Amarone, eleganza da esportare

Amarone, eleganza da esportare

Ad Anteprima Amarone 2020, lo scorso weekend a Verona, non si è parlato solo dell’annata 2016, ma anche delle prospettive internazionali per la denominazione. Inevitabile, con la Brexit e i dazi Usa a fare paura.

«Con un giro di affari di circa 350 milioni di euro e performance a valore superiori a quelle del mercato italiano, l’Amarone ha reagito bene in un anno di competizione agguerrita e congiunture negative», ha detto il presidente del Consorzio tutela vini Valpolicella, Andrea Sartori commentando il 2019. Ha poi invitato a perseguire con forza la strada della sostenibilità e a lavorare sul prezzo medio che è un aspetto da migliorare. Nell’ultimo anno infatti anno la crescita dei volumi esportati (+7,2%) è stata prevalente su quella del valore (+4%)».

Performance internazionali, il podio non cambia

Nell’indagine di Nomisma Wine Monitor su aziende che rappresentano il 65% del mercato, cala di poco l’incidenza export rispetto al fatturato (62,4%). La Danimarca (+20% a valore) supera al sesto posto il Canada (+5%), mentre il Giappone è nono con un +15%. Tra le piazze di sbocco, la Svezia, al quarto posto a +18%, si avvicina alla Svizzera (-6%). Il gradino più basso del podio va alla Gran Bretagna, a +18% e con una quota di mercato che sale al 12,5%. Al secondo posto gli Stati Uniti, nonostante una contrazione del 2% e in testa la Germania, che vale il 16,3% delle vendite complessive all’estero.

Riccardo Cotarella e Olga Bussinello

Quali prospettive?

«Guardiamo al 2020 consapevoli di poter contare su un’eccellente nuova annata; siamo però preoccupati per il moltiplicarsi di incognite sulle principali piazze internazionali. Occorrerà intensificare gli sforzi e le professionalità, per monitorare e ascoltare sempre di più i mercati e le tendenze dei consumi globali» ha sottolineato Andrea Sartori.  
Il direttore del Consorzio Tutela vini Valpolicella, Olga Bussinello ha aggiunto: «Anche il Consorzio lavorerà sempre di più sull’osservazione delle dinamiche socioeconomiche del territorio per combinare nel migliore dei modi le caratteristiche produttive con quelle dell’offerta. Il protocollo d’intesa che faremo a breve con Avepa (Agenzia veneta per i pagamenti in agricoltura ) va in questa direzione e ci fornirà un outlook importante e aggiornato per le politiche di filiera da adottare in Valpolicella».

I pareri di esponenti nazionali

«L’Amarone soffre meno di altri vini la competizione internazionale», ha aggiunto il presidente di Assoenologi Riccardo Cotarella. «Anche se trovarlo a meno di 10 euro sullo scaffale ci lascia l’amaro in bocca; questo riflette una situazione italiana in cui si preferisce farsi la guerra piuttosto che valorizzare il nostro patrimonio enologico». «L’Amarone è un’eccellenza a livello internazionale e un modello di riferimento», ha dichiarato in videocollegamento Teresa Bellanova, ministra per le politiche agricole. «Stiamo lavorando per offrire risposte concrete nei settori critici. È a buon punto il lavoro del Ministero per istituire una cabina di regia sul vino che coinvolga tutti gli attori. Bisogna dare una risposta forte al mercato e progettare il futuro. Puntiamo a rafforzare la promozione per contrastare la contraffazione che ci sottrae 100 miliardi all’anno, a fronte di 42 miliardi di export. Siamo, inoltre, in dirittura di arrivo per il testo unico a livello nazionale di certificazione vitivinicola che coniugherà trasparenza e competitività».

Un momento della manifestazione

La preoccupazione per la Brexit….

Secondo il coordinatore S&D alla commissione Agricoltura, Paolo De Castro, «nessun impatto sugli scambi economici legato alla Brexit è previsto sino a fine 2020, quando ci si accorderà sulle regole per il divorzio dall’Europa». E, in generale, per l’Italia ha auspicato: «È ora che si introduca un regolamento per la gestione dell’offerta. Mi auguro che nel Parlamento europeo si superino i rallentamenti per la riforma della PAC e si aiutino le imprese a gestire meglio il mercato».

…e quella per i dazi doganali

E mentre oggi, 5 febbraio, l’attenzione mondiale sarà concentrata sul voto finale per l’impeachment del presidente Donald Trump, De Castro ha riferito che la presidente della commissione Ue Ursula von der Leyen si recherà a Washington per incontrarlo: «È l’ultima occasione per evitare un carosello di dazi fino al 100% delle esportazioni sui nostri prodotti agroalimentari. Mi auguro che non si arrivi a questo, ma anche l’Unione Europea ha armi affilate. Se vi saremo costretti, ad esempio, potremmo bloccare l’ingresso in Europa della soia americana, con danni significativi per l’economia statunitense»

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© Riproduzione riservata - 05/02/2020

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