Le Cantine che hanno fatto l’Italia (2): Pellegrino

Le Cantine che hanno fatto l’Italia (2): Pellegrino

Sono pochi i vini italiani che possono essere considerati le vere teste di ponte del made in Italy nel mondo. Uno di questi è sicuramente il Marsala, vino storico che ancora oggi è tra i nomi più conosciuti della nostra enologia. E come per il suo omologo lusitano, il ben più noto Porto, anche il Marsala deve la propria fortuna all’Inghilterra, Paese che per primo lo ha scoperto, prodotto e valorizzato. Non è questa la sede per ripercorrere le tappe della nascita di questo liquoroso, ma è opportuno ricollegarla alla fondazione di una delle più antiche aziende vinicole siciliane: la Pellegrino.

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Una vecchia immagine di un enologo al lavoro alle Cantine Pellegrino

Nel 1880, vent’anni dopo che Giuseppe Garibaldi era sbarcato con i suoi Mille a Marsala dove aveva potuto apprezzare anche lui l’ottimo nettare locale, il notaio nonché appassionato viticoltore Paolo Pellegrino costruì uno stabilimento per la produzione del Marsala. Con la collaborazione del figlio Carlo, anche lui notaio e viticoltore, nel volgere di pochi anni riuscì a trasformare l’azienda, nata a conduzione familiare, in una delle più floride e importanti industrie enologiche della zona. Alla scomparsa del padre, Carlo assunse il comando della Cantina, coadiuvato dalla moglie Josephine Despagne, gentildonna francese, che portò in dote i saperi della sua famiglia, essendo figlia dell’enotecnico francese Oscar Pierre Despagne, originario del Sauternais. «La nostra azienda è stata la prima a esportare il Marsala in vari Paesi, a cominciare naturalmente dall’Inghilterra, che resta tuttora il nostro primo mercato per questo vino», ci dice Benedetto Renda, l’amministratore delegato. «All’epoca il vino era venduto in barili e botti e solo in minima parte in bottiglia. Dopo l’Inghilterra, il Marsala sbarcò anche negli Stati Uniti e in Francia, dove è sempre stato molto apprezzato».

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La cantina oggi

Le tappe del costante successo e dell’espansione aziendale sono state segnate dalle generazioni che si sono succedute. L’avvocato Paolo Pellegrino, figlio di Carlo e Josephine, insieme al cognato Vincenzo Alagna, che guidava il settore tecnico-amministrativo, è tra gli artefici dello sviluppo della commercializzazione all’estero dei vini della Casa. L’attuale presidente della società Pietro Alagna ci racconta di lui un curioso aneddoto risalente al 1936: «Paolo Pellegrino, per gli amici Paul, si era recato a New York per parlare del Marsala nel corso di una importante riunione con la comunità italiana. Ebbene, invece di chiedergli le caratteristiche del vino e altre cose riguardanti la materia, gli ospiti si dimostrarono tutti molto interessati a conoscere la situazione politica sotto il regime fascista».
Ed è ancora Pietro Alagna a ricordare un altro episodio che destò molta curiosità a Marsala nell’immediato dopoguerra: «Era l’estate del 1947 e in porto arrivò una nave dalla Finlandia per caricare il vino Marsala e i vini di Pantelleria, che noi ancora non producevamo ma che compravamo localmente. Un contenitore dietro l’altro, la nave fu talmente caricata che finì per incagliarsi nel fondale del porto. Per spostarla furono chiamati quattro rimorchiatori da Trapani che finalmente riuscirono a portarla in mare aperto senza neppure alleggerire il carico».

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Paolo Pellegrino nel 1880 costruisce il primo stabilimento per la produzione di Marsala

All’epoca quasi nessuno dell’azienda, salvo eccezioni come nel caso di Paolo Pellegrino a New York nel 1936, si recava all’estero per promuovere e vendere i vini. «In effetti», conferma Benedetto Renda, «non c’era nessuno che aveva questo compito, anche perché erano gli importatori stessi a cercarci o personalmente o attraverso la corrispondenza. Oggi tutto è cambiato! Siamo noi ad andare a cercare sia loro che i clienti». Sul finire degli anni Settanta del secolo scorso la Pellegrino decide di fare i primi passi nel settore dei vini da tavola con il marchio Duca di Castelmonte. Un’importante pagina nella storia della Pellegrino è il capitolo riguardante Pantelleria e i suoi vini dolci, Moscato e Passito. Un investimento che parte nel 1991 e si concretizza con la costruzione della cantina l’anno successivo. Questa (la più grande dell’isola con 12 mila ettolitri di capacità) utilizza oltre il 60 per cento di tutta la produzione di uve Zibibbo di Pantelleria e fa parte del Consorzio per la tutela e valorizzazione dei vini Doc isolani. Negli ultimi 15 anni la Casa vinicola ha acquisito nuovi mercati: Giappone, Thailandia e Corea del Sud. Inoltre, nel 2009 è stata costituita in Vietnam una società di importazione locale. Ottime performance vengono anche dal Brasile. In generale, oltre al Marsala e ai vini di Pantelleria sono molto apprezzati il bianco a base Grillo e il Gibelè, vino bianco ottenuto da uve Zibibbo vinificate in secco. La sempre migliore qualità raggiunta ha consentito alle Cantine Pellegrino di ottenere rilevanti premi e riconoscimenti in Italia e all’estero. Nel 2009 il Nes Passito naturale di Pantelleria Doc 2007 ha spuntato al Concours Mondial de Bruxelles il trofeo quale miglior vino dolce con annessa grande medaglia d’oro. E sempre nel 2009 anche una gran medaglia d’oro al concorso del Vinitaly per il Marsala Vergine Riserva del Centenario 1980 Doc. Altre prestigiose onorificenze nel 2010 fino ad arrivare alla medaglia d’oro al Concorso internazionale del Vinitaly 2011 per il Marsala Superiore Riserva Oro e ai “Tre bicchieri plus” del Gambero Rosso per il Marsala Vergine Riserva 1981.
Le vicende della famiglia e dell’azienda hanno avuto un percorso parallelo, così come il patrimonio di esperienza di vigna e di cantina hanno trovato continuità con il cavaliere del Lavoro Benedetto Tumbarello, marito di Agata Pellegrino e presidente della società fino al 1996. Oggi alla presidenza c’è Pietro Alagna con Benedetto Renda amministratore delegato e Massimo Bellina nel ruolo di export manager. Con loro uno staff composto da Paola Alagna, Caterina Tumbarello e Maria Chiara Bellina e con la collaborazione del direttore commerciale Emilio Ridolfi.

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Un'immagine della cantina a fine Ottocento

1880 Paolo Pellegrino costruisce il primo stabilimento per la produzione dei vini Marsala.

1936 Un altro Paolo Pellegrino, nipote del fondatore, è protagonista delle prime esportazioni negli Stati Uniti.

1979 L’azienda produce i primi vini da tavola con il marchio Duca di Castelmonte.

1991 Pellegrino “sbarca” a Pantelleria dove costruisce una grande cantina di vinificazione per il Moscato e il Passito.

2009 Viene costituita una società d’importazione in Vietnam.

OGGI Export: 33% – Bottiglie più esportate: Marsala Superiore e Marsala Fine – Primi mercati: Svizzera, Stati Uniti, Inghilterra, Francia e Germania.

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