Dal mondo Dal mondo Jessica Bordoni

L’annata 2020 commentata dagli chef de cave di Perrier-Jouët

L’annata 2020 commentata dagli chef de cave di Perrier-Jouët

Lo chef de cave di Perrier-Jouët Hervé Deschamps e Séverine Frerson, destinata a prenderne il posto nel prossimo futuro, sottolineano l’eccellente sanità delle uve in Champagne, che proprio in questi giorni hanno iniziato ad essere raccolte. Grande equilibrio e bella acidità sia per lo Chardonnay, varietà simbolo della Maison, sia per Pinot noir e Meunier.

Dici Perrier-Jouët e la mente corre subito all’immagine della bottiglia in stile Art Nouveau con l’anemone profilato d’oro, opera dell’artista e mastro vetrario Émile Gallé. La storica Maison di Champagne, che ha fatto dell’eleganza floreale il suo marchio di fabbrica, vanta moltissimi estimatori in tutto il mondo. In Italia, da ormai 10 anni, la distribuzione è affidata a Marchesi Antinori, che ha scelto di puntare sull’alta ristorazione e sulle enoteche selezionate per lo sviluppo del mercato nazionale.

I due chef de cave di Perrier-Jouët: passaggio di consegne in corso

Perrier-Jouët è stata fondata nel 1811 in seguito al matrimonio tra Pierre-Nicolas Perrier e Adèle Jouët. In poco più di 200 anni di attività, si sono susseguiti soltanto sette chef de cave, chiamati a custodire e rinnovare – cuvée dopo cuvée, millesimo dopo millesimo –  il patrimonio di uve, conoscenze e segreti dell’arte dell’assemblaggio. L’ultimo membro di questa “dinastia” è Hervé Deschamps, alla guida delle Cantine dal 1993. Nel settembre 2018 ha fatto il suo ingresso in azienda Séverine Frerson, che da allora lo affianca ed è destinata a prenderne il posto nel prossimo futuro, quando lui andrà ufficialmente in pensione. Si tratta della prima donna a ricoprire il ruolo di chef de cave di Perrier-Jouët, nonché l’ottava nella storia della Maison.

chef de cave di Perrier-Jouët

La Frerson ha alle spalle un’esperienza di 16 anni presso un altro importante marchio di Champagne, Piper-Heidsieck, dove era stata designata chef de cave nel maggio 2018, solo pochi mesi prima di unirsi al team di Perrier-Jouët.

Una vendemmia diversa dalle altre

Collegati virtualmente dalla sede di Épernay, lo scorso 3 settembre Hervé Deschamps e Séverine Frerson hanno presentato alla stampa l’andamento climatico dell’annata 2020, fornendo qualche anticipazione sulla vendemmia in corso. «Prima di entrare nel merito», ha esordito Séverine Frerson, «non si può ovviamente fare a meno di evidenziare come questo sia stato un anno molto diverso da tutti gli altri. L’emergenza Covid-19 ha imposto una serie di misure di sicurezza eccezionali, che ha portato ad una riorganizzazione delle attività sia in vigna che in cantina».

Annata calda e assolata

Ma l’atipicità del 2020 riguarda anche le condizioni meteo. «In generale possiamo parlare di un’annata calda e secca, con molte giornate soleggiate, poche precipitazioni e temperature sopra la media», ha precisato Hervé Deschamps. «Questo ha richiesto un grande lavoro di cura e selezione tra i filari. In termini di volume, il calo si attesta intorno al -25% rispetto allo scorso anno». Gli fa eco la futura chef de cave di Perrier-Jouët Séverine Frerson, spiegando come queste condizioni abbiano portato ad un’anticipazione delle operazioni di raccolta. «Nella Champagne la vendemmia è cominciata il 17 agosto e anche noi siamo partiti subito, il 19. Abbiamo preferito raccogliere presto per preservare la freschezza delle uve, a cominciare dallo Chardonnay».

Maturazione precoce ed eterogenea

Si prospetta un’annata di alto profilo, in linea con la 2019 sul fronte della qualità. «La sanità delle uve è eccellente e questo vale per tutte e tre le varietà, con buona acidità ed equilibrio tra la maturazione fenolica e quella aromatica», continua Séverine Frerson. «Ciò che colpisce, insieme alla precocità, è la grande eterogeneità delle maturità, con notevoli differenze parcella per parcella che hanno imposto un grande lavoro d’équipe. Noi abbiamo iniziato a seguire la curva delle maturazioni il 3 agosto, con degustazioni ravvicinate per monitorare la situazione e capire il momento giusto in cui entrare in azione». 

Per gli chef de cave di Perrier-Jouët la materia prima è di eccellenza

Il vigneto Perrier-Jouët si estende per 65 ettari classificati al 99,2% della scala dei Grand Cru. Il vitigno d’elezione è certamente lo Chardonnay, che imprime alle cuvée il loro stile inconfondibile.  Nella Côte des Blancs i villages di riferimento sono Cramant e Avize con parcelle situate a mezza collina ed esposte a sud-sud-est; a loro si devono i generosi aromi di fiori bianchi. Le basi di Pinot noir arrivano dai Grand Cru di Mailly, dalla zona sud della Montagne de Reims e da Aÿ, nella Valle della Marna, che donano struttura e un intenso bagaglio fruttato. Infine, la rotondità del Meunier è garantita dal Premier Cru di Dizy, generoso e fruttato.

Leggi anche: La crisi della Champagne

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© Riproduzione riservata - 07/09/2020

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