In Italia In Italia Alessandro Torcoli

Un successo Epokale, che fa pensare

Un successo Epokale, che fa pensare

Presentata l’annata 2015 di Epokale di Tramin, le bottiglie sono state assegnate tutte in pochi secondi. Racconto di una giovane (prima annata ’09) leggenda di cui abbiamo assaggiato tutte (meno una) le annate prodotte.

Al suo debutto fu battezzato dai 100 punti Parker. Un caso raro, annata 2009, Epokale di Tramin: primo altoatesino e primo non-rosso italiano a conquistare il riconoscimento massimo della critica mondiale. Ne scrivo oggi, molto tempo dopo aver condotto lo scorso 20 giugno, per un ristretto gruppo di professionisti esteri, una verticale di tutte le annate prodotte in occasione dell’uscita dell’ultima 2015.
Il clamoroso ritardo nella pubblicazione è colpa delle solite cose: la folle corsa e rincorsa di eventi, mesi massacranti di assaggi per la nostra competizione enologica WOW!… 

Epokale 2015, il vino che non c’è

Avevo sempre rimandato, colpevole, finché non vengo a sapere che le 2.500 bottiglie di Epokale 2015 sono state fulminate in pochi minuti. Allora sono stato preso dagli scrupoli; perché scrivere di un vino che non c’è? Per due motivi: primo perché è davvero interessante, e potete mettervi in fila per la prossima uscita, secondo perché può essere l’occasione di riflettere su certe dinamiche del mondo-vino.
«A dirla tutta il prodotto era stato in gran parte venduto ancor prima che uscisse, in prevendita», racconta il direttore commerciale di Tramin, Wolfgang Klotz. «Tuttavia, abbiamo annunciato sui nostri canali social la vendita al pubblico di una parte, tramite il nostro e-commerce, a prezzo di cantina, cioè 150 euro. Comunicammo data e orario precisi. Lo stesso, contemporaneamente, hanno fatto quattro importanti rivenditori on-line tra la Germania e l’Italia. Speravamo in una buona risposta, ma non potevamo prevedere di assegnare tutte le bottiglie in pochi secondi».
In questo senso è illuminante questa testimonianza su Instagram.

La degustazione di Epokale riservata a un ristretto gruppo di giornalisti stranieri

Il dilemma del vino leggenda

È comprensibile allora la critica ai vini-mito, che escono dal giro degli appassionati per diventare trofei per milionari oppure oggetto di speculazioni finanziarie. Poche settimane dopo quella bottiglia di Epokale viaggiava attorno ai € 500. E si apre il dilemma: da una parte un successo di immagine così clamoroso traina il territorio, e ne beneficiano anche altri vini della regione, quindi bene. Dall’altra, appunto, il grande vino esce dall’ambito del piacere, della convivialità, e diventa leggenda, col rischio di essere oggetto di desiderio frustrato o strumento finanziario.
Si tratta, appunto, di un dilemma, perché oggi Montalcino non sarebbe quella che è senza Biondi-Santi, Barolo senza il Monfortino, Amarone senza Quintarelli, Bolgheri senza Masseto… e pazienza se la maggior parte degli appassionati non assaggeranno mai queste bottiglie. D’altro canto, non c’è soluzione. “È il mercato, bellezza”, parafrasando un celebre finale cinematografico.

Un vino raro anche nello stile

Quindi, non ci resta che accompagnare il lettore, che forse potrà solo sognare Epokale, nel suo mondo di profumi paradisiaci e morbidezze sensuali. Il mondo di un vino, non l’abbiamo ancora detto, che è raro anche in termini di stile, in Italia, non solo di bottiglie prodotte: è una vendemmia tardiva, spätlese in tedesco, e quindi anche per Willi Stürz, il direttore tecnico di Tramin, che ha dimestichezza più con la lingua di Goethe che con quella di Dante. Un vino tendenzialmente dolce, ma non dolcissimo.
«All’origine volevamo mantenere un residuo zuccherino 30 grammi per litro, per contenerne la dolcezza, ma nel 2015 la natura ha fermato spontaneamente la fermentazione a 110 grammi». Così è. Per qualcuno, rende il vino troppo ballerino nello stile; a mio avviso – a certi livelli qualitativi – non è un problema. Per fortuna esiste l’imprevedibile componente della natura, che d’altronde si manifesta anche nelle diverse annate, caratterizzate da andamenti diversi. Le uve di Gewürztraminer provengono dalla migliore parcella del già celebre cru Nussbaumer.

epokale

La degustazione

Di seguito, il riepilogo degli assaggi di Epokale, il cui nome evoca il Medioevo, un’era in cui presumibilmente certi vini erano naturalmente abboccati. Le annate spaziano dalla 2009 alla 2015, ad esclusione della 2014 che riposa ancora nella miniera. Ah sì, perché Epokale ha quest’altra magia nella sua storia: riposa tra i 5 e i 7 anni nella miniera Monteneve della Val Ridanna, a mezz’ora di auto dalla Cantina e mezz’ora di trenino nel tunnel lungo 3,5 chilometri, a 2.500 metri di altitudine. Temperatura e umidità costanti, buio assoluto e un risparmio energetico totale, a parte quelle rare volte in cui ci si avventura nella montagna, come abbiamo fatto noi, per osservare questa cantina speciale e per prelevare il vino che, in pochi secondi, volerà per il mondo nelle case degli intenditori.  

2009

La vendemmia “col botto” che si è aggiudicata i 100 punti Parker all’istante. Il naso è eleganza pura, di rosa bianca delicata, scorza d’arancia, noce moscata. L’ingresso in bocca è opulento, ma sostenuto da piccantezza di zenzero e finale di liquirizia.

2010

Annata più riflessiva, meno esplosiva al naso e potente in bocca, meno fiore (acacia), pepe bianco, delicatezza di frutto maturo. Meno dolce, roccioso con piacevole astringenza finale di liquirizia.

2011

Abbiamo due bottiglie che, rispetto alle altre, non erano state prelevate nella miniera, meno perfette, ma comunque ottime: naso gentile, rosa e scorza di agrume. Al palato composta di arance, rosa canina, lieve speziatura finale.

2012

Un naso da Nussbaumer, intenso di rosa, arancia, mandarino, lychee, erbe alpine. Al palato è vellutato, con un piacevole twist finale di zenzero, tendenza umami.

2013

Piacevolezza e immediatezza, naso gentile, scorza di arancia candita, burro, zucchero filato, albicocche. Setoso in bocca, con finale agrumato e zuccherino.

2015

Una conferma, con bouquet esplosivo di rosa bianca, melone, albicocca, zenzero, pepe bianco. Al palato è ricco, morbido, con equilibrio ideale tra acidità e dolcezza, tensione e lunghezza sul finale.

Foto di apertura: le annate di Epokale degustate andavano dalla 2009 alle 2015

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© Riproduzione riservata - 21/11/2022

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