Un progetto a conduzione familiare, nato a Loreto Aprutino nel 1999 dalla passione di una commercialista e un ingegnere col pallino del vino. I 7 ettari iniziali sono diventati 30, tutti in biologico, divisi tra Montepulciano, Pecorino e Trebbiano. L’amore per l’Abruzzo come filo conduttore.
L’avventura di Adriana Galasso e Fausto Albanesi comincia nel 1999 a Loreto Aprutino (Pescara) con 7 ettari vitati a Montepulciano e un vecchio casale da risistemare. «All’epoca io e mia moglie facevamo altri mestieri, commercialista lei e ingegnere io, ma la passione del vino ci accomunava da molti anni. Ci eravamo conosciuti a un corso Ais e fidanzati a un Vinitaly», spiega Fausto Albanesi. «Così quando mio suocero, un semplice conferitore di uva, si ritirò, capimmo che era arrivata l’occasione di fare il grande passo».
Nel casale viene fatto spazio per ospitare le cisterne di acciaio e creata una piccola bottaia. «Cento metri quadrati in tutto, ma a guardare quelle prime 12 barrique allineate ci sembrava uno Château», ricorda il titolare. Subito la decisione di passare al biologico e la scelta di occuparsi personalmente della maggior parte delle operazioni in vigna e cantina, pur continuando a svolgere la propria professione. «Mia moglie riuscì a dedicarsi esclusivamente al vino nel 2003, io resistetti a fare l’ingegnere di giorno e il cantiniere di notte per 17 anni».
Espressioni varietali identitarie
Grazie ai sacrifici, agli investimenti e alla passione quotidiana, nel tempo il progetto aziendale cresce. Viene realizzata una cantina più grande e nel 2017 anche una rimessa per i macchinari sovrastata da pannelli fotovoltaici che oggi coprono il 70% del fabbisogno energetico. «Attualmente stiamo completando una serie di altri lavori per lasciare ai nostri figli una struttura consolidata».
Gli ettari sono diventati 30, divisi tra Montepulciano, Pecorino e Trebbiano, da cui nascono espressioni varietali emblematiche e territoriali come i Montepulciano d’Abruzzo Doc Cocciapazza e Mazzamurello, il Cerasuolo Rosa-ae, il Trebbiano e il Pecorino Bianchi Grilli. La maggior parte delle vigne si trova a Loreto Aprutino, fra i 250 e 320 metri, sui contrafforti che dalla valle del Tavo s’innalzano verso il monte Camicia, la vetta più meridionale del Gran Sasso. I suoli sono a prevalenza argillosa, il mar Adriatico a soli 20 km. Negli ultimi anni si sono aggiunti nuovi impianti a Corvara, sempre nel Pescarese ma più a sud-est e più a ridosso della montagna, tra i 430 e i 500 metri.
Il fascino del vino
«Ci definiamo curiosi di natura», conclude Fausto Albanesi. «Tutte le scelte che abbiamo fatto ci hanno coinvolti profondamente e direttamente, senza deleghe in bianco ad altri. E la magia del vino continua ad affascinarci. Quei profumi, che cercavamo di inseguire sui banchi di scuola dei corsi Ais ora hanno preso il nome di qualche molecola complicata, ma ancora di più, per via di quello strano incantesimo che noi appassionati ben conosciamo, ci ricordano i nostri momenti felici e sono spunto per i nostri sogni futuri».