Dalle Nostre Rubriche

In Italia

In Italia

100% Pignola nera per il Metodo Classico della Valtellina

18 Novembre 2018 Roger Sesto

La Pignola nera è affine al vercellese Pignolo spano (ma nulla c’entra col friulano Pignolo). È pertanto forse originaria del Piemonte, anche se oggi è riscontrabile quasi solo in Valtellina e Oltrepò Pavese. Sebbene sia quasi sempre impiegata come vitigno complementare alla Chiavennasca (il Nebbiolo valtellinese), alcuni produttori cominciano a vinificarla anche in purezza.

Tra questi Marco Triacca, patron de La Perla di Teglio (Sondrio). Che ci spiega: «Ho la fortuna di coltivare circa mezzo ettaro di un vigneto trentenne, vitato a Pignola valtellinese. Vitigno che, nel mio territorio, raggiunge una piena maturazione a inizio ottobre, e che mostra una vigoria inferiore a quella del Nebbiolo, rendendo meno fondamentale la defogliazione estiva».

 

Marco Triacca

 

Un Metodo Classico da Pignola nera

Gli chiediamo come mai abbia deciso di impiegare la Pignola per un Blanc de Noirs Metodo Classico: «Per ottenere la base spumante del mio Extra Brut La Perla vendemmiamo verso metà settembre: così  si ottiene un tenore alto di acidità e un contenuto alcol potenziale. Raccogliere prima della maturazione ottimale agevola le operazioni. La Pignola ha infatti un grappolo compatto e turgido, che risulta meno delicato se colto in anticipo».

 

La bottiglia del metodo classico Extra Brut La Perla

 

Il segreto è l’iperossidazione

In cantina il mosto ottenuto dopo una pressatura soffice viene sottoposto alla tecnica dell’iperossidazione: le sue molecole ossidate, costituite da antociani e tannini, precipitano sul fondo del serbatoio tramite chiarifica, a beneficio di limpidezza e pulizia dello stesso. «La base del concetto di questa tecnica», continua Triacca, «è che tutto ciò che si ossida prima nel mosto, non ha più modo di ossidarsi poi nel vino. Questo lo rende più longevo in quanto più integro e stabile».  Dal 1° agosto nel disciplinare dell’Igt Alpi Retiche, è stata aggiunta la tipologia Spumante Metodo Classico, ove è previsto l’impiego dei vitigni autoctoni valtellinesi.

 

Per conoscere gli altri autoctoni della Lombardia clicca qui

L’articolo sui vitigni autoctoni lombardi prosegue su Civiltà del bere  6/2017. Se sei un abbonato digitale, puoi leggere e scaricare la rivista effettuando il login. Altrimenti puoi abbonarti o acquistare la rivista su store.civiltadelbere.com (l’ultimo numero è anche in edicola). Per info: store@civiltadelbere.com

 

 

In Italia

La prima verticale di Masseto sarà alla Monza Wine Experience

Sabato 14 novembre, in assaggio sei annate (2023, 2020, 2015, 2005, 2001, […]

Leggi tutto

Tommasi, due progetti celebrano la longevità dell’Amarone

La Biblioteca di Famiglia, un prezioso cofanetto di tre vecchie annate destinato […]

Leggi tutto

Domaines Ott, le tre anime della Provenza

Un territorio fatto di luce, vento e pietra, che ogni tenuta della […]

Leggi tutto

Conte Vistarino: il nuovo cru Ottavia è un Pinot nero dall’anima contemporanea

Dopo Bertone, Tavernetto e Pernice, la vinificazione in rosso prosegue con una […]

Leggi tutto

Storia completa di un vino: Ronco delle Mele

Siamo andati a Dolegna del Collio per celebrare i 30 anni di […]

Leggi tutto

Gruppo Meregalli, un alleato per Cantine e ristoratori

La società d’importazione e distribuzione di fine wines e spirits vanta 170 […]

Leggi tutto

Elisa Semino e i Timorasso La Colombera protagonisti all’Enoluogo

Al centro dell’incontro tre espressioni aziendali: il Derthona “classico” e i cru […]

Leggi tutto

Un vigneto per due: la Solenga di Stradella

Andrea Picchioni e Giulio Fiamberti condividono una porzione di collina vitata dell’Oltrepò […]

Leggi tutto

Memoria, modernità e accoglienza: Zorzettig vara Cantina Viva

A Spessa di Cividale nasce la nuova casa dell’azienda friulana: un investimento […]

Leggi tutto
X

Hai dimenticato la Password?

Registrati