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Biondi Santi esce dai Grandi Marchi. Ed entra Col d’Orcia

10 Settembre 2018 Civiltà del bere
Montalcino cambia rappresentante nell'Istituto Grandi Marchi. Biondi Santi abbandona l'associazione, mentre Col d'Orcia fa il suo ingresso ufficiale fra i marchi d'eccellenza del vino italiano.
Dopo la fuoriuscita della mitica Tenuta Greppo - Biondi Santi, che qualche mese fa ha scelto di lasciare l'associazione (forse a seguito del nuovo assetto societario), i membri Igm danno il benvenuto a un'altra prestigiosa realtà produttiva del Brunello: Col d'Orcia.

Col d'Orcia, new entry fra i Grandi Marchi

L'ingresso dell'azienda ilcinese guidata da Francesco Marone Cinzano riporta a 19 il numero delle Cantine socie dell'Istituto Grandi Marchi. La storia della famiglia Cinzano a Col d'Orcia comincia negli anni Settanta, ma la tenuta è di origine almeno ottocentesca (allora Fattoria di Sant’Angelo in Colle). Oggi conta una collezione di 50.000 bottiglie di Brunello in vecchie annate, 144 ettari vitati (oltre 100 destinati alla produzione di Brunello, fra cui il cru Poggio al Vento) ed è integralmente bio dal 2010.

Tutte le 19 Cantine Igm

Ecco dunque le 19 aziende d’eccellenza del vino italiano che compongono oggi l'Istituto Grandi Marchi, presieduto da Piero Mastroberardino: Alois Lageder, Ambrogio e Giovanni Folonari Tenute, Antinori, Argiolas, Ca’ del Bosco, Carpenè Malvolti, Col d'Orcia, Donnafugata, Gaja, Jermann, Lungarotti, Masi, Mastroberardino, Michele Chiarlo, Pio Cesare, Rivera, Tasca d’Almerita, Tenuta San Guido e Umani Ronchi. Tutte realtà a conduzione familiare, storicamente riconosciute per la qualità produttiva.

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