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Valentini: equilibri dettati dalla natura

27 Luglio 2012 Roger Sesto
Annate storiche di vini mitici (16): Umbria e Abruzzo Francesco Valentini ci offre una lucida analisi di ciò che sta alla base della longevità dei suoi vini, in particolare del Trebbiano d’Abruzzo. «Perché i miei vini durano così a lungo? Potrei rispondere per via indiretta, spiegando perché molti altri non hanno la stessa capacità evolutiva. Se noi produciamo un vino con lieviti selezionati, controlliamo le temperature, lo filtriamo, lo pastorizziamo... ma cosa ci rimane? Acqua e alcol, in pratica. Un prodotto senza anima né equilibrio. Il vino è un essere vivente, non può essere frutto di un assemblaggio costruito a tavolino, ma è dato da un naturale e armonico rapporto fra le componenti: per avere un vino adatto a invecchiare, occorre rispettare l’armonia della natura, prenderne atto e assecondarla..» IL MOMENTO CLOU DELLA VENDEMMIA - Seguita Valentini: «Tutto sta nell’equilibrio delle componenti: alcol e acidità devono bilanciarsi, viceversa il tutto è destinato a crollare rapidamente. Il momento clou è allora quello della vendemmia, quell’istante in cui l’uva è perfetta e da cogliere. Partendo da questi presupposti, sarà anche possibile impiegare poca solforosa. Fra l’altro noi lasciamo svolgere la malolattica spontaneamente, che spesso si sviluppa in bottiglia, creando un residuo di anidride carbonica destinato a dissolversi negli anni. Questo residuo funge da perfetto antiossidante, il che rende ancora più inutile un eccesso di solforosa, che peraltro non va di per sé demonizzata». TREBBIANO D'ABRUZZO: LE ANNATE STORICHE - Chiediamo come impieghino il loro archivio storico. «Lavorando in modo artigianale, le nostre produzioni sono soggette alle annate: come potremmo allora fare esperienza senza assaggiare con costanza le nostre passate produzioni? In seconda battuta è piacevole crearsi una propria biblioteca enoica e condividere con gli amici il piacere di sfogliarla». Quali sono le annate storiche del Trebbiano, che più sono rimaste nella memoria? «Prima di tutto la 1981: fu la mia prima vendemmia. Ma sono le annate complicate a restarti nel cuore, come le siccitose 1993 e 2003, le piovose 2002 e 2009, la 2008 colpita da numerose grandinate».

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