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I musei del vino: Museo dei cavatappi a Barolo

5 Maggio 2022 Matteo Forlì

Nato nel 2006 nei locali di un’antica cantina accanto al Castello Falletti di Barolo, il Museo dei cavatappi raccoglie oltre 500 esemplari realizzati a partire dal 1600. Un’altra sosta consigliata lungo il tragitto alla scoperta dei musei del vino d’Italia.

Lo sapevate che l’invenzione del cavatappi fu ispirata dal cavapallottole, un oggetto metallico dalla punta attorcigliata che già dalla metà del XVII secolosi usava per estrarre le pallottole inceppate da pistole e fucili? E che le prime versioni, in miniatura, si utilizzavano per aprire minute ampolle di medicinali o provette di profumo coi loro tappi a volte microscopici? Genesi, curiosità e bizzarri esemplari di quest’oggetto, tanto comune per chi ama il vino, sono il cuore dell’originale Museo dei Cavatappi, allestito dal 2006 giusto a fianco dell’affascinante Castello di Barolo, dove ha sede anche il WiMu.

Sono 19 le sezioni in cui è suddivisa la mostra, che comprende esemplari risalenti fino al 1600

Inglesi i primi brevetti

Oggi tra le prime cinque al mondo sul tema specifico, l’esposizione è nata dalla mente e dalla passione di Paolo Annoni, ex farmacista torinese di stanza nel cuneese da molti anni appassionato di vino, delle sue storie e dei suoi contenitori. E dei sistemi per aprirli. Piccoli capolavori di arte applicata, che da secoli accompagnano uno dei riti della tavola più carichi di aspettativa. I primi due brevetti di cavatappi, entrambi inglesi, risalgono al 1795 – Samuel Henshall – e 1802 – Edward Thomason. Ma già Goldoni, nel 1750 parla nelle sue commedie del “tirabusson”, termine di derivazione francese (Tirebouchon) perché non era ancora stata inventata la parola italiana.

Esemplari di ogni epoca, tipo e foggia

Un’immagine di un vigneto di Barolo, opera di Bruno Murialdo e una esposizione di bottiglie di tutti i produttori di Barolo danno il benvenuto ai visitatori nei locali dell’antica cantina accanto al Castello Comunale del piccolo borgo delle Langhe. E sono l’anticamera delle 19 sezioni in cui è stata suddivisa la mostra: oltre 500 cavatappi prodotti a partire dal 1600. Ne esistono di decorativi e figurativi, ma anche tascabili, pubblicitari, multiuso, dissimulati in bastoni da passeggio. In legno, ferro, ottone, osso, ebano, madreperla, bronzo o tartaruga. Semplici a “T” o con complicati meccanismi di leve, viti, a pignone e cremagliera. A forma di clown, pin up, cameriere o a tema animale ed erotico. E non mancano quelli in miniatura per stappare flaconcini e ampolle contenenti profumi, unguenti di bellezza, preparazioni farmaceutiche, forse anche veleni. Una sezione è dedicata ai cavatappi preziosi, cesellati dai maestri orafi per aristocratici ed ecclesiastici con le iniziali del nome o lo stemma del casato.

Orari e costi

Il museo è visitabile tutti i giorni dalle ore 10 alle 18.30 (il giovedì è chiuso). L’ingresso ha un costo di 4 euro (2 euro se se si esibisce il biglietto al limitrofo WiMu Museo del Vino; gratuito per i possessori Carta Musei). è completamente accessibile ai disabili (la visita è gratuita per loro e per un accompagnatore). Alla visita dell’esposizione è possibile aggiungere un percorso di assaggio.
Alla narrazione della nascita e della storia del cavatappi viene abbinata l’apertura di bottiglie di Barolo con cavatappi antichi e degustazione guidata: il costo è 25 per gruppo (massimo 25 persone – durata 45 min. circa.) oltre a 5 euro a persona per la degustazione.
Per informazioni e prenotazione scrivere a info@museodeicavatappi.it o chiamare lo 0173.56.05.39. L’indirizzo è Piazza Mazzocchi, 4 (già Piazza Castello).

