Mondo

Mondo

Maltempo in California: diversi i disagi, ma le vigne ringraziano

26 Gennaio 2023 Anita Franzon

Da San Francisco a Los Angeles il 2023 è iniziato con un’ondata di freddo e piogge seguita da diversi allagamenti e disagi. “Data la devastazione diffusa, è difficile interpretare questa tempesta come qualcosa di buono, ma c’è un settore che ringrazia: è quello vitivinicolo”, scrive la giornalista Esther Mobley sul San Francisco Chronicle. Dopo un 2022 eccezionalmente arido, la California ha affrontato nelle scorse settimane una serie di forti temporali, raffiche di vento e, in alcune zone, anche nevicate.

Per approfondimenti: San Francisco Chronicle, Wine Spectator, BBC, The New York Times e The New York Times

Come spesso accade in seguito a un lungo periodo di siccità, l’area non era preparata all’arrivo di grandi quantità d’acqua in poco tempo. Le precipitazioni hanno così provocato smottamenti, allagamenti, caduta di alberi e interruzioni di corrente causando danni stimati per 30 miliardi di dollari

Per i viticoltori californiani la pioggia è un sollievo

Nelle zone più colpite dal maltempo, alcune Cantine hanno dovuto fermare il lavoro per qualche giorno e chiudere le sale degustazioni. Nonostante i disagi temporanei, al momento non si contano danni ai vigneti. Anzi.
«Il lato positivo è che abbiamo superato la nostra media annuale di precipitazioni invernali; dopo diverse annate consecutive di siccità, questo è un sollievo», afferma il viticoltore Jason Haas di Tablas Creek (Paso Robles) su Wine Spectator.

Le premesse per una buona annata

Lo stesso viticoltore intervistato anche dalla BBC, continua: «Le piogge invernali che danno nutrimento alle viti mentre sono dormienti e non hanno ancora iniziato a produrre frutti, sono quasi sempre una buona cosa. (…) Non è una garanzia che i vini saranno ottimi, ma ci solleva da una delle preoccupazioni più grandi; cioè che non ci sarà abbastanza acqua per le nostre piante».
Oltre alla 2022, anche le annate 2020 e 2021 sono state critiche per i produttori di vino californiano, colpiti dagli incendi e dalle conseguenze della crisi climatica in atto. Ora che le piogge hanno reintegrato le acque sotterranee e riempito i bacini idrici, i viticoltori sperano che queste siano le premesse per una buona annata.

Ma è ancora troppo presto per festeggiare

Secondo i dati della National Oceanic and Atmospheric Administration riportati dal The New York Times, le precipitazioni in tutta la California sono al momento ben al di sopra della media degli ultimi 70 anni. Ma vista la gravità della siccità sofferta nei mesi scorsi, se a questa prima serie di piogge non ne seguiranno altre la situazione tornerà di nuovo critica nel giro di poco tempo. Pioggia e neve sono senza dubbio una buona notizia per l’approvvigionamento idrico, ma è improbabile che pongano fine alla siccità. Secondo il Drought Monitor statunitense fino a un mese fa l’80% dello Stato si trovava in una grave condizione di aridità. Questa percentuale, sebbene ora sia scesa, rimane ancora al 46%.

Il clima che cambia: tra lunghi periodi senza piogge e disastri improvvisi

«In California avremmo bisogno di un paio di anni con la giusta quantità di pioggia per farci uscire dall’emergenza siccità», ha dichiarato Alex Hall, direttore del Center for Climate Science dell’UCLA. I livelli d’acqua dei più grandi bacini idrici dello Stato, tra cui i laghi Shasta e Oroville, rimangono infatti al di sotto della media storica. Analizzando i dati disponibili dall’inizio del nuovo secolo, secondo il Drought Monitor USA il sudovest degli Stati Uniti ha avuto già ben quattro periodi di siccità persistente: 2001-04, 2007-09, 2012-16 e quello attuale. E nel passaggio tra questi cicli aridi ci sono stati solo pochi periodi di tempo piovoso, spesso con risultati catastrofici, come quello che si è verificato nelle ultime settimane (The New York Times).

Foto di apertura: il 2023 si è aperto in California con un’ondata di maltempo che ha portato diversi disagi ma sollievo alla viticoltura © T. Vick

Mondo

Il vino secondo i giovani: all’estero condividono le storie

Un enologo senese che si occupa di accoglienza e vendita diretta in […]

Leggi tutto

Senza Meja, associazione di amici e vignaioli “senza confini”

Più che di un insieme di aziende tra Italia e Slovenia, si […]

Leggi tutto

Enoturismo: a che punto siamo?

Il Global Wine Tourism Report 2025 – la più ampia indagine mai […]

Leggi tutto

Pellegrini: l’Ai al servizio della Cyber Cuvée con Mission 3

È il terzo (e verosimilmente ultimo) capitolo del progetto dell’importatore e distributore […]

Leggi tutto

Champagne Louis Roederer: Cristal 2016 abbraccia la luce

Lo Champagne d’eccellenza della Maison francese esce in un nuovo millesimo luminoso, […]

Leggi tutto

La “nuova normalità” dello Champagne

Le considerazioni post Champagne Experience di Luca Cuzziol (presidente Excellence Sidi e […]

Leggi tutto

Vini d’Alsazia? Sempre più essenziali

Questo contenuto è riservato agli abbonati digitali e Premium Abbonati ora! €20 […]

Leggi tutto

Sherry, il ritorno di un classico (1): perché piace ai nuovi consumatori

Questo contenuto è riservato agli abbonati digitali e Premium Abbonati ora! €20 […]

Leggi tutto

Storie di Champagne: André Robert e la purezza cristallina di Le Mesnil-sur-Oger

Una piccola (e storica) realtà che produce bollicine di terroir nel celebre […]

Leggi tutto
X

Hai dimenticato la Password?

Registrati