doc 2014 di Claudio Cipressi leggi
  • Arte, Dolomiti Igt 2015 di Weingut Abraham leggi
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© Riproduzione riservata - 16/10/2018

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