Scienze Scienze Jessica Bordoni

Potatura intelligente allo studio del Wine Research Team

Potatura intelligente allo studio del Wine Research Team

Il tema della potatura di precisione – o potatura intelligente – è oggi centrale per il comparto enologico. Da una corretta pratica di taglio delle viti dipendono, infatti, la qualità delle uvea, ma anche la longevità del vigneto stesso. «Crediamo fortemente nella necessità di un approccio scientifico, anche in relazione a una pratica antichissima come la potatura», spiega Riccardo Cotarella, presidente Assoenologi e promotore del Wine Research Team. «L’obiettivo è quello di una “potatura intelligente”, come l’abbiamo definita».

L’importanza di prevenire le malattie

«La chiave di tutto è la prevenzione delle malattie del legno: mal dell’esca, black dead arm, eutipiosi, fungini patogeni che producono spore nel periodo inverno-primavera, infezioni successive e progressive nella pianta». Riccardo Cotarella ha affrontato l’argomento in un meeting tecnico svoltosi lo scorso 20 gennaio a Castiglione Teverina (Viterbo). Riuscire ad allungare la vita dei vigneti si rivela fondamentale per due motivi. «Innanzitutto ci consente di mantenere sempre più alta la qualità dei vini, e in secondo luogo ci permette di gestire le aziende nel segno di una miglior sostenibilità economica oltre che ambientale».

Potatura intelligente nelle cinque Cantine WRT

Dopo il summit di presentazione del Wine Research Team lo scorso luglio a Villa Sandi (per leggere l’articolo clicca qui), oggi il gruppo di ricerca ha scelto di concentrarsi sullo studio di metodi di potatura innovativi che si preoccupano sia della pianta sia del prodotto finale. «I sistemi attuali di potatura si rifanno a modelli del passato e lo spazio di intervento in vigna è notevole. Le Cantine del WRT hanno deciso di prendere parte a una serie sperimentazioni in collaborazione con Ager, una squadra di agronomi che opera seguendo il principio della sostenibilità», prosegue Riccardo Cotarella.

Personalizzare il metodo

«È fondamentale che i metodi di potatura siano attualizzati e personalizzati, ovvero realizzati su misura delle tipologie di allevamento e dei singoli vigneti. Una variabile fondamentale è quella della densità dell’impianto, che negli ultimi 20/30 anni è raddoppiata se non triplicata», precisa Cotarella. «Altri elementi da valutare caso per caso sono la disponibilità idrica del terreno, la presenza di sostanze di riserva, l’omogeneità e la suscettibilità agli stress del suolo». Gli fa eco Luca Toninato, presidente di Ager: «La potatura che le Cantine di WRT utilizzeranno è finalizzata al benessere della pianta, ma anche all’obiettivo enologico. Moduleremo il lavoro di taglio vigna per vigna, tenendo sempre ben presente la tipologia di vino che sarà prodotta da quelle determinate uve».

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© Riproduzione riservata - 16/02/2017

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