Dal mondo Dal mondo Anita Franzon

Un nuovo scandalo alla corte dei Master Sommelier

Un nuovo scandalo alla corte dei Master Sommelier

La Court of Master Sommeliers America è ancora al centro delle cronache, questa volta per accuse di molestie sessuali. L’organizzazione si è scusata e ha adottato un nuovo codice etico. Intanto si riflette sul ruolo del sommelier e sulla sua importanza, sempre fondamentale nella ristorazione moderna.


Dopo le recenti accuse di razzismo (come riportato all’interno della nostra rassegna stampa internazionale a inizio luglio) e lo scandalo dei suggerimenti “sottobanco” nel 2018, la Court of Master Sommeliers America (CMS-A) torna al centro delle polemiche.

I Master Sommelier di nuovo al centro dello scandalo, questa volta sessuale

Le accuse, questa volta, provengono da un gruppo di donne che hanno denunciato sul New York Times un grave problema di molestie sessuali all’interno del circolo più elitario del mondo del vino americano ( di cui ha scritto anche la giornalista Julia Moskin). Se Master Sommelier (MS) è uno dei titoli più prestigiosi a cui un esperto di vino possa ambire, solo 24 su 155 sono donne, e caro è il prezzo che molte di loro hanno dovuto pagare solo per accedere alla comunità. Infatti, dopo il successo del documentario Somm, più di 12.000 persone hanno intrapreso il lungo percorso per diventare MS e, tra queste, molte sono giovani donne.

Ci vorrebbe un “Me-Too” del vino

Il NY Times ha raccolto le testimonianze di 21 candidate che hanno dichiarato di essere state molestate, manipolate o aggredite sessualmente. Inoltre, pare che i vertici dell’organizzazione fossero al corrente da tempo di questo fenomeno. Ogni vittima ha messo la propria faccia e ha fatto nomi e cognomi dei molestatori; tra tutti spunta quello di Geoff Kruth, 45 anni, uno dei principali educatori della Corte. Ma il signor Kruth, che come riporta il San Francisco Chronicle si è appena dimesso dal suo ruolo di educatore pur negando tutte le accuse, non è l’unico MS di alto rango a essere accusato di comportamenti sessualmente inappropriati da più donne, molte delle quali hanno rinunciato a proseguire il percorso per diventare MS. Purtroppo, inoltre, queste rivelazioni sono solo la punta dell’iceberg e, come scrive la giornalista Liza B. Zimmerman su Wine-Searcher, sarebbe necessario avviare un movimento “Me-Too” del vino.

La prima risposta della CMS-A

A seguito delle accuse riportate dal NY Times, arriva anche la prima reazione della @CMS-americas su Twitter, che attraverso un comunicato ufficiale si dichiara “profondamente dispiaciuta” e offre “le sue più sincere scuse alle donne che hanno subìto episodi di molestie e violenze”. L’organizzazione ora è pronta a mettersi in ascolto e comunica i primi passi verso nuovi cambiamenti e azioni legali intraprese nei confronti dei membri accusati. Contemporaneamente la stessa CMS-A sta incoraggiando tutti i membri della comunità a segnalare, anche in forma anonima, i casi di cattiva condotta tramite una pagina creata appositamente sul sito. D’ora in poi, tutti i membri dovranno firmare un codice etico aggiornato e partecipare a corsi di formazione appositi prima di svolgere qualsiasi attività all’interno dell’organizzazione. Infine, arriva la promessa: “lavoreremo per riconquistare la fiducia della comunità dei sommelier e la fiducia nelle nostre certificazioni”.

Un nuovo concetto di sommelier?

Intanto, Wine Enthusiast si chiede se non sia ora di ridefinire il concetto di sommelier, mestiere che non è più legato solamente all’ambito della ristorazione. Inoltre, secondo Yelp, a causa della pandemia, negli USA da marzo hanno chiuso definitivamente quasi 16.000 ristoranti, mentre chi è rimasto in piedi ha visto diminuire i ricavi dell’85%. Dove sono finiti i sommelier? Alcuni sono riusciti a tornare sul posto di lavoro, mentre altri si stanno muovendo verso la vendita al dettaglio, la consulenza, la consegna di vino, l’organizzazione di degustazioni su Zoom, o la scrittura.

Ma di preciso, cosa fa un sommelier?

Ma “cosa fa veramente un sommelier?”, chiede la rivista. Alla domanda rispondono diversi esperti del settore, tra cui Aimée Lasseigne New, brand ambassador a New York per la cantina Lieb Cellars, che ne fa una questione di linguaggio, affermando: «Non esiste un termine abbastanza ampio per tutti gli aspetti del servizio del vino; non credo che il nostro linguaggio si sia evoluto abbastanza per descrivere quello che è il lavoro del sommelier in questo momento».

I sommelier aumentano il profitto di un ristorante

Dall’altra parte, però, la cara e vecchia figura del sommelier rappresenta ancora uno dei ruoli chiave all’interno dei ristoranti. Su Nation’s Restaurant News, la consulente Alisha Blackwell-Calvert spiega: «Questo lavoro ha assunto un’aura romantica negli ultimi anni, ma la verità è che il sommelier è una delle posizioni più importanti nel ristorante. Poiché le vendite di bevande sono un fattore trainante dei profitti di un locale, è essenziale avere qualcuno interno che sappia gestirle». Amanda Reed, senior beverage manager del Lotte Hotel di Seattle, aggiunge: «Penso che i sommelier siano spesso ingiustamente percepiti come arroganti, pomposi e inavvicinabili. Questo è un pensiero obsoleto ed è solo la caricatura di un sommelier».

Foto di apertura R.Yip

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© Riproduzione riservata - 05/11/2020

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