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Addio a Franco Biondi Santi, signore del Brunello

8 Aprile 2013 Civiltà del bere
Franco Biondi Santi è morto ieri pomeriggio all'età di 91 anni. Gentiluomo d’altri tempi, è stata una delle figure che più hanno contribuito all’eccellenza produttiva del Brunello e alla conoscenza di questo vino e di Montalcino nel mondo. UNA FAMIGLIA CHE HA FATTO AL STORIA DEL BRUNELLO - Tantissimi sono stati i riconoscimenti che ha ricevuto durante la sua lunga carriera, un cammino durato fino all’ultima vendemmia, da lui ancora curata nel minimo dettaglio, immaginando le sue potenzialità. Un produttore che non è mai andato in pensione e che ha guidato con piglio e intelligenza la tenuta il Greppo, fin da quando prese il testimone dal padre Tancredi, celebre enologo oltre che valorizzatore del Brunello per vari decenni del secolo scorso. E come lui, anche Franco è sempre stato un “guardiano” intransigente della tradizione, che si basa fondamentalmente sull’utilizzo esclusivo del Sangiovese grosso da cloni inizialmente selezionati dal nonno Ferruccio Biondi Santi nel 1870. Con misura ed eleganza egli ha aumentato da 4 a 25 gli ettari ereditati dal padre Tancredi. E non si è mai tirato indietro nella difesa della sua terra, come quando si schierò contro la costruzione di una discarica a Montalcino, quando si adoperò per il recupero dell’Abbazia di Sant’Antimo, creando un’associazione ad hoc, o quando difese la purezza del Brunello da chi voleva cambiare il disciplinare. Nel 2004 era tornato a far parte del Consorzio, promuovendo sempre la difesa del disciplinare. Civiltà del bere lo ricorda così, con il suo bastone, il colbacco, il lungo cappotto e l’incedere elegante e pacato che lo contraddistinguevano lungo il viale che porta alla sua tenuta, il Greppo. Alla moglie Maria Flora Perfetti, ai figli Jacopo e Alessandra, e ai nipoti vanno le condoglianze degli amici di Civiltà del bere.

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