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Resonant Technology: è nel terreno la risposta ai cambiamenti climatici

Resonant Technology: è nel terreno la risposta ai cambiamenti climatici

Attivare i microrganismi nel suolo per favorire l’assorbimento dei nutrienti attraverso le radici. È questa, secondo Marco Poggianella, imprenditore e fondatore di Resonant Technology, la strategia per rendere più efficace la viticoltura di fronte alle sfide del riscaldamento globale. Da cui è nata una gamma di prodotti che sembrano dare interessanti risultati in vigna.

Non c’è probabilmente una definizione del rapporto intimo che si stabilisce tra un vino e la zona dove è prodotto più completa di quella da sempre utilizzata dai francesi: terroir. Un termine che non indica soltanto il terreno vero e proprio, ma anche tutto l’insieme di meccanismi, rapporti, scambi mutualistici o parassitari che intercorrono tra la pianta della vite e il luogo in cui è messa dimora. Rapporti mediati dal clima, dal sole, dalla composizione chimica del terreno e dalla comunità di microrganismi, il microbioma o microbiota, che lo popola.

Due aziende, una tecnologia

Esiste un modo per sviluppare al meglio questi rapporti? In molti lo cercano da sempre. Chi pratica l’agricoltura biologica, chi segue i dettami della biodinamica; ma anche chi propende per tecniche più tradizionali o chi applica i criteri dell’agricoltura rigenerativa (di cui abbiamo di recente scritto qui). Per l’imprenditore italiano Marco Poggianella, la risposta arriva da un lungo percorso di ricerca personale, che lo ha portato a fondare due aziende, la SOP di Busto Arsizio e Resonant Technology negli Stati Uniti. E a sviluppare una tecnologia, chiamata anch’essa SOP (Save Our Planet) utilizzata in prodotti pensati per tutte le pratiche colturali, compresa la viticoltura.

Stimolare la risposta dei microrgarnismi

Si tratta di preparati in polvere «da somministrare nel terreno due volte l’anno, diluiti in acqua e irrorati da botti o con la fertirrigazione», dice Poggianella. «La loro funzione non è introdurre nuovi microrganismi nel suolo ma far sì che quelli già presenti esprimano il meglio delle loro potenzialità». In questo modo si favoriscono relazioni positive tra piante e substrato e un miglior passaggio dei nutrienti dal suolo alle radici.

Un lungo percorso

Come è arrivato Poggianella a concepire e formulare questi prodotti?
«Il mio background», dice, «è di musicista. Sono un pianista, ho studiato al liceo classico e poi musicologia e sono approdato a una passione ardente per i temi dell’ambientalismo, della natura e dell’agricoltura sostenibile. Dal mio punto di vista esiste una correlazione tra la musica, le onde sonore e quelle elettromagnetiche, con il mondo fisico, compresi gli esseri viventi. Ho iniziato così a incontrare scienziati, fisici, ingegneri, biologici e veterinari per capire come da questa mia intuizione potessero nascere strumenti concreti».

Marco Poggianella, fondatore e Ceo di SOP e di Resonant Technology

Dal prototipo al prodotto

È da queste iniziali esperienze che sono nati i primi prototipi dei preparati oggi commercializzati da Resonant e caratterizzati dalla dicitura SOP Inside.
«Sono cioè tutti basati sulla tecnologia SOP», spiega Poggianella, «estremamente nuova, capace di avere un’influenza molto forte sulle popolazioni microbiche. Durante la fase di sviluppo abbiamo visto nei nostri test come i microrganismi, per esempio batteri patogeni o utili oppure funghi, reagissero molto bene ai composti da cui poi abbiamo dato vita ai nostri prodotti».

Contro il caldo estremo

Le prime applicazioni hanno riguardato il settore dell’allevamento e della produzione del latte; poi si sono allargate a vari tipi di colture, compresa quella della vite.
«In particolare stiamo riscontrando risultati molto interessanti», dice Poggianella, «nelle zone di produzione dove i cambiamenti climatici stanno rendendo più complicata la conduzione del vigneto. I filari trattati con i prodotti Resonant hanno rivelato maggiore capacità di gestire i picchi di calore, stress idrico e siccità. Queste sono condizioni sempre più frequenti in aree produttive come la California ma, come abbiamo visto in Italia quest’anno, anche come la Toscana; in particolare, nella zona di Montepulciano».

Testimonianze dall’Alto Adige

Poggianella è in particolare soddisfatto dei risultati ottenuti in Alto Adige. Qui, racconta, «due Cantine in particolare, quella di Termeno (Cantina Tramin) e quella di Caldaro (Kellerei Kaltern) stanno utilizzando i nostri prodotti su estensioni sempre più ampie di vigneto con risultati davvero interessanti». L’imprenditore italiano cita anche l’esperienza di Jackson Family Wines, tra i clienti di Resonant: «Sono stato lo scorso novembre nei loro vigneti di Sonoma e Napa, particolarmente colpiti da ondate di calore successive nel 2021. Mi hanno riportato come i vigneti trattati con la tecnologia SOP Inside abbiano dato risultati davvero notevoli rispetto a quelli non trattati».

Respiro internazionale

Attraverso Resonant Technology Marco Poggianella sta ora cercando di dare un respiro internazionale all’attività di sviluppo condotta in Italia con SOP. L’obiettivo è distribuire i prodotti non solo in Nord America ma in tutto il mondo attraverso una strategia che prevede non soltanto di allargare la base dei clienti, ma anche di crescere sia a livello di organico che con gli investimenti in marketing. L’interesse non manca. Di recente ha scritto dei prodotti SOP Inside anche Jancis Robinson, una tra i più influenti critici del vino. E anche Forbes ha nei giorni scorsi descritto sul suo sito (qui) i programmi di crescita e di sviluppo dell’azienda.

Verifiche su campo

Un ventaglio più esteso di utilizzatori consentirà di disporre di una base più ampia di casi applicativi per confermare su base scientifica i vantaggi dei prodotti Resonant per la viticoltura riscontrati dai produttori, come del resto è già stato fatto in passato per altre applicazioni, per esempio per ridurre le emissioni di gas serra prodotte dallo stallatico (vedi per esempio qui e qui) o per ridurre la fertilizzazione azotata del mais (vedi qui).
«In ambito viticolo», conclude Poggianella, «abbiamo condotto uno studio, con esperti delle università di Milano e di California a Davis, per determinare l’apporto dei prodotti Resonant nel rafforzare l’adattabilità delle viti alle condizioni estreme indotte dai cambiamenti climatici. Il relativo articolo scientifico è attualmente in fase di peer review».

Foto di apertura: il diverso comportamento rispetto allo stress idrico tra una vite non trattata (a sinistra) e una vite trattata con prodotti Resonant Technology (a destra)

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© Riproduzione riservata - 17/01/2022

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