Dall'Italia Dall'Italia Jessica Bordoni

Nasce Damilano Barolo Cannubi Riserva 1752

Nasce Damilano Barolo Cannubi Riserva 1752

«Una sfida meravigliosa». Così ieri i cugini Paolo, Mario e Guido Damilano, quarta generazione a capo dell’omonima azienda di La Morra, hanno definito la loro Riserva di Barolo Cannubi 1752, presentata in anteprima assoluta alla stampa italiana con la vendemmia 2008.

L’omaggio alla storia

«Sette anni fa abbiamo deciso di dar vita a questo progetto ambizioso per valorizzare il nucleo storico dei vigneti di Cannubi, di proprietà della famiglia dal 1935», spiega Paolo Damilano. «Le uve da cui nasce la Riserva provengono da una parcella di circa due ettari situata nella parte più alta e centrale della collina, con piante di Nebbiolo che raggiungono il mezzo secolo di vita». L’anno 1752 è un omaggio all’esemplare di bottiglia più antica mai ritrovata nelle Langhe, oggi conservata nella città di Bra. «Sull’etichetta, accanto alla data, compare proprio la scritta Cannubi. Il Barolo era ancora di là da venire, ma le vigne di una delle sue future sottozone più blasonate erano già celebri per la qualità delle uve».

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Da sinistra Alessandro Bonelli, Mario Damilano, Beppe Caviola, Paolo Damilano e Guido Damilano

L’elegante vivacità del Cannubi

«La nostra filosofia produttiva si fonda sul concetto di cru», prosegue Guido Damilano. «E la Riserva 1752 simboleggia tutto l’impegno, il rigore, la passione e la ricerca che ogni giorno mettiamo nel nostro lavoro». Cannubi si trova tra le colline di La Morra e Serralunga. «I suoi terreni di origine tortoniana ed eleveziana sono composti da marne argillose. L’elevata presenza di sabbia, circa il 45 per cento, dona al vino note particolarmente fruttate, una speciale eleganza e una vivacità in termini di colore e tannino che lo rendono semplicemente inconfondibile, unico al mondo».

L’iter di produzione

Per la spiegazione tecnica, la parola passa al direttore di cantina Alessandro Bonelli e al consulente esterno Beppe Caviola, che della Riserva 1752 hanno seguito la parte enologica. «La resa per ettaro è molto bassa, siamo intorno ai 40 quintali», spiega Bonelli. «Dopo la raccolta, l’uva subisce un’ulteriore selezione in cantina. La fermentazione dura circa 20 giorni, con leggera macerazione, a cui segue una successiva macerazione a cappello sommerso per almeno un mese. Dopo la svinatura, il vino decanta in acciaio e poi svolge la malolattica e l’intero processo di maturazione in legno: 60 mesi in botte grande e 24 mesi in bottiglia».

barolo-damilano-riserva 1752 caliceStruttura, freschezza e complessità

«L’annata 2008 è stata tutt’altro che facile. Si sono registrati un ritardo del germogliamento di circa 20 giorni e un periodo particolarmente piovoso tra l’11 maggio e il 10 giugno, a cavallo delle fasi di fioritura e l’inizio dell’allegagione. La vendemmia si è rivelata una delle più tardive dell’ultimo decennio, ma ha premiato i grandi cru, conferendo a questa Riserva una grandiosa struttura, freschezza e complessità fuori dal comune», conclude Beppe Caviola, ricordando come si tratti del primo esempio di Riserva Cannubi presentata sul mercato dopo sette anni dalla vendemmia (contro i canonici cinque).

Prodotta in 6.600 bottiglie, la Riserva 1752 Barolo Cannubi Damilano ha un prezzo di 150 euro e viene venduta esclusivamente in casse da 6, anche in formato Magnum, 3 e 5 litri.

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© Riproduzione riservata - 15/09/2015

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