In Italia In Italia Elena Erlicher

Terlaner Primo 2013 e grand cru di Borgogna a confronto

Terlaner Primo 2013 e grand cru di Borgogna a confronto

Terlaner I Grande Cuvée o semplicemente Terlaner Primo, come lo chiama il suo creatore Rudi Kofler, enologo di Cantina Terlano, con l’annata 2013 (la terza dalla sua nascita) aspira a diventare un bianco altoatesino esclusivo, al pari dei più grandi cru di Borgogna. Ha dato prova della propria eccellenza lunedì 7 marzo, al ristorante St. Hubertus dell’Hotel & Spa Rosa Alpina di San Cassiano in Val Badia (Bolzano), dove è stato presentato in anteprima ai giornalisti presenti per l’occasione. Qui si è confrontato, in un interessante blind tasting, con il 2013 di Montrachet Grand Cru Etienne Sauzet, Bâtard-Montrachet Grand Cru Domaine Leflaive, Corton Charlemagne Grand Cru Pierre-Yves Colin Morey e gli italiani Gaia & Rey Chardonnay Langhe Doc e Ornellaia Bianco, neonata superchicca enologica che da novembre ha affiancato il noto fratello rosso.

terlaner-primo-2013-blind-tastingLa fiducia nel Pinot bianco

«Eravamo alla ricerca di una sintesi perfetta, e per questo Primo nasce dai vigneti più ricchi di carattere che abbiamo e dai migliori appezzamenti», ha spiegato Rudi Kofler. Pinot bianco 90%, Chardonnay 7% e Sauvignon 3% è l’uvaggio per questa bottiglia che esce con l’annata 2013 in 3.400 esemplari (più 150 Magnum e 50 doppio Magnum), a un costo medio in enoteca di 150 euro. «È lo stesso uvaggio storico del nostro Terlaner, nato nel 1975», ha continuato Kofler. «Si tratta del nostro stile e rappresenta la fiducia che abbiamo nel Pinot bianco, il vitigno per noi più rappresentativo e sul quale stiamo maggiormente investendo». La fermentazione, lenta, avviene in botti grandi di rovere; a malolattica svolta il vino affina per 12 mesi sui lieviti in botti di legno. Quindi si procede alla creazione della Grande Cuvée con l’assemblaggio; dopo altri 4 mesi in acciaio, a fine luglio è imbottigliato, dove rimane fino a marzo quando viene immesso al commercio. Ricco e complesso, al naso esprime aromi di agrumi, pepe bianco, erbe aromatiche e una delicata nota fumé. Al palato «dimostra di avere dimensione, ottima tessitura e corpo, con grandi potenzialità d’evoluzione nel tempo», dice Klaus Gasser, direttore commerciale della Cantina.

rosa-alpina

I famosi gnocchi di rapa rossa del St. Hubertus

Terlaner I 2013 è figlio di 3 cru d’elezione

Primo nasce dai cru Winkl, Kreuth e Vorberg, e la scelta non è stata casuale. I terreni dei tre cru sono stati campionati e analizzati per provare a capire come si sente la vite in questi terreni che, solo qui, hanno mantenuto i cristalli perfettamente integrati nella roccia. Sì, perché qui 300 milioni di anni fa c’erano i vulcani; poi il paesaggio ha cambiato aspetto, ed è arrivato un mare quasi caraibico. Di conseguenza si sono formate le rocce carbonatiche che troviamo anche a Bordeaux, in Borgogna e nel Nord degli Stati Uniti. Per questa ragione Terlano ha un terroir esclusivo. A fine degustazione abbiamo potuto assaggiare le straordinarie creazioni (leggi il menu) di Norbert Niederkofler, chef bistellato del ristorante St. Hubertus – Hotel & Spa Rosa Alpina. Ricette nate dall’esclusivo utilizzo delle materie prime di stagione del territorio, in abbinamento agli altri vini di Cantina Terlano.

Tag: , , ,

© Riproduzione riservata - 09/03/2016

Leggi anche ...

50 di storia del vino: come sono cambiate le operazioni in cantina
In Italia
50 di storia del vino: come sono cambiate le operazioni in cantina

Leggi tutto

Formaggi d’Italia: la Fontina, regina incontrastata del tagliere valdostano
In Italia
Formaggi d’Italia: la Fontina, regina incontrastata del tagliere valdostano

Leggi tutto

Vigna Michelangelo, la rinascita di un vigneto urbano di Firenze
In Italia
Vigna Michelangelo, la rinascita di un vigneto urbano di Firenze

Leggi tutto