Che cosa prevede il nuovo decreto Sostenibilità approvato dal Governo

Che cosa prevede il nuovo decreto Sostenibilità approvato dal Governo

Il decreto Sostenibilità approvato il 23 giugno dal Ministero della Politiche agricole italiano è un traguardo molto atteso, che pone il nostro Paese come unico al mondo, al fianco della Nuova Zelanda. Ecco qualche anticipazione sul disciplinare di produzione.

Nella partita della sostenibilità l’Italia è arrivata prima in Europa. In un contesto globale dove l’attenzione ambientale, economica e sociale è considerata motore di ripartenza dell’economia, il 23 giugno il Mipaaf ha approvato il decreto Sostenibilità. Il provvedimento sancisce la costituzione di un comitato di sostenibilità vitivinicola, coordinato dal direttore generale alle Politiche internazionali e Ue; lo scopo è definire un disciplinare di produzione e un sistema di monitoraggio.

Il decreto Sostenibilità guarda al futuro

Il provvedimento è «un primo tassello fortemente voluto da Unione Italiana Vini», ha dichiarato il segretario generale Uiv Paolo Castelletti. «È la chiusura del cerchio di uno strumento normativo e di mercato che risponderà a sfide e obiettivi della nuova Politica agricola comune e della strategia Farm to fork; focus che saranno al centro della nostra prossima assemblea generale, il 6 luglio». Aggiunge il presidente Ernesto Abbona: «Ora serve accelerare sul disciplinare per chiudere un quadro giuridico che consentirà alle imprese di applicare il nuovo modello già a partire dalla prossima vendemmia».

Verso un nuovo modello per la prossima vendemmia

Il disciplinare, si legge nel decreto, “riporta l’insieme delle regole produttive e di buone pratiche finalizzate a garantire il rispetto dell’ambiente”. Ma anche “la qualità e sicurezza alimentare, la tutela dei lavoratori e dei cittadini, un adeguato reddito agricolo”. «In 40 punti, è già pronto e al vaglio del Ministero con cui abbiamo lavorato da circa tre anni. Sono fiducioso che l’approvazione arriverà presto», ci anticipa Paolo Castelletti. «Prevediamo un’importante adesione delle aziende dal 2022».

Qualche anticipazione sul disciplinare in lavorazione per il decreto Sostenibilità

Il disciplinare previsto dal nuovo decreto Sostenibilità sarà basato sul sistema nazionale di produzione integrata declinato nelle regioni, con regole uniche sull’uso di agrofarmaci e prassi sostenibili in vigna e in cantina. Le aziende vitivinicole che otterranno la certificazione potranno utilizzare un logo pubblico per distinguere i loro vini sostenibili sui mercati. Le realtà che hanno già certificazioni ambientali possono essere inserite nel nuovo standard sostenibile senza costi e per un periodo transitorio di due anni.

Cresce l’attenzione dei consumatori

«L’interesse per i vini sostenibili è cresciuto dal 2019. Dopo un iniziale rallentamento con i lockdown nei primi mesi di pandemia è aumentato, nell’ambito di un trend salutistico e di attenzione per la natura che prevediamo continui», ci spiega Pierpaolo Penco, country manager Italia per Wine Intelligence. «L’importante è che la sostenibilità venga ben comunicata in etichetta, in base a un modello univoco riconosciuto». Lo evidenzia il report di ottobre-novembre 2020 di Wine Intelligence, condotto su 17 mila consumatori regolari di vino in 17 Paesi nel mondo.

La sostenibilità premia in Usa, Germania e Uk

I vini prodotti in modo sostenibile sono al secondo posto tra 13 giovani tipologie ad alto tasso di crescita. Dietro solo ai biologici, ma ben più considerati rispetto, per esempio, ai vini senza conservanti, a quelli senza solfiti, agli orange, ai prodotti a basso tenore alcolico, ai biodinamici o ai vegani. Tra i Paesi più sensibili spiccano gli States, la Germania e il Regno Unito, che rappresentano la top 3 della domanda di vino italiano; ma anche i Paesi del Nord Europa, la Svizzera, il Brasile e l’Australia.

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Foto di apertura: © Jaime Casap – Unsplash

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© Riproduzione riservata - 26/06/2021

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