Dall'Italia Dall'Italia Anita Franzon

Weekend in Vulture: tra le cantine sul vulcano spento

Weekend in Vulture: tra le cantine sul vulcano spento

Simbolo enologico della Basilicata, l’Aglianico, vitigno tardivo che ha bisogno di lungo tempo e climi adatti per arrivare a giusta maturazione, ha trovato un habitat ideale sui terreni di un vulcano spento da millenni: il Vulture. Il monte alto 1326 metri si innalza austero e solenne nella punta a nord della regione al confine con Puglia e Campania.

Al posto del cratere oggi brillano due laghi, mentre tutt’intorno la vegetazione è folta e varia. Gli aspetti naturalistici sono, infatti, un’importante attrazione turistica della terra lucana che sta facendo grandi passi in avanti e che ha tanto da offrire perché ancora poco esplorata.

 

grappoloaglianico_GrifalcoNon chiamatelo “Barolo del Sud”

Nel 2019 Matera sarà la capitale europea della cultura: un’ottima occasione per approfondire la storia e le tradizioni di questi luoghi ancora lontani dal turismo di massa. La cultura, si sa, abbraccia anche l’enogastronomia e le conferisce un’identità precisa, come quella che finalmente sembra aver trovato il vino di queste terre vulcaniche. Da tempo denominato il “Barolo del Sud” per la sua finezza accompagnata a struttura e longevità, è arrivata l’ora di chiamarlo con il suo nome: Aglianico del Vulture. Un ulteriore passo in avanti è stato fatto nel 2010, quando l’Aglianico del Vulture Superiore è divenuto Docg.

 

Le cantine storiche si trovano in antiche grotte scavate nel tufo

L’area in cui è consentita la produzione comprende 15 comuni tutti in provincia di Potenza.

Sulle pendici del vulcano i terreni lavici donano alle uve profumi e complessità minerale e le aziende che producono Aglianico del Vulture si distinguono spesso per passione e forte carattere. Molte cantine sono nate, o rinate, tra la fine degli anni Novanta del secolo scorso e l’inizio del nuovo millennio. Paternoster, invece, è un’azienda storica fondata a Barile nel lontano 1925 da Anselmo Paternoster: alcune bottiglie sono ancora gelosamente custodite dalla famiglia e la data è ancora ben visibile sul portone dell’azienda. La nuova cantina si trova in contrada Valle del Titolo ed è concepita su due piani: il primo è adibito all’accoglienza, mentre il secondo piano è interrato ed è qui che avvengono pigiatura, vinificazione, imbottigliamento e una parte dell’affinamento. I vini per le etichette Don Anselmo e Rotondo vengono invece trasferiti nella cantina storica scavata nel tufo.

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Shesh

Sempre a Barile si trova Basilisco, azienda biologica gestita da Viviana Malafarina sotto la guida esperta di Pierpaolo Sirch. La proprietà dal 2011 è Feudi di San Gregorio, arrivata a Barile per avviare un progetto di recupero delle antiche grotte laviche nello “Shesh”, scavate nei meandri del vulcano nel XV secolo da gruppi di profughi albanesi che si insediarono in diverse aree del sud Italia. Barile, ancora oggi, è un insediamento “arbëresh” di etnia italo-albanese, le grotte si possono visitare e sono luoghi ideali per la conservazione e lavorazione di vino e olio. Basilisco, il cui nome ricorda quello della terra d’origine, in greco significa “piccolo re”, ed è il nome del primo Aglianico pluripremiato, mentre a Teodosio, imperatore bizantino, è stato dedicato un altro Aglianico: sull’etichetta è riportata una moneta del V secolo diventata il simbolo dell’azienda. Sophia è l’unico vino bianco dell’azienda da uve 100% Fiano. Una curiosità: lo storico Parco delle Cantine di Barile fu scelto da Pierpaolo Pasolini come ambientazione de “Il Vangelo secondo Matteo”.

 

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Elena Fucci

Eredità e rilancio della viticoltura lucana

Anche la cantina di Elena Fucci si trova a Barile. Una è l’uva e unica è anche l’etichetta: Titolo. Elena Fucci ha ereditato dal nonno Generoso 6 ettari tra i vigneti più vecchi del Vulture, che arrivano anche a 70 anni e si dividono su piccoli terrazzamenti. Nel 2000 Elena decise di iscriversi al corso di laurea in enologia e recuperare i vigneti per produrne un unico, grande vino: l’Aglianico, una scelta fatta per rappresentare al meglio la specificità del vitigno e la territorialità del Vulture. La nuova cantina è stata costruita secondo i principi della bioarchitettura impiegando materiali di recupero e tecnologie per ridurre a zero gli impatti e i consumi energetici; è possibile visitarla e partecipare inoltre ad attività didattiche in vigna.

Nata alla fine degli anni Novanta, Cantine del Notaio è un’altra storia che comincia da un passaggio di eredità dal nonno Gerardo al nipote con lo stesso nome: Gerardo Giuratrabocchetti. La cantina scavata nel tufo si trova a Rionero in Vulture, le tecniche di coltivazione seguono criteri biologici e biodinamici. La forte vocazione alla ricerca, alla valorizzazione delle tradizioni e alla sperimentazione ha dato vita anche alla coltivazione di altri 40 vitigni storicamente presenti in Lucania. L’azienda organizza visite guidate nel territorio del Vulture.

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Cantina dell’azienda Basilisco

Eleano, nata con l’inizio del nuovo millennio, si estende su 5 ettari di vigneti impiantati ad Aglianico nella zona di Pian dell’Altare in agro di Ripacandida. È in fase di ultimazione la struttura che ospiterà la nuova cantina e un’area ricettiva destinata a eventi culturali e degustazioni. Oltre a Eleano, Dioniso e Teseo, tre etichette di Aglianico, si possono assaggiare anche Fedra, Malvasia di Basilicata e Ambra, Moscato Vendemmia Tardiva.

La famiglia Piccin ha lasciato la Toscana per trasferirsi a Venosa e fondare la cantina Grifalco, nome di fantasia che deriva dalla fusione fra il mitologico grifone e il falco, animale che non è difficile avvistare nella zona del Vulture. L’intento era ed è quello di portare avanti un nuovo progetto di studio sulla produzione di Aglianico del Vulture e accrescere così il prestigio di questo territorio che accoglie e gratifica.

 

Dove mangiare

Convento Wine Space, a Barile: enoteca con cucina, ma è anche uno spazio dedicato alla promozione dell’Aglianico del Vulture e di tutto il territorio all’interno del progetto più ampio “Aglianica Wine Festival”.

L’Incanto Accademia dei Piacevoli, a Venosa (0972.36.082): ambiente elegante, ingredienti selezionati e piatti ricercati con portate ispirate al poeta romano Orazio, originario di questi luoghi.

Al Baliaggio, a Venosa (0972.35.081): nel centro storico. Ambiente informale e cucina del territorio.

 

Dove dormire durante il tuo weekend in Vulture

B&B Cantuccio del Vulture, a Monticchio (Rionero in Vulture)

Hotel Relais Masserie del Falco, a Forenza nel centro della Basilicata

Hotel Venusia, a Venosa

 

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© Riproduzione riservata - 29/05/2016

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