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Vini ad alta quota nel mondo. Chi li produce e chi li beve

24 Febbraio 2021 Anita Franzon

I vini ad alta quota sono ormai un trend, e in molti sensi. In Argentina si sfidano le altitudini più estreme. In Francia cresce il consumo di bottiglie pregiate nei comprensori di montagna. E che dire della selezione delle etichette che vengono offerte durante il volo? Non mancano insidie e curiosità.

L’altitudine estrema è una sfida per molti produttori argentini, che si spingono sempre più in alto alla ricerca di aree viticole emergenti tra le immense montagne dai colori dell’arcobaleno trasformate in paradisi psichedelici intrisi di vino.

L’Argentina sale sempre più in alto

Ciò avviene, in particolare, nelle province nordoccidentali di Salta e Jujuy e, come racconta il magazine online Thrillist: “Questa parte dell’Argentina ha l’abitudine di risucchiarti”, tra le sue curve e le sue altezze. Il consiglio per i viaggiatori più curiosi e avventurosi è quello di esplorare la regione vinicola di Cafayate, che si raggiunge imboccando la Route 68 e proseguendo per tre ore verso sud dalla città di Salta. “Il viaggio è uno dei più sbalorditivi dell’Argentina”, racconta l’autrice dell’articolo.

Il vino nei comprensori sciistici francesi

Oltre alla produzione di vini ad alta quota, è ugualmente importante il consumo in altitudine. Secondo il quotidiano francese Le Figaro, negli chalet di alta montagna i francesi amano consumare vino in quantità e di qualità, soprattutto etichette provenienti dall’area di Bordeaux. La richiesta di vino nelle più famose stazioni sciistiche alpine, in cui non mancano i ristoranti stellati, i resort e le spa, si concentra, dunque, su vini prestigiosi e in grado di soddisfare le richieste di una clientela generalmente facoltosa ed esigente.

Cosa bere tra le nuvole

Ronald Khoo è un esperto di vini ad alta quota, anzi altissima. È, infatti, il selezionatore di vini e liquori per i voli di Cathay Pacific Airways. Intervistato da Vino Joy News, Khoo spiega quali sono le richieste più popolari tra i passeggeri e anche in che modo gli aromi e il gusto del vino sono influenzati dall’altitudine, dalla bassa pressione in cabina, o dal rumore di sottofondo dei motori dell’aereo. Sono moltissimi, infatti, i fattori che possono disturbare i nostri sensi durante un volo.

Profumi fruttati ed etichette del territorio di destinazione


«Dalla mia esperienza di degustazione a bordo, i vini rossi con tannini più pronunciati risultano più aspri e più amari ad altitudini più elevate, mentre nei vini bianchi e negli spumanti viene accentuata l’acidità», spiega l’esperto. I vini più adatti a una degustazione “per aria” sono, invece, quelli dalle caratteristiche più fruttate. Il selezionatore spiega, poi, che le etichette proposte in volo cambiano a seconda della classe in cui si viaggia, ma anche in base alle destinazioni. A tal proposito afferma: «Quando voliamo verso importanti Paesi produttori di vino, includiamo nel menu i prodotti provenienti da quella destinazione; per esempio, nei voli per l’Italia offriamo un vino rosso o un bianco italiani».

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