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Chianti Rufina Villa Bossi alla prova del tempo: 1978-2007

14 Febbraio 2017 Emanuele Pellucci
È stato un bellissimo regalo per le 45 vendemmie a Tenuta di Bossi, in zona Chianti Rufina, quello che Gerardo e Lapo Gondi hanno fatto al padre, il marchese Bernardo. Una spettacolare verticale di dieci annate (a partire dal 1978) del vino top della loro tenuta: il Chianti Rufina Villa Bossi.

La prima vendemmia di Bernardo Gondi a Tenuta di Bossi

«Quando nel 1972 ho gestito la mia prima vendemmia», ha spiegato il marchese Bernardo Gondi, «l’azienda produceva solo quattro vini, che poi col tempo sono diventati otto. In tutti questi anni ho imparato a conoscere meglio il territorio, le potenzialità del Sangiovese, l’importanza del Colorino e l’uso del legno, prima le tradizionali botti grandi e poi le barrique. E come ricordo sempre ai miei figli, non si smette mai di imparare».

Location unica, il rinascimentale Palazzo Gondi

La degustazione, rivolta a una quarantina di ospiti tra giornalisti - italiani e stranieri - e importanti operatori, è stata impreziosita dal luogo dove si è svolta, e cioè il salone delle feste di quel Palazzo Gondi, costruito nel 1489 su disegno di Giuliano da Sangallo, che rappresenta uno dei più straordinari edifici della Firenze rinascimentale.

La famiglia Gondi nella storia di Firenze

Presenti nella vita pubblica fiorentina fin dal 1197, i Gondi furono anche commercianti, banchieri ed agricoltori, ed ebbero un ruolo importante anche in Francia grazie alla parentela e all’amicizia con la famiglia Medici. Alcuni suoi esponenti sono sepolti nella cripta della cattedrale parigina di Notre Dame. Oltre al palazzo in piazza San Firenze, angolo via Gondi, di fronte a Palazzo Vecchio, un altro dei gioielli di famiglia è appunto la Tenuta di Bossi, che appartiene loro fin dal 1592. In questa zona, rinomata per produrre di rossi da lungo invecchiamento, la famiglia Gondi ha sempre puntato a produrre vini di grande qualità.

Nuova generazione: Gerardo e Lapo Gondi

Gerardo e Lapo, il primo addetto al marketing e alla comunicazione, il secondo alla parte agronomica ed enologica, stanno già preparandosi al futuro cambio generazionale («speriamo lontano», ha commentato il marchese Bernardo). Nel frattempo hanno voluto rendere omaggio al padre per queste sue prime 45 vendemmie con una verticale di dieci significative annate del Chianti Rufina Villa Bossi: 1978, 1981, 1986, 1988, 1994, 1995, 1997, 2000, 2005 e 2007. A guidarla, con lo stesso Bernardo, l’enologo Fabrizio Moltard e il delegato Ais di Firenze Massimo Castellani.

Chianti Rufina Villa Bossi 1978

«Abbiamo voluto cominciare dal 1978 perché coincide con l’anno delle mie nozze con Vittoria», ha spiegato il marchese. Un vino che ha mostrato le caratteristiche dei migliori Chianti Rufina invecchiati, con grande pulizia di aromi, grande evoluzione ed una sorprendente freschezza. Anche le vendemmie successive hanno evidenziato un colore rubino intenso, aromi di frutta rossa matura e piacevolezza in bocca. Vini ottenuti da uve Sangiovese con la presenza limitata di Colorino e altre varietà autoctone e una lunghissima maturazione (36 mesi in botti grandi e 24 mesi in bottiglia) prima della commercializzazione.

La svolta in cantina nel 1994

Se nell’annata 1988 appare per la prima volta il Cabernet Sauvignon (10%), è però nel 1994 che avviene una svolta importante nel Chianti Rufina Villa Bossi. Appaiono in cantina le prime barrique, e di conseguenza la permanenza in legno viene portata da 36 a 24 mesi, fermo restando l’analogo periodo di affinamento in vetro (24 mesi). Dal 1995 in poi è un crescendo della qualità, che tocca i suoi vertici, a nostro parere, con la stessa annata 1995 e poi 1997, 2005 e 2007.

Vino e cultura nel centro storico di Firenze

Al termine della degustazione ai fortunati ospiti la famiglia Gondi ha offerto la possibilità di ammirare un panorama a dir poco straordinario dalla terrazza all’ultimo piano del palazzo. Un giro d’orizzonte notturno a 360 gradi per toccare quasi con mano i più begli edifici del centro storico di Firenze: Palazzo Vecchio, il Duomo con il campanile di Giotto, il campanile della Badia Fiorentina, il Bargello e in lontananza la basilica di San Miniato. Un’esperienza da ricordare, nella migliore sintesi tra vino e cultura.

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