In Italia In Italia Emanuele Pellucci

Brunello Casisano: quattro annate per conoscerlo

Brunello Casisano: quattro annate per conoscerlo

Con il 2017 sono vent’anni esatti da quando l’azienda veneta Tommasi ha dato inizio al progetto Tommasi Family Estates, uscendo dai confini originari della Valpolicella per espandersi in alcune delle zone più vocate d’Italia. Dall’Oltrepò Pavese alla Maremma, dalla Manduria alla Basilicata, fino a Montalcino, il regno del Brunello. Ed è proprio qui che nei giorni scorsi, in occasione di Benvenuto Brunello, Pierangelo e Giancarlo Tommasi (in foto) hanno organizzato nella ristrutturata cantina del Podere Casisano una verticale del loro vino di punta, a beneficio di un gruppo di giornalisti internazionali.

I vini in degustazione

Quattro annate di Brunello Casisano – 2011, 2012, 2011 Riserva e 1998, oltre al Rosso di Montalcino 2015 – per valutarne l’evoluzione. Questo Brunello nasce nella parte sud-est di Montalcino, tra boschi e vigneti rivolti verso la Valle Starcia, dove troneggia la magnifica abbazia di Sant’Antimo. Acquistata nel 2015, l’azienda si sviluppa su una superficie di 53 ettari di cui 22 coltivati a vigneto a un’altitudine media di circa 450 metri slm su terreni galestrosi ricchi di scheletro. Suddivisa in dieci parcelle di vigna, con nuovi impianti allevati a cordone speronato (5 mila ceppi/ettaro).

L’eleganza della Riserva Colombaiolo

Al momento il Sangiovese è l’unico vitigno presente nei vigneti, anche se una piccola parte degli impianti è iscritta alla Doc Sant’Antimo. Complessivamente si producono annualmente circa 100 mila bottiglie tra Rosso e Brunello Casisano. Il top di gamma è senza dubbio la Riserva Colombaiolo, ottenuto da uve selezionate della migliore parcella della vigna omonima piantata nel 1993. Un vino, come si è dimostrato all’assaggio nella recente verticale, ricco di aromi di frutta rossa, ciliegia, mora, di grande struttura, moderatamente tannico ed elegante.

Brunello Casisano, non deludono le altre annate

Se il cru Colombaiolo costituisce la punta di diamante della cantina montalcinese della famiglia Tommasi, anche le altre annate (precedenti all’acquisto della proprietà) si sono dimostrate all’altezza del nome del Brunello: vini strutturati, con una buona acidità e un tocco di eleganza. Caratteri riscontrati anche nell’annata più vecchia, il 1998, tra i Brunello più longevi di Podere Casisano.

Ottimo il Rosso di Montalcino 2015

Di grande piacevolezza anche il Rosso 2015, il primo vino prodotto sotto la gestione Tommasi, vino maturato in botti grandi di rovere di Slavonia per 8 mesi più 4 di affinamento in bottiglia. Il risultato è un vino dal colore rubino brillante, fruttato e con note minerali. Di recente la consulenza tecnica è stata assunta dall’enologo toscano Emiliano Falsini al quale è stato affidato il compito di migliorare ulteriormente la qualità di questi vini.

La mission è la valorizzazione del territorio

«Con Casisano a Montalcino», hanno spiegato Pierangelo e Giancarlo Tommasi, «si corona il progetto Tommasi Family Estates, partito nel 1997, con l’ingresso in azienda della quarta generazione della famiglia. La filosofia, in particolare proprio qui a Montalcino, è quella di mantenere il prestigio del territorio, conservandone l’identità e cercando di esprimerne il potenziale al meglio».

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© Riproduzione riservata - 25/02/2017

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