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Vino e alcolici. Com’è andata nel 2023?

Vino e alcolici. Com’è andata nel 2023?

Gli analisti tirano le somme di un anno piuttosto complesso. Sul fronte dei vini pregiati, bene Bordeaux e male la Borgogna, mentre i prezzi delle nostre etichette premium si sono mantenuti stabili. Pensando ai consumi, si consolidano quelli casalinghi e il trend delle bollicine, soprattutto Champagne e Prosecco (sempre più di fascia alta). Quanto ai Paesi di riferimento, si fa largo l’India, che promette bene anche per la birra.

Per approfondimenti: Liv-ex e IWSR

Come a ogni dicembre, gli analisti del mercato del vino e degli alcolici tirano le somme dell’anno che sta per concludersi e analizzano le previsioni di quello che verrà. In particolare la 2023 pare essersi rivelata un’annata piuttosto complessa: fatta di sfide da superare e del consolidarsi di tendenze che evidenziano un cambiamento dei consumi avvenuto in seguito alla pandemia.

Vini pregiati: sale Bordeaux, scende la Borgogna

Secondo Liv-ex, per esempio, il mercato dei vini pregiati è stato alquanto impegnativo. A causa delle molte economie scosse dalle guerre in atto, si è preferito concentrarsi attorno a un porto sicuro. I collezionisti sono tornati a puntare sulle migliori annate bordolesi, determinando per la prima volta in dieci anni un aumento della quota di Bordeaux, di marchi affermati e annate di altissima qualità; mentre la Borgogna ha subito un calo di interesse a causa dei prezzi sempre più alti. Lo studio, pubblicato in un report dal titolo The Fine Wine Market in 2023 esamina l’impatto dei venti contrari politici ed economici sul mercato del vino, i vini protagonisti del mercato secondario nel 2023 e cosa aspettarsi nel 2024.

La stabilità dell’Italia

Buone notizie, invece, per l’Italia. Considerando le attuali condizioni di mercato, la domanda dei vini italiani è più sostenuta rispetto, per esempio, a Borgogna o Champagne, e sta contribuendo a mantenere i prezzi dei vini relativamente stabili. Sono, in particolare, le pregiate etichette piemontesi a tenere alto il valore della produzione tricolore. Meno performanti risultano, invece, i SuperTuscan. Sempre secondo il report di Liv-ex, anche nel 2024 ci sarà spazio per l’esplorazione e la sperimentazione per il vino italiano più ricercato dai collezionisti.

I principali trend di consumo nel 2023

Anche i dati IWSR – Drinks market analysis mostrano i cambiamenti nelle tendenze chiave che modellano il settore a livello globale. Sarebbero 8 i principali fattori di cambiamento che hanno segnato il 2023, molti dei quali sono legati a un periodo di crescente instabilità economica. Secondo gli analisti, inoltre, si tratta di trend che avranno effetti di ampia portata: dalla crescente importanza delle occasioni di consumo casalingo, a una tendenza alla moderazione sempre più guidata dalla necessità di tagliare la spesa delle famiglie. Rallenta la crescita dell’e-commerce e per quanto riguarda il vino, le vendite e i consumi sono guidati da una categoria in particolare: le bollicine.

Dalla premiumizzazione allargata alla Cina in difficoltà

Il primo tra i driver di cambiamento nel settore delle bevande è una premiumizzazione guidata da una base più ampia di consumatori e non solo da pochi e benestanti collezionisti ed esperti. Ma si tratta di uno dei trend più deboli, tanto da poter essere ribaltato se grandi Paesi come la Cina contribuiranno a modificare o anche a invertire questa tendenza. Sempre secondo IWSR, nei prossimi anni la leadership cinese nel mercato degli alcolici di lusso sarà minacciata dagli Usa.
Anche l’India è pronta a registrare forti guadagni grazie alla sua economia in forte espansione, all’aumento dei redditi dei consumatori, ripresa e crescita del mercato post-pandemia e una forte fiducia dei consumatori. Inoltre, il Paese sarà protagonista anche dello sviluppo di un altro trend: la birra. Se i consumi di birra calano in grandi mercati come Cina e Usa, questi verranno compensati non solo in India, ma anche nell’America Latina e in Africa.

Gli spumanti guidano il settore del vino

Il consumo di vino è in diminuzione in termini di volumi, in linea con le tendenze storiche. Tuttavia, Prosecco e Champagne continuano a crescere, e la fascia alta sta guadagnando terreno in tutti i segmenti degli spumanti. Nell’era post-Covid, le bollicine non sono più solamente associate a un consumo festivo o alle occasioni speciali, ma sono sempre di più i consumatori che le scelgono in contesti più rilassati e con maggiore frequenza. La crescita del Prosecco di fascia alta è guidata dalla forte domanda negli States e nel Regno Unito, dove i volumi sono cresciuti rispettivamente dell’8% e del 5% nella prima metà del 2022 rispetto allo stesso perido nel 2021. La crescita dello Champagne è concentrata negli Stati Uniti e in Australia; mentre in Spagna crescono i consumi degli spumanti durante gli aperitivi.

Frena la crescita dei prodotti RTD, rallentano l’e-commerce e la ripresa post-Covid

Il passaggio ai prodotti premium pone fine a un periodo di forte crescita dei volumi per i prodotti RTD (Ready To Drink), in particolare per gli hard seltzer negli Usa. E mentre i lockdown dovuti alla pandemia hanno favorito una rapida crescita dell’e-commerce di alcolici, ora che il mercato è entrato in un periodo di normalizzazione postpandemica questa crescita è rallentata. Infine, come già accennato, la moderazione e i consumi domestici sono diventati ancora più forti anche per via delle instabilità economiche: per questo l’IWSR prevede che la ripresa del settore horeca nel post-Covid sarà più lenta del previsto, anche se i volumi del 2019 saranno probabilmente recuperati entro il 2026.

Foto di apertura: © E. Akyurt – Unsplash

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© Riproduzione riservata - 21/12/2023

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