Speciale Piemonte: Pio Cesare

Speciale Piemonte: Pio Cesare

Da I report di Civiltà del bere: Piemonte

Pio Cesare: classico che non tradisce nel rispetto delle Langhe

Dal 1881 la Pio Cesare rappresenta la tradizione in questa parte enologicamente pregiata del Piemonte. È la storia di una famiglia che garantisce lo stile di un Barolo oggi famoso nel mondo, esportato in oltre 40 Paesi, con la medesima etichetta che volle Cesare Pio, il trisnonno fondatore. Dopo 131 anni si continua a seguire l’interpretazione più classica del Barolo, che significa impegnare la propria esistenza nella creazione di vini che esaltino il territorio. Quella della Pio Cesare è una ricetta gelosamente rispettata, per cui le uve di Nebbiolo provenienti da vigne diverse vengono unite in fase di fermentazione secondo la propria sensibilità e una meticolosa conoscenza delle zone di provenienza, per esaltare gli aspetti migliori di un’area complessa e affascinante per definizione, come quella del Barolo. Come in Borgogna, le Langhe sono caratterizzare da micro terroir che danno alle uve di uno stesso vitigno caratteristiche molto diverse. Nel caso del Barolo vi sono zone note per l’apporto di struttura, potenza e longevità, altre per l’eleganza, altre per il colore.

Il Barolo di Pio Cesare

UNO STILE UNICO – Rispettare la tradizione, però, per la famiglia Pio Cesare non vuol dire ripetere una formula immutata nei secoli, ma conservare il proprio stile adattando al presente le scelte viticole ed enologiche. Al proposito, Pio Boffa ama raccontare un aneddoto. Suo padre, l’ingegner Boffa, al termine di uno dei suoi ultimi assaggi in cantina, riunì i collaboratori e lui, avaro di gratificazioni pubbliche, per la prima volta disse: «Vorrei complimentarmi con mio figlio Pio che – con tutti i quattrini che ha investito – è riuscito finalmente a riprodurre lo stesso stile di vino che facevo io 50 anni fa senza spendere una lira…».

TRA ORNATO E BAROLO “CLASSICO” – Certo, anche nella famiglia Pio Cesare viene voglia talvolta di provare qualcosa di nuovo, ed ecco l’Ornato. Una meravigliosa interpretazione di un incredibile vigneto, un vero e proprio monopole, un’intera collina di proprietà che racchiude in sé i diversi terroir del Barolo. Qui nel 1985 sono state selezionate alcune microzone con caratteri peculiari che, in piccolo, riproducono l’equilibrio di complessità, longevità, tannini tipici del Barolo. Ornato si differenzia per la nota più fruttata e dolce rispetto alla severità tannica della versione tradizionale. Ma rimane il Barolo Docg “Classico” il biglietto da visita della famiglia. Ora è disponibile il 2008: ampio, possente, strutturato e ben equilibrato, un vino che ricorda l’eleganza dei 2006, 2005, 1999 e 1996. Sono 50 gli ettari che Pio Cesare controlla tra Barolo, Barbaresco e le Langhe. Mentre le cantine storiche sono le ultime rimaste nel centro di Alba. Dopo la recente ristrutturazione meritano davvero una visita.

Tag: , , , , ,

© Riproduzione riservata - 04/07/2012

Leggi anche ...

Cinquant’anni all’insegna del “bere meno ma meglio”
In Italia
Cinquant’anni all’insegna del “bere meno ma meglio”

Leggi tutto

I numeri del fenomeno Pinot grigio delle Venezie
In Italia
I numeri del fenomeno Pinot grigio delle Venezie

Leggi tutto

Sei Cantine per sei protagoniste. L’Alto Adige in un racconto tutto al femminile
Degustazioni
Sei Cantine per sei protagoniste. L’Alto Adige in un racconto tutto al femminile

Leggi tutto