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Le degustazioni dell’enoluogo: protagoniste Malvirà e Chionetti

Le degustazioni dell’enoluogo: protagoniste Malvirà e Chionetti

Il Roero Riserva Renesio di Malvirà e il Langhe Nebbiolo di Quinto Chionetti sono stati protagonisti di un tasting interno all’enoluogo, il “salotto del vino” di Civiltà del bere. Le due etichette sono state selezionate nell’ambito di un servizio del giornalista Roger Sesto sull’“altro” Nebbiolo, pubblicato sul numero di gennaio-febbraio. Per intendersi: non il vitigno che dà vita ai rinomati Barolo e Barbaresco, ma quello allevato nelle aree meno famose dove è capace di esprimersi al top, come nelle Langhe e nel Roero.

IL PANEL DI ASSAGGIATORI – I componenti del panel di assaggiatori erano Alessandro Tocoli, direttore di Civiltà del bere, il giornalista Roger Sesto, Max Torcoli, project manager dell’enoluogo, Ivano Antonini, miglior sommelier d’Italia Ais 2008, l’enologo Lorenzo Monterisi, Giuliano Cappelli, esperto di marketing, e Luciano Gusmeri, wine-lover. I degustatori, oltre a dare una descrizione gustolfattiva dei campioni, hanno anche immaginato il possibile costo di una bottiglia (“prezzo atteso”). Il “prezzo reale” è quello medio in enoteca.

MALVIRÀ – Renesio, Roero Riserva Docg 2007
Uve: Nebbiolo 100%
Descrizione: intenso e ampio nei profumi (frutta rossa, viole, terra, note di cuoio, tabacco e finale burroso); morbido, equilibrato, strutturato. Meno tipico, come Nebbiolo, da terreni argillosi e annata calda. Ma buono.
Titolo alcolometrico: 14% vol.
Prima annata in commercio: 2005
Bottiglie prodotte: 8.600
Prezzo atteso: 30 euro
Prezzo reale: 33 euro

Indirizzo Cantina: Case Sparse Canova 144,  Canale (Cuneo), tel. 0173.97.81.45, mail malvira@malvira.com, www.malvira.com.

CHIONETTI – Nebbiolo Langhe Doc 2011
Uve: Nebbiolo 100%
Descrizione: buona espressione di Nebbiolo giovane, ma ambizioso, alcolico e con abbondante tannino, che risulta un po’ crudo. Il panel non comprende il target di un Nebbiolo né semplice né complesso.
Titolo alcolometrico: 14% vol.
Prima annata in commercio: 2008
Bottiglie prodotte: 2.500
Prezzo atteso: 10 euro
Prezzo reale: 15 euro

Indirizzo Cantina: Frazione San Luigi 44, Dogliani (Cuneo), tel. 0173.71.179, mail chionettiquinto@chionettiquinto.com, www.chionettiquinto.com.

LA RISERVA DI MALVIRÀ E L’ARMONIA DI CHIONETTI – Nel Roero, a quote basse, dove insistono suoli degradanti verso il Tanaro di matrice in prevalenza miocenica, dominati da argilla frammista a gesso, con consistenti quantità di calcare, il Nebbiolo assume maggiori capacità espressive. Tali caratteristiche pedoclimatiche conducono a vini più sottili e meno possenti rispetto a Barolo e Barbaresco, meno longevi, ma eleganti, con una componente fruttata più in vista. A parità di alcol, la trama tannica è irruente rispetto ai cugini di Langa. D’altra parte, in rapporto alle versioni di Alto Piemonte, Valle d’Aosta e Valtellina, si è qui in presenza di vini più distesi, meno nervosi e spigolosi da un punto di vista acido-tannico, più morbidi e suadenti, meno bisognosi di lunghi affinamenti. Un nettare che può essere considerato un paradigma di questo aerale è senza dubbio il Roero Riserva Renesio di Malvirà di Canale d’Alba (Cuneo); matura in fusti di legno per 24 mesi, a cui seguono 12 mesi in bottiglia. Anche il più storico dei produttori di Dogliani, Quinto Chionetti, a dimostrazione della capacità del Roero di esprimere Nebbioli eleganti, ha deciso di fare un ottimo Langhe Nebbiolo, che si distingue per armonia e delicatezza.

Le Langhe (nella foto) e il Roero sono le terre che permettono al Nebbiolo di esprimersi al meglio

IL PIEMONTE LA TERRA D’ELEZIONE – Non solo nelle Langhe e nel Roero si hanno i migliori risultati vitienologici, ma eccellenti espressioni ci sono pure nell’Alto Piemonte: Biellese, Alto Vercellese, Novarese. Il vitigno è presente anche nel Canavese, in provincia di Torino, e nell’Astigiano. Per far capire quanto sia iconica questa cultivar per l’enografia piemontese, basta riflettere su un dato: solo il 3% della superficie vitata regionale è dedicata al Nebbiolo, eppure è indubbiamente la varietà più identitaria e prestigiosa. Al di fuori del Piemonte è diffuso nella Bassa Valle d’Aosta e ancor di più in Valtellina, con eccellenti performance e con tratti organolettici per certi versi affini ai Nebbiolo dell’Alto Piemonte; più sporadica la presenza in Oltrepò e in Franciacorta, oltre che nel nord della Sardegna.

LE DENOMINAZIONI CHE LO RACCOMANDANO – Tra Docg e Doc, svariati sono i disciplinari che ne impongono, in purezza o meno, la presenza; oltre a Barolo e Barbaresco, si annoverano: Ghemme, Gattinara, Lessona, Sizzano, Boca, Bramaterra, Fara, e poi Valle d’Aosta (Donnas, ma non solo), Valtellina Superiore, Sforzato di Valtellina e altre denominazioni minori o di ricaduta.

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