Museo dei cavatappi Barolo
La Torre di Barolo, con i suoi 36 metri, è la più alta dell’intero Piemonte

Nelle vicinanze

Arte, monumenti e archeologia

Nei dintorni di Alba (tappa consigliata già nella puntata sul WiMu insieme con la Cappella di Barolo) sono da visitare i due borghi medievali di Barbaresco e Serralunga d’Alba. Nella parte più alta del primo abitato troneggia, coi suoi 36 metri di altezza, la celebre Torre, la più alta dell’intero Piemonte. A serralunga da non perdere il Castello, uno dei più belli e scenografici dell’intero territorio delle Langhe tanto da esser stato definito unicum italiano per lo stile. La Chiesa di Santa Chiara a Bra è un gioiellino rococò di stucchi e affreschi ed è coperta da una doppia cupola traforata (detta “diafana”) che crea suggestivi giochi di luce.

Dove mangiare

Osteria da Gemma

Un appuntamento imperdibile, quello da Gemma, a pochi chilometri da Monforte. Il menu è fisso, da 31 euro (più il vino), la pasta è tirata a mano e la qualità è tutta piemontese.

via Marconi 6, Roddino (Cuneo)
0173. 79.42.52
www.osteriadagemma.it
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Locanda San Giorgio

La cucina tradizionale langarola e piemontese con un tocco di modernità dove dominano la carne di fassona e la pasta fresca, dai ravioli del plin ai tajarin.  Si può mangiare in terrazza con vista sulla Langa, sul prato in giardino.

località Castellero, 9 Neviglie (Cuneo)
0173.630.115
www.locandasangiorgio.it/ristorante
reception@locandasangiorgio.it
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Osteria Tasté

Ubicata nel borgo di Barbaresco, dove le migliori etichette dell’omonimo vino accompagnano un’esperienza culinaria fatta di specialità langarole e prodotti provenienti direttamente dall’orto di proprietà e dalle aziende locali.

strada Nicolini Alto, 10 – Barbaresco (Cuneo)
www.osteriataste.it
info@osteriataste.it
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Dove dormire

Relais Palás Cerequio

Resort della maison Chiarlo nell’antica, minuscola borgata di Cerequio a due passi da La Morra, il “balcone delle Langhe”. La struttura è stata recuperata da un palazzo nobiliare (Palás in piemontese) e completamente rinnovata. Dispone di nove suite alcune con area spa wellness privata.

Borgata Cerequio, La Morra (Cuneo)
www.palascerequio.com
direzione@palascerequio.com
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Relais dei Poderi Einaudi

Il Relais dei Poderi ha poche raffinate camere, tutte affacciate sul panorama collinare e arredate con i mobili originali della casa. Si fa colazione nel giardino d’inverno con ampie vetrate che offrono una vista rilassante sulla natura. La piscina, circondata dai vigneti, ha un’originale forma a bottiglia, palese richiamo alla cultura del vino, vera anima della zona.

borgata Gombe 31, Dogliani (Cuneo)
www.relaiseinaudi.com
info@poderieinaudi.com
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Relais San Maurizio

Relais San Maurizio è uno degli agriturismi più famosi e frequentati delle Langhe. Antico monastero del XVII secolo, le sue camere e suites sono state ricavate dalle antiche celle dei monaci. In alcune sono stati conservati i pavimenti in legno antico e i soffitti a volta. Molte godono di un giardino privato, mentre la vista è sul chiostro o sul panorama collinare punteggiato di vigne. La spa ha un grotta di sale e due bio saune ricavate in grandi botti, che rilasciano ancora l’aroma dei vini conservati per anni.

località San Maurizio, Santo Stefano Belbo (Cuneo)
0141.841900
www.relaissanmaurizio.i
info@relaissanmaurizio.it
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Foto di apertura: cavatappi a due leve in acciaio verniciato bronzo, è stato fabbricato da Heeley & Sons di Birmingham a partire dal 1888. Uno dei 500 esemplari esposti al Museo dei cavatappi in Barolo

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