Dall'Italia Dall'Italia Jessica Bordoni

Casanuova di Nittardi 2018, l’etichetta artistica è di Heisig

Casanuova di Nittardi 2018, l’etichetta artistica è di Heisig

La Casa vinicola toscana Nittardi lancia la nuova bottiglia d’autore del suo Chianti Classico Casanuova di Nittardi Vigna Doghessa. L’artista tedesco Johannes Heisig ha realizzato un’opera intensa, dai colori in contrasto, che richiama l’arte espressionista.

Prendi l’arte e mettila in bottiglia. È quello che ogni anno fa Nittardi con il suo prestigioso Chianti Classico Casanuova di Nittardi Vigna Doghessa. Da gennaio in enoteca si può acquistare l’annata 2018, ovvero la 38ª edizione dell’etichetta artistica aziendale. A firmarla il pittore tedesco Johannes Heisig, famoso per le sue atmosfere d’ispirazione espressionista.

Inno alla terra e ai suoi frutti

Sull’etichetta appare il dio Bacco incoronato con foglie di ulivo mentre porge un calice a Sibilla, profetessa e musa sensuale. La carta seta che racchiude la bottiglia, invece, ritrae il vigneto Vigna Doghessa. A colpire sono la vividezza dei soggetti, il tratto deciso delle linee e il contrasto fra i colori, che generano un forte pathos in chi guarda. «Le opere che Johannes Heisig, osservatore sensibile del mondo, ha dedicato al nostro Chianti Classico 2018 sono un inno d’amore alla terra e ai suoi frutti, che seducono e portano gioia», afferma Peter Femfert, importante gallerista tedesco e padre di on Femfert, seconda generazione di famiglia oggi alla guida di Nittardi.

Omaggi artistici

Ma il legame tra Nittardi e l’arte è un affare antico. Nel XVI secolo la Cantina era di proprietà del grande Michelangelo Buonarroti, che nel 1549 inviò a Roma del vino per il papa come “dono genuino”. «Ogni anno dal 1981 commissioniamo a un grande nome della pittura internazionale la realizzazione di un’etichetta d’autore in edizione limitata ed esclusiva del nostro Chianti Classico Casanuova di Nittardi», precisa Léon Femfert. Tra loro ricordiamo A.R. Penck, Yoko Ono, Corneille, Igor Mitoraj, Adami, Mimmo Paladino, Pierre Alechinsky, ma anche Günter Grass e Dario Fo.

2018, un’annata “classica”

«Vigna Doghessa è uno dei nostri appezzamenti più importanti e vocati. Si trova a 450 metri di altezza e guarda verso sud-est al borgo di Panzano. Le piante di Sangiovese affondano le radici in un suolo ricco di galestro e alberese». L’annata 2018 è stata definita “classica”. «Abbiamo avuto un inverno freddo e innevato, una primavera giustamente piovosa e un’estate calda, ma non troppo. Il periodo fino alla vendemmia, due giorni di raccolta intensa tra il 17 e il 18 settembre, è stato baciato da un clima asciutto e con importanti escursioni termiche che ci hanno permesso di raccogliere che ci hanno permesso di raccogliere uve perfettamente sane e mature».

Note di degustazione

Il Chianti Classico Vigna Doghessa affina 14 mesi in tonneau francesi per il 10% nuovi e sosta altri 4 mesi in cemento, per poi riposare alcuni mesi in bottiglia prima della commercializzazione. Rosso rubino intenso alla vista, ha un bouquet fruttato di ciliegie mature e mirtilli. In chiusura, una leggera speziatura perfettamente integrata con le note di frutta. In bocca si delinea per struttura e pienezza, con tannini aggraziati. Già godibile adesso, ha un grande futuro davanti a sé.

Nella foto di apertura Peter e Léon Femfert

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© Riproduzione riservata - 12/01/2021

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