Pubblichiamo una selezione di produttori presenti nel nostro Top delle guide vini. Ognuno ci racconta la sua storia e la filosofia di pensiero da cui sono nate le etichette più premiate dalla critica nazionale, dai cru storici ai progetti recenti. In questo articolo presentiamo Umani Ronchi.
Alfiere del vino marchigiano, del quale ha contribuito a diffondere la qualità in tutto il mondo, Umani Ronchi ha una storia che inizia nel 1957 a Cupramontana. Oggi il cuore produttivo dell’azienda si trova a Osimo, in provincia di Ancona, e le proprietà, che hanno raggiunto i 200 ettari vitati in diverse tenute, comprendono le cantine di Castelbellino, nella zona di produzione del Verdicchio dei Castelli di Jesi Classico, e Roseto degli Abruzzi, nella Docg Colline Teramane. «La nostra anima è divisa in questi tre territori e la missione è quella di trasferirne l’identità e l’originalità nei vini che produciamo», racconta Michele Bernetti, alla guida della Cantina assieme al padre Massimo. «Siamo ricercatori dell’eleganza e non inseguitori delle mode: il nostro obiettivo è quello di fare grandi vini, non grossi vini».
La sintesi delle possibilità evolutive
Da questa vocazione sono nate etichette come Campo San Giorgio, cru del Cònero, che interpreta con grande finezza un vitigno spesso irruento come il Montepulciano, o il Pelago, realizzato col contributo del grande Giacomo Tachis, che allo stesso Montepulciano affianca Cabernet Sauvignon e Merlot ispirandosi all’eleganza dei Bordeaux. «E più di recente il Vecchie Vigne Historical, ultimo nato nella zona dei Castelli di Jesi a Montecarotto, che affina 5 anni prima di essere messo in commercio e rappresenta una sintesi delle possibilità evolutive del Verdicchio».