In Italia

In Italia

Centopercento Grechetto. L’Umbria in bianco

7 Settembre 2015 Aldo Fiordelli
Non c'è fine settimana in Umbria senza una sfilata in costume, un corteo storico, un palio da rievocare, un'occasione cioè per aerare vecchi armadi e dar luce a velluti, calzamaglie e strascichi di una tradizione custodita gelosamente. Anche a tavola, e troppo spesso pure in cantina. A portare una boccata d'aria fresca, in quest'ultimo settore, stanno provando nuovi giovani come Luca Baccarelli di Roccafiore, a Todi. Venerdì scorso l'imprenditore umbro ha ospitato un convegno-degustazione sul Grechetto dal titolo centopercento Grechetto, con l'obiettivo di valorizzare l'anima bianchista dell'Umbria attraverso il suo vitigno simbolo.

Due avversari, di cui uno sleale

Una partita che vale la pena di essere giocata, in mezzo a diversi avversari però. Il primo è il vitigno concorrente emerso negli ultimi anni nella regione. Il Trebbiano spoletino ha solleticato in poco tempo le ambizioni di molti produttori, ha vibrante acidità ma non è ancora il favorito nella partita per la conquista dell'anima bianchista dell'Umbria. Il secondo avversario sembra la tradizione. I migliori assaggi del convegno sono risultati quelli di Bussoletti, Pardi, Roccafiore e Mottura che è nell'alto Lazio. Quest'ultimo dimostra come il Grechetto possa diventare un fine wine, ma gli altri tre sottolineano l'importanza di una fine cultura agronomica ed enologica per valorizzare un vitigno o un territorio. Ma vini macerati, spigolosi, bioletamici, vini con la pretesa di un equilibrio futuro, buoni solo col salame (che li beve), vini ruvidi, caldi e pesanti, vini in calzamaglia, prodotti cioè in nome di una tradizione che non era colta padronanza agronomica ma necessità d'improvvisazione, riduzione del rischio e massimizzazione del raccolto (come quella di chi sostiene i pregi della palmetta), questi vini, dicevamo, potrebbero diventare un peccato di superbia, un peso per chi vuol far volare l'anima bianchista dell'Umbria.

In Italia

La prima verticale di Masseto sarà alla Monza Wine Experience

Sabato 14 novembre, in assaggio sei annate (2023, 2020, 2015, 2005, 2001, […]

Leggi tutto

Tommasi, due progetti celebrano la longevità dell’Amarone

La Biblioteca di Famiglia, un prezioso cofanetto di tre vecchie annate destinato […]

Leggi tutto

Domaines Ott, le tre anime della Provenza

Un territorio fatto di luce, vento e pietra, che ogni tenuta della […]

Leggi tutto

Conte Vistarino: il nuovo cru Ottavia è un Pinot nero dall’anima contemporanea

Dopo Bertone, Tavernetto e Pernice, la vinificazione in rosso prosegue con una […]

Leggi tutto

Storia completa di un vino: Ronco delle Mele

Siamo andati a Dolegna del Collio per celebrare i 30 anni di […]

Leggi tutto

Gruppo Meregalli, un alleato per Cantine e ristoratori

La società d’importazione e distribuzione di fine wines e spirits vanta 170 […]

Leggi tutto

Elisa Semino e i Timorasso La Colombera protagonisti all’Enoluogo

Al centro dell’incontro tre espressioni aziendali: il Derthona “classico” e i cru […]

Leggi tutto

Un vigneto per due: la Solenga di Stradella

Andrea Picchioni e Giulio Fiamberti condividono una porzione di collina vitata dell’Oltrepò […]

Leggi tutto

Memoria, modernità e accoglienza: Zorzettig vara Cantina Viva

A Spessa di Cividale nasce la nuova casa dell’azienda friulana: un investimento […]

Leggi tutto
X

Hai dimenticato la Password?

Registrati