In Italia

In Italia

Suvereto e Val di Cornia hanno il loro Consorzio

29 Ottobre 2021 Alessandra Piubello

Le denominazioni Suvereto, Rosso della Val di Cornia e Val di Cornia si riuniscono in un unico ente consortile formato da 27 produttori. Tra gli obiettivi una vasta opera di zonazione, per valorizzare tutte le differenze di questo territorio maremmano.

È nato ufficialmente il Consorzio di tutela Dop Suvereto e Val di Cornia Wine, il 27 ottobre, con la prima assemblea. Il Consorzio, che eserciterà la tutela e la valorizzazione delle denominazioni Suvereto Docg, Rosso della Val di Cornia Docg e Val di Cornia Doc, opererà in erga omnes.

Una realtà composita

«Ventisette produttori», spiega Nico Rossi, proprietario di Gualdo del Re e presidente, «con dimensioni diverse, dai 100 ettari vitati ai 2, la maggior parte in regime biologico certificato, si sono uniti in nome del territorio. L’obiettivo comune è promuovere un’areale vocato, dove si produceva vino fin dai tempi degli Etruschi. I nostri terreni, pur spaziando da suoli argillosi, limo-sabbiosi, con presenza di scheletro e scisto, hanno in comune la ricchezza di minerali con la presenza di boro, oltre ad avere in profondità acqua calda che scorre. È nostra intenzione proseguire con l’opera di zonazione iniziata anni fa e approfondirla ulteriormente».

Il presidente del neonato Consorzio Nico Rossi (Gualdo del Re)

La perla di Suvereto

La Val di Cornia costituisce l’estremo lembo meridionale della provincia di Livorno e Suvereto svetta al suo ingresso. Borgo medioevale intatto, Bandiera arancione del Touring Club, fa anche parte dei circuiti Città del vino e I Borghi più belli d’Italia. Con i suoi circa 360 ettari è l’areale più vitato; infatti all’interno del Consorzio sono presenti il 75% di vigne del Suveretano rispetto al 25% dei vigneti della Val di Cornia.

Un territorio a vocazione alloctona

Nell’Ottocento, Elisa Bonaparte, sorella di Napoleone e principessa di Lucca e di Piombino, intuì le potenzialità di Suvereto, facendovi impiantare un moderno vigneto “alla maniera di Bordeaux”. I vitigni internazionali sono probabilmente presenti in loco sin da allora. Resta il fatto che il nucleo storico delle aziende suveretane, che iniziano a imbottigliare intorno agli anni Ottanta, hanno sempre creduto anche nei vitigni alloctoni, con risultati riconosciuti a livello internazionale. «D’altronde», dichiara Simena Bisti, titolare di Tua Rita e vice presidente del Consorzio, «Suvereto ha una prerogativa: i vitigni che si piantano qui riescono ad acclimatarsi tutti molto bene, in virtù della vocazionalità dei nostri suoli e della biodiversità di quest’oasi ancora incontaminata».

I vicepresidenti Simena Bisti (Tua Rita) e Stefano Casadei (Tenuta Casadei)

Un sistema che premia la qualità

Il Consorzio nasce, dopo un anno di preparazione, sul lavoro svolto da Suvereto Wine, una rete d’impresa costituita dopo la pandemia. «Proprio in quel periodo», ci racconta Stefano Casadei, titolare di Tenuta Casadei e vicepresidente, «abbiamo capito l’importanza della collaborazione. Non ci siamo sentiti più concorrenti, ma depositari, ciascuno a modo proprio, dell’identità del nostro territorio. Insieme all’amministrazione comunale abbiamo creato sinergie fattive con il tessuto culturale, imprenditoriale e sociale del nostro paese. Visti i risultati raggiunti, abbiamo pensato di spingerci oltre, alla fondazione di un consorzio». Il nuovo ente comprende quasi tutte le aziende vitivinicole suveretane (a parte tre). «Abbiamo voluto», incalza Bisti, «che non ci fosse nessuna supremazia dei più grandi sui più piccoli, istituendo un sistema di contributo sulla base delle dimensioni aziendali, ma anche sulla rivendicazione delle Docg e Doc».

Foto di apertura: l’areale di Suvereto, che conta 360 ettari, rappresenta il 75% dei vigneti del Consorzio © Tua Rita

In Italia

Le Unità geografiche del Chianti Classico: Vagliagli mediterranei

Questo contenuto è riservato agli abbonati digitali e Premium Abbonati ora! €20 […]

Leggi tutto

Un quarto di secolo di Argentiera a Bolgheri

Una verticale del vino ammiraglia, Bolgheri Superiore, per ricordare la storia della […]

Leggi tutto

Tutte le medaglie di WOW! 2026

Ecco a voi i vincitori, con qualche riflessione su come organizziamo questa […]

Leggi tutto

VinoVip Cortina 2026: i tre volti del Pinot e le loro espressioni

L’approfondimento sulle principali varietà che compongono questa grande famiglia di vitigni (Pinot […]

Leggi tutto

Il Timorasso ha un nuovo interprete, Pio Cesare

Dopo anni di sperimentazioni nasce il Colli Tortonesi Derthona Timorasso Riserva Doc […]

Leggi tutto

VinoVip Cortina 2026: il Conegliano Valdobbiadene e il clima che cambia

Valorizzare le vecchie viti e le micro-aree collinari (leggi Rive), progettare il […]

Leggi tutto

Le Unità geografiche del Chianti Classico: l’accogliente diversità di San Donato in Poggio

Questo contenuto è riservato agli abbonati digitali e Premium Abbonati ora! €20 […]

Leggi tutto

VinoVip Cortina 2026: la voce dei “tenori del vino italiano”

Abbiamo chiesto a Piero Antinori, Sandro Boscaini, Angelo Gaja e Fausto Maculan, […]

Leggi tutto

Palmento Costanzo: un Wine Club per vivere e sentire l’Etna

L’antico edificio di vinificazione è anche uno spazio dedicato alla degustazione e […]

Leggi tutto
X

Hai dimenticato la Password?

Registrati