Autoctoni d’Abruzzo dalla forza internazionale

Autoctoni d’Abruzzo dalla forza internazionale

Montepulciano e Trebbiano, le due grandi uve del territorio, sono al centro del progetto di valorizzazione del Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo. Da segnalare il lancio dell’app “Percorsi” per visitare le attrattive artistiche, naturalistiche, ma anche scoprire le specialità enogastronomiche. Il presidente Valentino Di Campli racconta l’impegno nella promozione.

Istituito nel 2003 con decreto del Mipaaf, il Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo è lo specchio di una produzione enologica complessa e sfaccettata. Grazie ai suoi 32 mila ettari vitati e ai 3,5 milioni di ettolitri prodotti ogni anno (di cui più di 1 milione a denominazione di origine) costituisce il segmento più significativo dell’agricoltura regionale. Volumi a parte, oggi l’Abruzzo del vino è finalmente una grande realtà anche dal punto qualitativo. Lo dimostrano il crescente interesse della critica e del mercato, ma anche i molteplici successi conseguiti nei più prestigiosi concorsi italiani e internazionali. La valorizzazione del territorio fa perno soprattutto sugli antichi vitigni autoctoni – a partire dal rosso Montepulciano e dal bianco Trebbiano – grazie anche allo sguardo lungimirante di una nuova generazione di enologi e imprenditori, fortemente impegnati al fianco del Consorzio.

Un territorio naturalmente vocato, tra mare e montagna

Se è importante sottolineare i meriti dei produttori, non si può fare a meno di rimarcare la naturale vocazione alla vitivinicoltura dell’Abruzzo. La regione è collocata tra il mare Adriatico e i massicci del Gran Sasso e della Majella. Al loro interno si snodano ben tre parchi nazionali e più di dieci tra riserve nazionali e regionali. Le forti escursioni termiche tra il giorno e la notte, associate a una buona ventilazione, garantiscono un microclima ideale per la maturazione di uve di ottima qualità.
Le aree produttive si concentrano soprattutto nelle zone collinari. In particolare, nella provincia di Chieti si colloca oltre il 75% del vigneto Abruzzo. Seguono il Pescarese e il Teramano, entrambi a quota 10%, mentre L’Aquila e il suo territorio si attestano intorno all’1%. La forma di allevamento maggiormente diffusa è la pergola abruzzese, che rappresenta oltre l’80%; tuttavia nei nuovi impianti e reimpianti prevale la forma a filare, come il cordone speronato.

Molti appezzamenti collinari permettono di ammirare il paesaggio regionale e le sue bellezze

Montepulciano, due Doc per un vitigno

Considerato uno dei grandi vitigni a bacca rossa d’Italia, il Montepulciano rappresenta più della metà della base ampelografica regionale. È l’uva di riferimento della Doc Montepulciano d’Abruzzo, che nel 2018 ha compiuto 50 anni, ma anche quella del Cerasuolo d’Abruzzo Doc, dal 2010 prima denominazione in Italia dedicata esclusivamente alla tipologia rosata. Al vitigno bianco Trebbiano, invece, fa capo la terza grande produzione regionale: il Trebbiano d’Abruzzo Doc. La sua versatilità lo rende apprezzabile da giovane, piacevolmente fresco, ma anche invecchiato, quando sviluppa note più complesse.

Tra i bianchi, non solo Trebbiano

Accanto al Trebbiano, negli ultimi anni assistiamo allo sviluppo di una produzione di bianchi fermi di tutto rispetto come il Pecorino, la Passerina, la Cococciola e il Montonico. Tra le novità più recenti anche l’affermazione degli spumanti da uve autoctone, ottenuti per lo più con metodo Martinotti, a cui l’Abruzzo sta dedicando grandi attenzioni e investimenti, confortato da un trend di consumo in ascesa per gli sparkling wines.

Percorsi, un’app per scoprire l’Abruzzo a 360°

Durante il Vinitaly il Consorzio di tutela ha presentato la nuova app “Percorsi”, disponibile per piattaforme Ios e Android, che mette a disposizione dei visitatori in viaggio sulle strade della regione informazioni turistiche e contenuti artistici e culturali di qualità in un’unica piattaforma intuitiva e di immediata fruizione. Ben 200 punti di interesse e 15 itinerari a disposizione, ognuno declinabile e adattabile alle esigenze del singolo utente che può utilizzare diversi filtri (mare, montagna, avventura, cultura, relax e natura) per scegliere le diverse attività. Inoltre con la funzionalità “nei dintorni” da ogni tappa si possono scoprire le Cantine e i ristoranti nelle vicinanze, per un tour a 360°. Ancora, a disposizione degli utenti è prevista una sezione dedicata alle news e agli eventi organizzati dal Consorzio sia in Italia che all’estero.

La Riserva Naturale di Punta Aderci (© R. Cieri)

La parola al presidente Valentino Di Campli

Il Consorzio Tutela Vini d’Abruzzo riunisce oltre 170 aziende e le denominazioni di riferimento sono: Montepulciano d’Abruzzo Doc, Trebbiano d’Abruzzo Doc, Cerasuolo d’Abruzzo Doc, Abruzzo Doc, Villamagna Doc, a cui si aggiungono sette Igt. «Abbiamo avviato un importante piano di investimenti promozionali sia in Italia che all’estero per migliorare l’immagine e la percezione dei vini abruzzesi», spiega il presidente Valentino Di Campli. «Negli ultimi anni c’è stato un netto cambio di rotta, sia dal punto di vista generazionale, con il ritorno dei giovani alle campagne e l’entrata in azienda di nuove leve che hanno dato un forte impulso all’attività di famiglia, sia soprattutto dal punto di vista qualitativo. Oggi la qualità media è alta e puntiamo a un posizionamento che renda merito agli sforzi delle Cantine attraverso la partecipazione alle fiere di settore, l’organizzazione di degustazioni in giro per il mondo e le attività di incoming. L’Abruzzo è una regione ancora poco conosciuta, fuori dalle principali mete turistiche, ma riserva tesori di rara bellezza. Il nostro compito è facilitare tali scoperte».

Fiducia nel Cerasuolo e il progetto Rosautocono

«Tra gli asset principali c’è il Cerasuolo d’Abruzzo, che dal 2010 ha visto una crescita costante, assestandosi sugli 8 milioni di bottiglie annue. Siamo molto orgogliosi di questo nostro vino rosa così distintivo e, più in generale, siamo convinti delle grandi potenzialità dei rosati made in Italy. Proprio nell’ottica di fare emergere questa tradizione, di recente abbiamo deciso di unirci ad altri distretti produttivi dello Stivale per dar vita a Rosautoctono, l’Istituto del vino rosa autoctono italiano, promosso dal Mipaaf e presentato lo scorso Vinitaly».

Questo articolo è tratto da Civiltà del bere 3/2019. Se sei un abbonato digitale, puoi leggere e scaricare la rivista effettuando il login. Altrimenti puoi abbonarti o acquistare la rivista su store.civiltadelbere.com (l’ultimo numero è anche in edicola). Per info: store@civiltadelbere.com

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© Riproduzione riservata - 30/06/2019

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