Rapporto AGRIcoltura100: quanto sono sostenibili le aziende italiane?

Rapporto AGRIcoltura100: quanto sono sostenibili le aziende italiane?

La ricerca, promossa da Reale Mutua in collaborazione con Confagricoltura e realizzata da Innovation Team del Gruppo Cerved, ha preso in considerazione un campione di 1.850 imprese agricole nazionali. Ecco le principali evidenze emerse. 

Oggi si parla tanto di sostenibilità, ma nella maggior parte dei casi il discorso resta teorico, potremmo quasi dire teoretico, sganciato com’è dalle evidenze pratiche e numeriche. Andando alla ricerca di dati concreti, ci siamo imbattuti nel primo Rapporto AGRIcoltura100 (qui il link per scaricare il testo completo) promosso da Reale Mutua in collaborazione con Confagricoltura e realizzato da Innovation Team del Gruppo Cerved.

L’analisi su 1.850 imprese agricole

Presentato ufficialmente lo scorso marzo, AGRIcoltura100, è un progetto pluriennale nato con l’obiettivo di “monitorare e valorizzare il contributo dell’agricoltura alla crescita sostenibile dell’Italia e alla sua ripartenza dalla crisi del Covid-19”. Questa prima edizione della ricerca ha coinvolto 1.850 imprese agricole di tutti i comparti e le regioni italiane. Per ciascuna azienda sono stati elaborati 17 indici di sostenibilità raggruppati in quattro macro aree: E (Environment – Sostenibilità ambientale), S (Social – Sostenibilità sociale), G (Gestione – Gestione dei rischi e delle relazioni) e D (Development – Qualità dello sviluppo). Di seguito le principali linee di tendenza emerse dall’analisi dei dati. 

Una sostenibilità diffusa e trasversale

Il 17,8% delle imprese ha un livello di sostenibilità alto e il 30,3% medio-alto. Nel complesso non si notano particolari differenze tra le aree geografiche e il tipo di attività produttiva esercitata. Pensando alle dimensioni: l’80% delle aziende più grandi ha un livello di sostenibilità alto o medio-alto, mentre tra le aziende più piccole (con meno di 5 addetti) tale livello è raggiunto da più di un terzo della compagine (34,2%).  

In pole position la sostenibilità ambientale 

Tra le quattro aree individuate dallo studio, quella della sostenibilità ambientale (E) è sicuramente la più promossa da parte delle imprese. In particolare si registrano iniziative finalizzate al miglioramento dell’efficienza nell’utilizzo delle risorse (il 97,9% delle aziende), alla garanzia della qualità dei prodotti e della salute alimentare (88,4%), alle attività di gestione del rischio idrogeologico (56,8%). Diffusi anche i progetti di gestione e riduzione delle emissioni (55,9%) e di innovazione per la sostenibilità ambientale come l’uso di dati per i processi gestionali e produttivi o di tecnologie di precisione (30,7%).

L’impegno sul fronte sociale 

Anche sul fronte della sostenibilità sociale (S) si nota una grande attenzione. Il 67,5% delle imprese si dice impegnato nella valorizzazione del capitale umano con attività di formazione professionale ed extraprofessionale dei lavoratori, ma anche di cooperazione con le scuole per l’inserimento dei giovani e di formazione sulla sostenibilità. Interessante il dato sull’impegno nei confronti delle comunità locali (60,9%) e nei rapporti con le reti e la filiera (56,8%). 

La sostenibilità gestionale

La sicurezza sul lavoro è un altro tema molto sentito, che vede attive il 66,6% delle aziende con iniziative di formazione, controlli e certificazioni. Da ricordare anche la percentuale delle realtà impegnate nella gestione dei rischi: il 74,9% dichiara di aver firmato polizze assicurative contro gli eventi atmosferici, per la protezione del patrimonio aziendale e per la responsabilità civile. 

Missione sviluppo

Partendo dal presupposto che la sostenibilità rappresenta un volano per il business aziendale, AGRIcoltura100 si è proposta di misurare anche la qualità dello sviluppo delle aziende agricole, ossia l’area D (Development). I dati mostrano come circa un’impresa agricola su tre (32,5%) possiede un livello di qualità dell’occupazione alto o medio-alto, si impegna nell’offrire rapporti di lavoro stabile e di qualità, facilitando l’accesso e la formazione dei giovani e sostenendo il lavoro delle donne con iniziative di tutela dei diritti e conciliazione vita-lavoro. Ancora, oltre un’impresa su tre (37,2%) ha un livello alto o medio-alto di innovazione. 

Le conseguenze della pandemia 

Con la pandemia, l’importanza della sostenibilità nella cultura aziendale è cresciuta? Decisamente sì. Circa la metà delle imprese agricole ha dichiarato che la sostenibilità è aumentata di importanza in tutte le aree. In primis quella ambientale (52,4%) poi quella sociale (50,5%) e della gestione dei rischi e delle relazioni (48,7%).

Foto in apertura © AGRIcoltura100

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© Riproduzione riservata - 05/06/2021

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