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“Sapere è potere” per Pasqua, Charrère, Vallarino Gancia, Gaja, Guidi e Ricci Curbastro

“Sapere è potere” per Pasqua, Charrère, Vallarino Gancia, Gaja, Guidi e Ricci Curbastro

Al termine della tornata elettorale restano ancora incerti gli scenari politici e la formazione del futuro Governo del Paese. E con i tanti problemi che la nostra Italia si trova ad affrontare in questo momento, siamo tutti ansiosi di vedere cosa accadrà. In particolare, nel mondo della vitivinicoltura ci si chiede chi sarà a guidare il Ministero delle Politiche agricole. Che ci piaccia oppure no, qualcuno si accomoderà sull’ambita poltrona e deciderà chi ascoltare e chi no, cosa avallare e cosa bocciare, cosa rendere prioritario e cosa non considerare, oltre che, come e dove spendere quel che si potrà spendere. Nei giorni scorsi abbiamo chiesto ad alcune influenti personalità del settore quali sarebbero le loro priorità se fossero a capo di questo Ministero (“L’agricoltura mai più Cenerentola”. Parlano Antinori, Nicoletto e Guidi, “Stando uniti si è più forti”. Le voci di Gardini e Vallarino Gancia, “Presentiamoci come Sistema Italia”. Le proposte di Antinori, Pasqua, Charrère, Nicoletto, Ricci Curbastro e Gaja, “Stop alla burocrazia”. Le idee di Charrère, Gaja, Ricci Curbastro, Vallarino Gancia e Gardini).

Carlotta Pasqua, presidente dell’Associazione giovani Imprenditori vinicoli italiani

PASQUA: SERVE EDUCAZIONE ALIMENTARE – Oggi Carlotta Pasqua, presidente dell’Associazione giovani Imprenditori vinicoli italiani, Costantino Charrère, presidente della Federazione italiana Vignaioli indipendenti, Lamberto Vallarino Gancia, presidente di Federvini, Angelo Gaja, Mario Guidi, presidente di Confagricoltura, e Riccardo Ricci Curbastro, presidente di Federdoc, ci parlano del bisogno, sentito fortemente dal settore, di fare formazione e di avere normative chiare e univoche. Carlotta Pasqua suggerisce: «Potenzierei i programmi educativi delle scuole per sensibilizzare i giovani a una corretta cultura alimentare e imparare a bere e mangiare bene valorizzando la dieta mediterranea e i prodotti tipici di origine».

CHARRÈRE E VALLARINO GANCIA: FORMARE E INFORMARE – Tra le misure programmatiche che attuerebbe subito Costantino Charrère c’è «l’obbligo nei programmi scolastici di inserire la materia cultura agro-alimentare, ambientale e territoriale». Fondamentale lavorare sull’informazione e sulla formazione anche per Vallarino Gancia: «Fare educazione significa prevenire e contrastare i comportamenti scorretti rafforzando le indicazioni su consumi equilibrati e corretti».

Angelo Gaja

GAJA: SCUOLE SPECIALIZZATE IN RUSSIA E CINA – Oltre che formazione interna, ci sono anche proposte di formazione esterna come ha suggerito Gaja: «Promuoverei l’apertura di scuole di formazione di chef di cucina italiana nei due Paesi in passato vietati ai nostri emigranti: Russia e Cina».

FAVORIRE L’OCCUPAZIONE E TUTELARE IL TERRITORIO AGRICOLO – E collegata alla formazione c’è poi l’occupazione: «Penserei ai giovani con l’obiettivo di migliorare l’occupazione e le opportunità di lavoro nel comparto sia attraverso un accesso facilitato al credito e a sgravi fiscali, sia con un fondo destinato ai giovani imprenditori che si impegnano alla realizzazione di aziende agricole che valorizzino il territorio e le cultivar autoctone», ha detto Carlotta Pasqua che approfitta dell’occasione per parlare di ambiente: «Va difeso il territorio agricolo dal prosperare di attività di produzione energetica non gestita o casuale, favorendo uno sviluppo pensato e regolamentato, dando impulso alle energie alternative e attraverso l’utilizzo di fonti rinnovabili da biomasse». A questo proposito Charrère sostiene la necessità «del compimento del progetto di legge Catania sulla salvaguardia del suolo agricolo italiano», ma non solo. Per lui sarebbe anche fondamentale attuare politiche di detassazione della successione famigliare in azienda.

Mario Guidi, presidente di Confagricoltura

GUIDI: NIENTE IMU SUI FABBRICATI RURALI – Per Mario Guidi un altro provvedimento necessario sarebbe l’eliminazione dell’Imu sui fabbricati rurali che ritiene: «Ingiusta e iniqua perché non tiene conto del fatto che siano beni strumentali necessari alla produzione». Per Guidi sarebbe anche fondamentale riordinare gli enti di ricerca agricoli.

RICCI CURBASTRO: UNA LEGGE CHIARA SUI PAGAMENTI – Riccardo Ricci Curbastro tira in ballo un altro provvedimento indispensabile per garantire sanità alle imprese vintivinicole e cioè: «Far chiarezza sull’applicazione di due norme ovvero l’articolo 62 del Decreto sviluppo che riguarda i pagamenti ai fornitori entro 30-60 giorni e l’articolo 59 bis della legge 134/2012 che stabilisce l’ologramma obbligatorio di garanzia per tutte le Dop/Igp, un doppione per il vino». Angelo Gaja punta il dito sulla spesa pubblica: «Imporrei ai funzionari del ministero delle regioni e delle province di dichiarare su un apposito sito le coordinate dei soggetti operanti nel settore vitivinicolo e i relativi importi di sovvenzioni pubbliche a qualsiasi titolo percepite».

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© Riproduzione riservata - 27/02/2013

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