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Vittorio Fiore il 9 marzo all’enoluogo di Civiltà del bere

9 Marzo 2012 Civiltà del bere
Il 9 marzo l’enoluogo – il salotto del vino milanese di Civiltà del bere – dedica un appuntamento al celebre wine-maker Vittorio Fiore. Altoatesino di nascita (di Fortezza, classe 1941) ma trapiantato da decenni in Toscana, Fiore sarà protagonista di un interessante talk-tasting per raccontare la sua personale “visione enologica” attraverso sei etichette di successo da lui create collaborando con importanti Cantine italiane. Ad accompagnarlo in questo incontro dal titolo “La straordinaria carriera di Vittorio Fiore in sei vini da Toscana, Romagna, Umbria e Valtellina” ci sarà il direttore di Civiltà del bere Alessandro Torcoli. LE SEI ETICHETTE PROTAGONISTE - I vini degustati nel corso della serata saranno il Grechetto, Colli Perugini Doc 2011 dell’azienda umbra Agricola Goretti, il Ronco del Re, Igt Bianco di Forlì 2006 della Cantina Ronchi di Castelluccio di Modigliana (Forlì-Cesena), il Brunello di Montalcino Docg 2007 della Casa vinicola La Gerla di Montalcino (Siena), Il Tesoro, Igt Rosso Toscana 2006 di Terrabianca di Radda in Chianti (Siena), Monastero, Igt Terrazze Retiche di Sondrio 2007 di Triacca di Villa di Tirano (Sondrio), e Il Carbonaione,  Igt Alta Valle della Greve 1996 del Podere Poggio Scalette di Greve in Chianti (Firenze). LA CARRIERA DI VITTORIO FIORE  - Dopo aver completato gli studi tecnici all’Istituto agrario di San Michele all’Adige e poi a quello di Conegliano, Vittorio Fiore inizia l’attività professionale in alcune aziende vitivinicole del Nord Italia. Dal 1970 al 1979 ricopre il ruolo di direttore generale dell’Associazione Enotecnici Italiani e subito dopo si trasferisce in Toscana, iniziando la collaborazione con alcune tra le più maggiori realtà vinicole della regione. Sono gli anni della grande trasformazione della vitivinicoltura regionale, e in particolare del vino Chianti, dove iniziano a fiorire i primi SuperTuscan. Vittorio Fiore è tra i pionieri del nuovo corso ed è anche l’enologo che più di altri gira il mondo a illustrare e a presentare i vini del “rinnovamento”. Il 1991 è l’anno di un’altra svolta importante nella sua vita: dopo tante collaborazioni Vittorio decide di realizzare il sogno di sempre: dare vita a un’azienda vinicola tutta sua. Insieme alla moglie Adriana, acquista infatti sulla collina di Ruffoli, nel comune di Greve in Chianti, il Podere Poggio Scalette, un ambiente ideale per coltivare Sangiovese. In pochi anni la Casa vinicola si fa apprezzare per un vino, il Carbonaione, che riassume tutte le peculiarità del terroir dove nasce e delle conoscenze tecniche del suo autore. Oggi il Podere Poggio Scalette, pur nelle sue limitate dimensioni (15 ettari di vigna), è un marchio prestigioso della realtà enologica toscana e italiana, grazie all’importante contributo del figlio Jurij, enologo diplomato a Beaune (Borgogna), a cui è affidata la gestione dell’azienda.

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