In Italia In Italia Emanuele Pellucci

Le Cantine che hanno fatto l’Italia (3): Carpenè Malvolti

Le Cantine che hanno fatto l’Italia (3): Carpenè Malvolti

Se oggi il Prosecco è tra i vini italiani più conosciuti nel mondo, e forse l’unico che non ha sofferto la crisi di questi ultimi anni, una buona parte del merito è sicuramente della Carpenè Malvolti, l’azienda che lo ha prodotto per prima valorizzandolo poi in qualità e immagine. Dal capostipite Antonio Carpenè, enologo illustre e tra i primi artefici della spumantistica italiana intorno alla metà dell’Ottocento, fino a Etile junior, attuale titolare della storica azienda di Conegliano, passando attraverso Etile senior e Antonio, sono quattro generazioni della famiglia che hanno contribuito al successo e alla diffusione nel mondo del Prosecco di qualità.

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1868, un titolo di azione di uno dei soci fondatori della neonata Società Enologica Provinciale

Fondata a Conegliano nel 1868 da Antonio Carpenè, Antonio Caccianiga, Angelo Malvolti e Angelo Vianello come Società Enologica Provinciale e divenuta successivamente Casa vinicola Carpenè Malvolti, già nel 1880 inizia la produzione di spumanti con il Metodo Champenois.
«Le prime esportazioni di spumanti verso la Germania risalgono alla fi ne dell’Ottocento», ci rivela Etile Carpenè, «tanto che per lavorare e servire meglio il mercato tedesco il mio bisnonno Antonio aprì nel 1888 uno stabilimento produttivo anche a Monaco di Baviera. Alla sua morte, avvenuta nel 1902, suo figlio Etile decise di chiuderlo potenziando l’azienda di Conegliano».
All’inizio del Novecento si aprono nuovi mercati, specie nelle aree popolate dai nostri emigranti, a cominciare dal Canada, ma anche in zone poco “italianizzate” come il Sudafrica. All’epoca il Prosecco era poco conosciuto ed era definito come “vino frizzante amabile dei colli di Conegliano”. Fu Antonio Carpenè a indicare per la prima volta in etichetta, nel 1924, la dicitura “Prosecco di Conegliano”. Non mancavano, naturalmente, i problemi di trasporto poiché il vino aveva un forte residuo zuccherino che sfociava spesso nella rifermentazione. «Ebbene mio padre Antonio, ancora studente universitario», continua Etile, «notò che le partite di Prosecco spedite in Sudafrica, pur sottoposte a un lungo viaggio in nave e al caldo, non rifermentavano. Da qui mise a punto la pratica della inattivazione termica che fu poi adottata dalla spumantistica italiana».
Quello con il Canada è sempre stato un rapporto privilegiato della famiglia Carpenè, rappresentata a Montréal dall’importatore Magnani, proprietario anche di un noto ristorante. «Una volta, quando la sua società era già passata di proprietà», ricorda Etile, «siamo andati a trovarlo io, mia moglie e i miei genitori ed è stato un incontro molto simpatico. Ancora oggi la nostra Cantina è rappresentata in Canada – che resta uno dei nostri mercati principali dell’export – da questa società d’importazione».

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Lo stand della Carpenè alla fiera internazionale di Milano: siamo nel 1894

Entrato in azienda nel 1972, Etile Carpenè non è mai stato un grande viaggiatore preferendo occuparsi della parte tecnica della produzione e solo per qualche tempo anche di quella commerciale nell’ambito nazionale. «D’altra parte», interviene, «all’epoca l’export incideva solo per il 5-6% della nostra produzione e a occuparsi delle esportazioni era un nostro ufficio interno. Del resto eravamo molto impegnati nella distribuzione in Italia per cui abbiamo sempre lasciato l’export in secondo piano. Ciò non mi ha impedito di recarmi varie volte negli Stati Uniti, sia per i contatti con gli importatori che per cercare di capire quel mercato. Ricordo anche con particolare piacere i tanti viaggi fatti con Pino Khail: per noi produttori lui era un solido appoggio e una spinta a fare sempre meglio».
«Il vero decollo verso l’esportazione risale al 1998 quando abbiamo deciso di abbandonare la rete vendita in Italia, affidandola alla D&C, e dedicarci ai mercati esteri. Ci siamo impegnati in un progetto che in poco più di dieci anni ci ha fatto arrivare al 55% di quota export. In particolare, i mercati che ci hanno dato subito buoni risultati sono stati la Svizzera, la Germania, il Giappone e il Canada. Nella provincia del Québec il nostro Prosecco è leader di mercato. Adesso stiamo lavorando bene anche nelle altre province canadesi, così come nei Paesi emergenti come Cina, Corea del Sud e Russia. Stesso discorso per l’India, una piazza in espansione, seppure di piccoli numeri, ma l’importante è cominciare ed essere tra i primi a farlo. Certe volte, ed è il caso del Giappone, succede che un’azienda dia poco peso a un mercato, che invece si rivela poi importante. Un buon riscontro il nostro Prosecco lo sta ottenendo anche in Spagna».
A Etile Carpenè chiediamo qual è il segreto del successo che questo vino sta avendo ormai da diversi anni. La risposta è

listino prezzi

Un listino prezzi del 1891

molto semplice: «Il Prosecco ha un nome piacevole e facile. Si tratta di un prodotto non eccessivamente alcolico, si abbina bene a un po’ tutte le pietanze ed è offerto a un prezzo molto conveniente. Forse anche troppo! Inoltre, non è mai stato vissuto come uno spumante ma piuttosto come un vino. Diciamo che ha assunto l’immagine del buon vino italiano».
In casa Carpenè Malvolti da alcuni anni c’è anche una linea di spumanti che va sotto il nome di “Arte Spumantistica”. Come è recepita all’estero? «Francamente questi vini sono poco presenti sui mercati esteri, così come anche in Italia. Il nostro scopo, quando abbiamo deciso di produrli, non era tanto quello di mettere in commercio nuovi prodotti quanto di dare una dimostrazione delle capacità di spumantizzare ogni anno una o due autoclavi di vino spumantizzato selezionando particolari vitigni».
Ricordi? Premiazioni? «Sia gli uni sia le altre si rammentano tutti con piacere, difficile fare distinzioni o graduatorie. Penso però con particolare affetto un momento capitatomi in Polonia dove ero andato per ricevere un premio. Ecco, in quella occasione conobbi il nostro importatore e la sua famiglia:

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Il manifesto di una vecchia campagna pubblicitaria

quell’incontro fu piacevole sia per aver ricevuto la medaglia che per aver approfondito la conoscenza della persona che ci rappresentava in quel Paese».

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Antonio Carpenè jr

1868 Antonio Carpenè (nella foto un altro Antonio, il padre di Etile)

e altri illustri personaggi fondano a Conegliano la Società Enologica Provinciale che più tardi assumerà il nome di Casa vinicola Carpenè Malvolti.

1880 Inizia la produzione di spumanti con il Metodo Champenois.

1924 Su un’etichetta dell’azienda appare per la prima volta l’indicazione “Prosecco di Conegliano”. Comincia il momento d’oro di questo vino.

1972 Fa il suo ingresso in Cantina Etile junior, la quarta generazione dei Carpenè spumantisti.

1998 La Carpenè Malvolti affida la distribuzione sul mercato interno alla D&C, concentrandosi maggiormente sul commercio estero.

OGGI Export: 55% – Bottiglie più esportate: Prosecco Superiore Docg 2.400.000 – Primi mercati: Canada, Svizzera, Stati Uniti, Inghilterra e Giappone.

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© Riproduzione riservata - 08/09/2011

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