Pronti al 2021? Uno, anzi due, sguardi sul futuro

Pronti al 2021? Uno, anzi due, sguardi sul futuro

Siamo pronti per il 2021? Stiamo facendo il possibile per attrezzarci, alla luce dell’attuale incertezza?

Rispondono alla domanda Ruenza Santandrea (presidente del Consorzio Vini di Romagna e già coordinatore vino di Alleanza delle Cooperative) e Angelo Gaja (produttore in Barbaresco).

Ruenza Santandrea

Francamente non lo so. Invidio chi ha certezze granitiche e pontifica su cosa si deve o non si deve fare. Ciò che è accaduto è completamente fuori dall’ordinario da rendere veramente difficile fare previsioni. Comunque, come tutte le crisi, anche questa finirà. Ci sarà un periodo iniziale difficile economicamente ed il nostro settore ne può risentire ancora. Ma poi un rimbalzo in questi casi è naturale. Non so se accadrà nel 2021. Dipende da quanto in fretta avremo un vaccino.

Chi si godrà il rimbalzo?

Il problema è chi usufruirà del rimbalzo. Chi avrà capito meglio degli altri le attese del consumatore. E le attese del consumatore sono un mix di desiderio, possibilità economiche, stile di vita e abbinamento al cibo. Quando avviene una crisi di questa portata è difficile che non avvengano stravolgimenti nella domanda del prodotto.

Possibili vincitori

Chi non si barrica dietro al passato. Chi investe in promozione, ricerca e innovazione può uscire da questo periodo molto meglio di come vi è entrato. Ma ci vuole umiltà e mettere in discussione le proprie certezze granitiche. Per questo è importante essere molto informati, cercare di capire come cambiano i gusti e intercettare le nuove tendenze. E su questi cambiamenti investire le proprie risorse.

Siamo dietro alla safety car

Io mi dipingo la crisi con una immagine, la safety car che entra nelle corse di formula uno e mette tutti sullo stesso piano. Chiaramente quando si riparte la Mercedes resta sempre favorita. Ma, lasciatemelo dire da faentina, può succedere che la piccola Alpha Tauri, sconosciuta, riesca a vincere. E questo è anche il mio augurio per tutti. Che l’impegno e la fiducia e lo studio vi possano consentire di guadagnare posizioni quando ci saremo lasciati alle spalle questo incubo. E che lo Stato possa stare al fianco di chi investe e guarda avanti.

Angelo Gaja

(Testo tratto dalla lettera aperta inviata da Angelo Gaja il 7 settembre)

E se fosse il 2021 la continuazione dell’anno orribile del vino italiano? Le premesse non mancano. In Italia si suonano le trombe per la vendemmia 2020 che promette di essere la più ricca di uva al mondo. Non è un primato invidiabile in presenza di una crisi dei consumi senza precedenti che si abbatte su tutti i mercati e coinvolge tutte le Cantine del mondo gonfiandone le giacenze.

Dal Ministero un intervento tardivo

Per fronteggiare la quale la ministra Bellanova aveva stanziato misure di distruzione dell’uva e del vino (distillazione) finanziabili con 150 milioni di euro di denaro pubblico, giunti però in ritardo ed utilizzati appena per un terzo. L’errore, però, non è affatto della Bellanova, bensì dei suggeritori esterni che fanno capo ad associazioni varie e presenziano alle tavole di concertazione. Quelli che dapprima non volevano sentire parlare di distillazione, per poi concederla ai soli vini da tavola mentre ad averne necessità sono i vini Igp e Dop. Quelli che preferivano misure in favore dello stoccaggio, incoraggiando ad accumulare scorte in cantina confidando nella rapida fine della crisi e pronta ripresa dei consumi, che invece non ci saranno e si prolungherà l’agonia. Quelli che avanzavano mille riserve, rallentando e rendendo intempestiva l’entrata in vigore delle misure di intervento pubblico facendole perdere di efficacia.

Per il vino sarà una lunga crisi

Il comparto del vino conoscerà una crisi più lunga legato com’è all’Horeca e al turismo. Fino ad ora è stata una pioggia di numeri reali, stimati, probabili, farlocchi… anche da fonti autorevoli, a commentare il procedere della crisi. Solo a fine anno si conosceranno le giacenze totali di vino nelle Cantine italiane e si attendono pessime notizie in merito. Sempre a fine anno, a fronte del preoccupante calo in volume, si registrerà il più drammatico e vistoso calo in valore dell’export del vino italiano. A piangere saranno i fatturati.

Anche i ricchi piangono, ma gli artigiani di più

Quando nella primavera 2021 verranno resi pubblici i bilanci delle mega aziende italiane e verranno svelati i numeri veri, si evidenzierà che per molte di esse le perdite di fatturato rispetto al 2019 supereranno il 20%. A perdere di più, però, saranno i viticoltori venditori di uva e le cantine artigianali dalle dimensioni piccole e medio piccole, il settore più numeroso e fragile. È a questi che il ministro Bellanova deve pretendere di destinare maggiori risorse durante il confronto che condurrà con i suggeritori esterni.

Francia docet, come al solito

In questo momento di grave emergenza occorrono misure straordinarie. La prima preoccupazione deve essere quella di cercare di riequilibrare il mercato dando la priorità ad un ampio, e mai visto prima, progetto di distillazione che includa anche i vini Igp e Dop, da avviare subito per consentire il recupero già entro il 2020 dei quasi 100 milioni non spesi nella misura precedente, per poi concluderlo nel 2021. Prendendo ispirazione da quanto saggiamente aveva già fatto prima di noi la Francia.

Stop al mosto concentrato, ci vogliono nuove idee

Sarebbe utile inoltre introdurre in Italia per i prossimi due o tre anni il divieto di impiego del mosto concentrato rettificato, che costituisce per chi ne fa uso l’incentivo massimo a produrre maggiori volumi di uva in vigneto. Bene la richiesta di maggiori finanziamenti per la promozione, consentendone l’accesso anche ai progetti di investimento contenuto. Non scordando che, nei prossimi due o tre anni, sarà baraonda sui mercati internazionali perché le cantine di tutto il mondo avranno il vino che uscirà loro dalle orecchie e saranno sui mercati per cercare di collocarlo. Occorrono idee nuove, pensare di utilizzare solamente gli strumenti del passato non sarà di grande giovamento prima del ritorno alla normalità.

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© Riproduzione riservata - 11/09/2020

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