Scienze Scienze Emanuele Pellucci

Invecchiamento dei vigneti in Francia. Si corre ai ripari

Invecchiamento dei vigneti in Francia. Si corre ai ripari

In Francia si cerca di intervenire contro l’invecchiamento precoce dei vigneti, che già oggi tocca il 10% dell’intera superficie vitata del Paese. Si tratta di circa 80 mila degli 800 mila ettari colpiti da varie malattie come oidio, peronospora, flavescenza dorata e mal dell’esca. In particolare, la flavescenza dorata che sta attaccando gli impianti del Bordolese. A lanciare l’allarme è stato di recente Jérôme Despey, presidente del consiglio viticolo di FranceAgriMer, l’organismo pubblico che regola l’agricoltura francese, il quale ha anche approntato un piano d’azione finanziato al momento con 1,5 milioni di euro dal Consiglio nazionale dei vini a denominazione d’origine. L’obiettivo però è di raddoppiare il budget a disposizione attraverso un contributo statale di pari importo.

 

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Oidio su vite

Un piano d’azione sistematico

Per questi due organismi la lotta contro l’invecchiamento dei vigneti dovrebbe costituire una “priorità nazionale” visto il peso che la viticoltura ha in Francia, invitando nel contempo l’Unione Europea a mobilitare la ricerca poiché gli attacchi di queste malattie riguardano l’intera Europa. Non c’è dubbio, spiegano, che la complessità dei fenomeni richiede urgentemente un lavoro in profondità, interdisciplinare e sistematico. Secondo Jérôme Agostini, direttore dell’CNIV (Comité national des interprofessions des vins à appellation contrôlée), i programmi di ricerca dovrebbero iniziare nel 2017, giusto il tempo per organizzare un concorso di idee. Nel frattempo toccherebbe all’INRA (Institut national de la recherche agronomique) e ad altri organismi, tra cui l’Università di Bordeaux, identificare le principali aree di studio avvalendosi della collaborazione dei vivaisti. Tra le richieste urgenti per fronteggiare il problema c’è quella avanzata proprio da Jérôme Despey (lui stesso viticoltore nel dipartimento dell’Hérault), relativa alla richiesta di autorizzazione ad utilizzare ceppi resistenti e già sperimentati con successo in Svizzera, Germania e Italia. Richiesta avanzata con procedura d’urgenza in maniera da poter piantare le nuove viti da qui a sei mesi. Secondo Despey sono stati identificati 25 ceppi già testati scientificamente e la richiesta è di proseguire queste sperimentazioni su 20 ettari di terreno in diverse zone di produzione della Francia.

Invecchiamento dei vigneti: lo scenario futuro

Secondo uno studio di BIPE (Bureau d’information et de prospective économique), un’importante società di analisi strategiche, in 40 anni il vigneto francese ha perso il 37% della sua superficie, con un’erosione che avanza dello 0,9% all’anno. Fanno eccezione Alsazia, Champagne e Borgogna dove invece la superficie vitata è in incremento. Allo stesso tempo anche la produzione ha perso un terzo rispetto al passato andando a beneficio dei vini del Nuovo Mondo e della Spagna. Non c’è dubbio, quindi, che il fattore invecchiamento dei vigneti nelle aree a denominazione d’origine pesa non poco, con una perdita di reddito calcolata tra i 900 milioni e il miliardo di euro. Perdita che potrebbe raddoppiare entro il 2020 se il fenomeno non si arresta.

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© Riproduzione riservata - 07/04/2016

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