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L’archivio e la biblioteca Uiv dichiarati beni culturali

24 Gennaio 2021 Jessica Bordoni

La Soprintendenza archivistica e bibliografica della Lombardia ha riconosciuto il valore culturale dell’archivio e della biblioteca dell’Unione Italiana Vini. Tra gli obiettivi c’è quello di permettere la consultazione del prezioso patrimonio di documenti e volumi. Il progetto di digitalizzazione renderà fruibile online Il Corriere Vinicolo.

L’archivio e la biblioteca dell’Unione italiana vini sono stati dichiarati “beni culturali”. Il decreto n. 17/2020 della Soprintendenza archivistica e bibliografica della Lombardia ne ha riconosciuto il valore “in quanto viva testimonianza della storia dell’enologia […] e della comunicazione di un’impresa a livello nazionale e internazionale, che ha attraversato l’intero Novecento fino ai giorni nostri”. Una bella notizia in questi mesi così difficili per il comparto enologico nazionale (e non solo). A conferma di come il vino debba essere considerato molto di più che una semplice bevanda. È il risultato di una cultura millenaria, che intreccia elementi storici, religiosi, sociali, ma anche artistici e filosofici.  

Il commento del segretario Paolo Castelletti

«Questo riconoscimento è un primo traguardo nell’opera di valorizzazione del ruolo che la nostra associazione ha rivestito nel sistema Italia in 125 anni di lavoro», ha commentato Paolo Castelletti, segretario generale Uiv. «Un’operazione strategica che fa da specchio alla nostra attività sociale e politica e un asset economico per tutti i nostri associati. L’archivio e la biblioteca sono e saranno sempre più in grado di garantire una gestione efficiente e risparmiosa della documentazione, ma non solo. Potranno rappresentare dei “serbatoi” culturali da cui attingere per operazioni di brand heritage, marketing e comunicazione».

Paolo Castelletti archivio e biblioteca Uiv
Paolo Castelletti, segretario generale Uiv

Cos’è l’archivio dell’Uiv

L’archivio Uiv si trova negli uffici di via San Vittore al Teatro, a Milano e occupa circa 160 metri lineari. I documenti conservati vanno dal 1895 ai giorni nostri. Tra le carte più antiche, figurano i volumi manoscritti con i verbali del consiglio e delle assemblee, le circolari e i comunicati diffusi tra il 1920 e il 1933 e le schede di adesione all’Unione dal Dopoguerra fino ad oggi. Il patrimonio documentale include anche le pubblicazioni edite dall’Uiv, ovvero il Il Corriere Vinicolo (dal 1928) e la rivista Enotria (1922-1999).

E la sua biblioteca

Non meno significativo il tesoro custodito nella biblioteca, attiva già dal 1929. Al suo interno sono conservate diverse migliaia di volumi, tra cui tomi non reperibili in altre biblioteche del Paese. Qualche chicca da ricordare? La Storia della vite e del vino in Italia di Arturo Marescalchi e Giovanni Dalmasso (1931-1937) e Le uve da tavola di Giovanni Dalmasso (1946). Interessante anche il repertorio delle riviste, come il Giornale Vinicolo italiano di Casale Monferrato (1876-1895) e la collezione del Bulletin de l’Office international du vin dal 1946 al 1991.

Sguardo in prospettiva

«Il progetto ha come fine ultimo quello di creare il più importante centro nazionale di documentazione del comparto vitivinicolo», ha spiegato l’archivista incaricato Francesco Emanuele Benatti. «Per questo stiamo lavorando per realizzare una sala di conservazione per l’archivio e una per la biblioteca. Ci permetteranno di aggiornare e rendere accessibili online l’inventario dell’archivio e il catalogo della biblioteca e di garantire il condizionamento dei documenti in faldoni certificati». La tappa successiva sarà quella di rendere fruibile online Il Corriere Vinicolo a partire dal n.1 del 1928.

Foto di apertura di R. Kraft per Unsplash

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