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Il Premio Amici del Latini 2016 a Enrico Mentana

4 Ottobre 2016 Emanuele Pellucci
Un prosciutto stagionato e una targa celebrativa: nient’altro, se non la soddisfazione di entrare in un palmares che annovera il fior fiore del giornalismo e della cultura italiana. Sta tutta qui la ricompensa destinata al vincitore del “Premio Amici del Latini”, dal nome della celebre trattoria nel centro storico di Firenze che da oltre un secolo serve ai turisti di tutto il mondo, nonché agli affezionati clienti fiorentini, i piatti tipici della cucina toscana: antipasti di salumi e formaggi, zuppa di farro, ribollita, bistecca alla fiorentina, coniglio arrosto, fagioli al fiasco, trippa, schiacciata con l’uva, zuccotto e cantuccini col vinsanto.

Un premio fragrante

Quest’anno il premio, giunto alla 31esima edizione, se lo è aggiudicato Enrico Mentana, direttore del TG La7, che ieri sera ha partecipato alla cena in suo onore nel chiostro dell’ex convento di San Pancrazio, sul retro del ristorante “Il Latini”. Nel ritirare il prosciutto dalle mani di Torello Latini, che con la moglie Sonia e la figlia Emilia gestisce lo storico locale, Mentana, dopo aver ringraziato loro e la giuria, ha scherzosamente detto che «questo premio è qualcosa di solido nella sua fragranza che sono certo non arriverà a Natale!».

L'albo d'oro del Premio Amici del Latini

Nato 31 anni fa per iniziativa di Narciso Latini, padre di Torello, e dei suoi amici letterati, pittori e giornalisti frequentatori dell’antica fiaschetteria, il premio può vantare un albo d’oro che comprende, tra gli altri, Indro Montanelli, Carlo Bo, Mario Soldati, Giovanni Spadolini, Leonardo Sciascia, Mario Tobino, Enzo Biagi, Mario Luzi, Gina Lagorio, Giacomo Tachis, Sergio Romano, Ferruccio De Bortoli, Giovanni Sartori, Carlo Lizzani, Bruno Vespa, Vincenzo Cerami e Aldo Cazzullo. Tra loro anche Giacomo Tachis, grande amico di Torello, che poi sarebbe entrato a far parte della cerchia dei giurati assieme ai due stretti collaboratori di Latini, i professori Zeffiro Ciuffoletti e Cosimo Ceccuti.

Un distillato di fiorentinità

A festeggiare Enrico Mentana, insieme ad oltre 200 invitati amici della famiglia Latini, mezza giunta comunale fiorentina guidata dal sindaco Dario Nardella e dal presidente del Consiglio comunale, Eugenio Giani. Il sindaco, nel suo saluto, dopo aver sottolineato come il ristorante Latini rappresenta “un distillato di fiorentinità”, ha ricordato che «il Premio è andato a molti giornalisti, ma Enrico Mentana è stato un rivoluzionario nel suo campo». Particolarmente affettuoso il saluto tra il giornalista premiato e il “vecchio” Narciso Parigi, il cantante (e attore) della fiorentinità, noto anche ai giovanissimi per essere l’autore dell’inno ufficiale della Fiorentina Calcio che il pubblico dell’Artemio Franchi canta all’inizio delle partite.

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