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Puglia vivace. Da provare

Puglia vivace. Da provare

Puglia, Puglia… ancora troppe volte questa regione viene collegata a una produzione viticola di massa e di sfuso. Certo, in parte questo è vero, la nomea “serbatoio d’Italia”, d’altronde, non è stata assegnata a caso. Eppure, durante l’ultimo Vinitaly, abbiamo avuto modo di conoscere alcune Cantine, non enormi e non famosissime, che hanno saputo cambiare orientandosi nella direzione di una produzione di qualità. E volentieri, suggeriamo alcune etichette che vale la pena di assaggiare. Ci si ritroverà immediatamente, in molti casi, a un passo dal mare, nel sole caldo, tra i profumi del Mediterraneo. Un buon modo per brindare all’estate!

Paolo Leo tra i filari a San Donaci (Brindisi)

PAOLO LEO: raccontare con un vino la propria storia. Pensa questo Paolo Leo che ci ha raccontato la storia della sua passione per la terra e della sua famiglia. Tutto cominciò a San Donaci, in provincia di Brindisi, con i 25 ettari di proprietà del suo bisavolo, ancora oggi il cuore della produzione. «Siamo a cavallo di due mari», ci ha raccontato. «I nostri vini, infatti, portano con sé salinità, Tramontana e Scirocco. Il nostro terreno è tufaceo e nella maggior parte dei casi i vigneti sono coltivati ad alberello». Primitivo, Negroamaro, Malvasia bianca e di Lecce sono le principali cultivar. All’assaggio abbiamo particolarmente apprezzato Orfeo, Negroamaro in purezza, omaggio al poeta greco, da una vigna cinquantenaria con rese molto basse, di circa 60 quintali per ettaro. Rotondo, pieno, morbido, equilibrato. Un’altra riuscita espressione di questa terra è il Salice Salentino Riserva, Negroamaro e Malvasia che insieme regalano naturalezza e pulizia dei gusti.

I soci della cooperativa Cantolio hanno investito sul Primitivo di Manduria

CANTOLIO: Una cooperativa di circa 700 soci attiva, moderna e appassionata. Questo è il ritratto, in sintesi, di Cantolio, la Cantina che ha fatto del Primitivo di Manduria il suo cavallo di battaglia. Le vigne si trovano a 500 metri dal mare, sono coltivate ad alberello (hanno più di 60 anni) e profumano della macchia mediterranea. Ed è proprio questa vicinanza al mare a cambiare completamente le capacità di espressione del Primitivo. In cantina lo hanno capito bene fin dall’inizio e per questo hanno deciso che anche le etichette dei vini dovessero ricordare questo grande mare che caratterizza così tanto la produzione. C’è infatti, il Primitivo di mare, etichetta celeste, e il Primitivo di terra, etichetta color bruciato. Sono entrambi in purezza. Cosa non facile, eppur riuscita.

PEZZAVIVA NUOVA: siamo nel cuore del tavoliere salentino in un’azienda agricola di 260 ettari specializzata nella zootecnia e nella produzione di latte e formaggi. Un’eccellenza riconosciuta su tutto il territorio che però non bastava ai fratelli Greco. «Abbiamo acquistato delle viti in una piccola vallata esposta a nord, 15 ettari in terreni di medio impasto, dalla bassa acidità. Era il 1990 e volevamo realizzare un sogno: fare vino», ci ha raccontato Piero Greco. E oggi quel desiderio si è fatto realtà con due etichette: Thyrsos, Primitivo in purezza, e Anthòs.

La cantina di Feudi di San Marzano

FEUDI DI SAN MARZANO: La Cantina nasce dall’esperienza di due importanti realtà vitivinicole: la cooperativa pugliese Cantina di San Marzano e l’abruzzese Farnese Vini con l’obiettivo di rilanciare gli autoctoni di Puglia. Oggi più di 1.500 soci coltivano la terra con l’orgoglio di vedere le proprie bottiglie fare il giro d’Europa. Metaforicamente il Primitivo è come una bella donna dal profumo intenso e speziato con sentori che ricordano il rosmarino e la vaniglia. Nasce da vigneti di oltre 60 anni allevati ad alberello. Il Negroamaro è intenso, invece, come un bell’uomo. Si presenta persistente e fruttato, di corpo, vellutato e armonico.

Il Nobile Negroamaro di Vinicola Mediterranea

VINICOLA MEDITERRANEA: Siamo nel cuore del Salento, a cavallo tra Brindisi e Lecce, in una Cantina che ha saputo trasformarsi abbandonando la produzione dello sfuso in nome della qualità. Oggi due tra le etichette di maggior successo e gradevolezza sono Il Nobile, un omaggio al Negroamaro, 500 mila bottiglie dal caratteristico retrogusto amarognolo, il 95% delle quali vendute all’estero, ed Emozione, altro Negroamaro in purezza che ha esordito per la prima volta con l’annata 2008.

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© Riproduzione riservata - 13/05/2013

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