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Château d’Yquem si converte alla biodinamica

16 Maggio 2019 Anna Rainoldi
Château d’Yquem si converte alla biodinamica

Yquem biodinamico? È quasi ufficiale. Il mitico Sauternes ha già intrapreso il percorso di conversione verso la filosofia steineriana. E presto potrebbe seguirlo anche l’iconico Château Cheval Blanc.

La notizia proviene direttamente da Bernard Arnault, proprietario del gruppo LVMH (dal 1999 principale azionista di Château d’Yquem). L’imprenditore francese ha annunciato questa importante scelta alla cena dei Grands Crus Classés en 1855, organizzata lunedì in apertura a Vinexpo 2019. “Negli ultimi anni”, spiega Arnault, “Yquem ha fatto passi decisivi per ottenere una produzione viticola completamente biologica e, presto, biodinamica”, riporta The Drinks Business.

Sperimentazione biodinamica da Yquem a Cheval Blanc

Il sito francese Vitisphere conferma la notizia, indicando la presenza di un appezzamento “sperimentale” di circa 50 ettari a conduzione biodinamica tra i vigneti di Château d’Yquem. Secondo il giornale locale Sud Ouest, inoltre, anche Château Cheval Blanc – l’altra proprietà di Arnault a Saint-Émilion – potrebbe intraprendere nel futuro prossimo il percorso di conversione biodinamica. Si tratta di un’ipotesi ancora in fase di studio, a detta dell’amministratore delle tenute Pierre Lurton. Fra i rischi da ponderare con attenzione c’è il possibile attacco di muffe e patogeni.

I rischi della biodinamica a Bordeaux

Quello di Yquem non è un caso isolato. A Bordeaux, dalle Graves al Médoc, negli ultimi anni diversi celebri Château hanno annunciato un cambio di filosofia in vigna, abbracciando metodi di produzione più rispettosi dell’ambiente. Un esempio su tutti: Château Latour, che ha recentemente ricevuto la certificazione biologica. Altre realtà di spicco, invece, hanno fatto una scelta più radicale e biodinamica, come Guiraud a Sauternes, Palmer a Margaux e Pontet-Canet a Pauillac. Una scelta pagata a caro prezzo nel 2018, quando l’attacco delle muffe ha causato grosse perdite a Palmer e Pontet-Canet, alimentando il dubbio che queste pratiche siano poco adatte ai vigneti dell’Aquitania.

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