Senza confini Senza confini Anita Franzon

Siccità e sprechi, il cattivo esempio della California

Siccità e sprechi, il cattivo esempio della California

Da 22 anni la California è costretta ad affrontare il grave problema della siccità. Dopo gli incendi che hanno colpito l’area, nel 2020 la situazione è ulteriormente peggiorata, ma non sono ancora state adottate soluzioni adeguate. Oggi l’intero settore vitivinicolo californiano è seriamente a rischio.

Per approfondimenti: U.S. Drought Monitor, Meininger’s Wine Business International, The New York Times, San Francisco Chronicle, Western Farm Press, Time, Vitisphere e wine-searcher

Anche il 2022 non sta facendo eccezione e la situazione, alle porte dell’estate, è già molto critica. Secondo la mappa rilasciata settimanalmente da U.S. Drought Monitor, nonostante le recenti piogge che hanno mitigato temperature e colmato le riserve idriche nell’area nordoccidentale degli States (parte dell’Oregon e Washington State), in California si sta verificando una espansione delle condizioni anormali di siccità.

Un altro anno di grave siccità e riserve idriche a rischio

Le previsioni per le prossime settimane non sono incoraggianti e la California è dunque destinata a rimanere a secco. Intanto, i laghi Shasta e Oroville, che hanno una capacità rispettivamente di 5,6 miliardi e 4,4 miliardi di metri cubi, risultano pericolosamente vuoti. Secondo i dati raccolti a maggio, il lago Oroville è al 55% della sua capacità e il lago Shasta al 40%. Quest’ultimo fa parte del Central Valley Project; un sistema di canali lungo 644 km che da nord a sud dello Stato attinge acqua dai fiumi Sacramento e San Joaquin.
La sua importanza per l’agricoltura della regione è fondamentale, dato che rifornisce d’acqua sette delle contee agricole più produttive della California. Il lago Oroville fa invece parte del California’s State Water Project e fornisce acqua a 750.000 acri di terra e a 27 milioni di californiani; l’anno scorso, i suoi livelli sono scesi al 24% della capacità, causando la chiusura della centrale idroelettrica Edward Hyatt per la prima volta dal 1967. (Meininger’s Wine Business International).

A Los Angeles le multe per chi spreca acqua non bastano

I primi passi in direzione di un coscienzioso uso dell’acqua sono stati fatti solo di recente tramite nuove regole e multe per chi non le rispetta. Per esempio, i 4 milioni di residenti di Los Angeles possono ora irrigare i loro giardini non più di due volte a settimana, per 8 minuti al massimo e prima delle 9 o dopo le 16, quando è meno probabile che l’acqua evapori con il caldo.
Ma i californiani non sembrano aver capito la gravità del problem. A Calabasas, tra le montagne di Santa Monica (dove una casa vale in media circa 1,8 milioni di dollari) le pesanti multe hanno fatto ben poco per trattenere i proprietari, tra cui molte celebrities, dallo sperpero d’acqua. L’agenzia idrica locale ha allora iniziato a chiudere, letteralmente, i rubinetti, limitando il flusso d’acqua di coloro che infrangevano le regole. “Il cambiamento climatico non è più un rischio futuro”, afferma il responsabile del distretto idrico municipale a proposito delle misure estreme adottate. “Dobbiamo adattarci subito” (The New York Times).

Se l’industria vinicola californiana vuole sopravvivere deve usare meno acqua

Di fronte alla continua siccità, anche i viticoltori californiani sono stati chiamati a ridurre il consumo di acqua. Al momento, l’80% dell’acqua della California va all’agricoltura e secondo gli esperti l’intero settore si deve mobilitare; non basta chiedere ai ricchi proprietari delle ville californiane di smettere di innaffiare i loro giardini, così come non è sufficiente ridurre l’irrigazione dei vigneti, perché l’acqua si spreca anche in cantina, soprattutto durante le pulizie degli impianti di produzione. Intervistato dalla giornalista Esther Mobley sul San Francisco Chronicle, il ricercatore Peter Gleick, uno dei principali esperti di cambiamento climatico e siccità, ha spiegato che i viticoltori possono contribuire a migliorare la situazione. Come? Investendo in tecnologie oggi ampiamente disponibili e che consentono di riciclare le acque reflue, oppure di monitorare con precisione l’umidità del suolo, in modo da poter irrigare le viti solo dove e quando realmente necessario.

La vite è resistente alla siccità, ma non quando questa si protrae a lungo

Marcus Keller, ricercatore della Washington State University ricorda, inoltre: «Spesso ci dimentichiamo che la vite è per natura abbastanza resistente alla siccità». Se si interrompe l’irrigazione di un vigneto per un anno la vite resiste, ma il vero problema dato dal cambiamento climatico è che questo sta portando a lunghi periodi di siccità. La migliore soluzione è, dunque, l’adattamento tramite varietà ancora più resistenti alla siccità (Western Farm Press). La California dovrà ricorrere a un nuovo modello di viticoltura e una delle strade sarà quella di seguire l’esempio del Sud Italia, come aveva spiegato in precedenza Daniele Zaccaria, esperto in Idrologia associato all’Università della California a Davis.

L’esempio di Città del Capo

Secondo la giornalista del Time Aryn Baker, per sopravvivere alla grave siccità la California dovrebbe imparare da Città del Capo, che quattro anni fa ha affrontato e superato una violenta crisi idrica. Alla fine del 2017, a causa di una combinazione di cambiamento climatico, siccità e cattiva gestione delle risorse, Cape Town era sul punto di diventare la prima grande città mondiale a rimanere senza acqua. Per evitare il “Day Zero”, ovvero il momento in cui i livelli dei serbatoi scendono al di sotto di una soglia critica con conseguente interruzione delle forniture idriche domestiche, ai residenti è stato detto di limitare l’uso a 13 galloni di acqua per persona al giorno (l’americano medio attualmente ne usa 82). Grazie a una serie di nuove buone abitudini, la città sudafricana è oggi un esempio da seguire per quanto riguarda il risparmio dell’acqua.

Quando l’acqua arriva, può fare disastri

Se in California e in molte altre aree del pianeta non piove quasi più, altrove, quando la pioggia arriva, lo fa in maniera piuttosto inaspettata e violenta. Così, dopo le gelate primaverili, nelle scorse settimane l’acqua si è manifestata in Francia sotto forma di «grandinate apocalittiche», come le ha definite la stampa francese, tra cui la rivista Vitisphere. La tempesta ha colpito buona parte dalle regioni vinicole d’oltralpe, ma a questa è seguita un’altra ondata di caldo soffocante del tutto anomala (wine-searcher). Il rischio siccità è ora alle porte anche in questa parte di mondo.

Foto di apertura: l’estrema siccità registrata quest’anno in California, e non solo, è molto preoccupante © R. Stone – Unsplash

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© Riproduzione riservata - 23/06/2022

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