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Manditocai un progetto tutto friulano firmato Livon

12 Dicembre 2011 Jessica Bordoni
Un termine solo e cento significati. Parliamo del Collio Doc Manditocai, l’ultima etichetta lanciata sul mercato dalla Casa vinicola Livon di San Giovanni al Natisone (Udine). Manditocai in dialetto friulano vuol dire “Ciao Tocai” ed è anche il nome del vigneto da cui provengono le uve Tocai Friulano selezionate per produrre il vino, rigorosamente vendemmiate a mano e portate in cantina per essere pressate a grappolo intero. Dopo una leggera decantazione a freddo di 24 ore, metà del mosto viene lasciato maturare in botte d’acciaio e l’altra metà in barrique di rovere ungherese. Seguono otto mesi di affinamento in barrique prima di procedere con l’imbottigliamento di almeno quattro mesi. Ne risulta un bianco di colore giallo paglierino con riflessi dorati dal profumo di foglie di pesco e noce moscata con note speziate, morbido e con retrogusto di mandorla amara. Si distingue per finezza, struttura, ottima mineralità e salinità. «Due sono i punti cardine sui quali ruota il progetto Manditocai», ci spiegano Tonino e Valneo Livon, «il suolo e l’età media dei ceppi di vigna. Il suolo è quello della collina di Ruttars, nella zona del Collio, denominato flysh, un deposito sedimentario di origine marina dove si alternano roccia arenaria, calcare, argilla o marna. Questi sedimenti, estremamente friabili e poveri in sostanza organica, sono dotati di un’ottima capacità drenante. Noi Livon cerchiamo valorizzare questo suolo eccezionale con metodi di agricoltura integrata basati sull’osservazione e il rispetto dell’ambiente». Da novembre è disponibile sul mercato la prima annata del Manditocai, con uve della vendemmia 2006. Il prezzo medio in enoteca è di 20 euro.  

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