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Torna l’ombra delle gelate primaverili sulla Francia

13 Aprile 2023 Anita Franzon

Dopo un inverno mite, le gelate primaverili sembrano ormai diventate un appuntamento fisso. La scorsa settimana l’allerta ha coinvolto buona parte della Francia che, memore dei danni subiti ad aprile 2021, si è tempestivamente attivata per evitare un nuovo disastro.

Per approfondimenti: Washington Post, La revue du vin de France, Le Kiosque, Le Figaro e Mon-Viti.com

Tali eventi, un tempo considerati anomali, oggi si verificano con cadenza più regolare. I produttori cercano allora di non farsi trovare impreparati grazie a studi e innovazioni. Nella Valle della Loira, per esempio, il gelo ha colpito nelle annate 2012, 2016, 2017, 2019 e 2021, ovvero cinque volte in dieci anni. Nel 2021 il ghiaccio ha devastato 10.000 ettari di vigneti della Provenza, con perdite variabili tra il 20 e il 60% della produzione. In generale, in tutta la Francia, due anni fa il gelo ha causato perdite per 2 miliardi di euro.

Gelo: l’aumento del rischio entro il 2050

Entro il 2050, il cambiamento climatico «aumenterà del 60% il rischio di rivivere un episodio come quello del 2021», ha calcolato Serge Zaka, meteorologo. E ha specificato: «È una certezza, perché abbiamo guadagnato 10 giorni sul germogliamento della vite, con conseguente maggiore esposizione della pianta al periodo delle gelate primaverili, che generalmente va da aprile e metà maggio». Oggi, di fronte a questi cambiamenti, i viticoltori sono alla ricerca di soluzioni utili e sostenibili. Nonostante l’accensione dei fuochi in vigna sia una pratica diffusa e anche molto scenografica – come testimoniano le foto pubblicate dal Washington Post – esistono oggi metodi più efficaci per contrastare il gelo nelle vigne.

Nuove soluzioni per contrastare il ghiaccio in vigna

Tra le soluzioni più innovative per La revue du vin de France c’è anche FroLight; un sistema di luci che corre lungo le viti da installare all’inizio della primavera e da accendere in caso di allerta gelate. Ideato da un’azienda belga, FroLight funziona tramite infrarossi (e non per irraggiamento termico, come avviene con i cavi scaldanti); la luce rilascia calore protettivo, ma senza che il dispositivo si riscaldi. La soluzione VitiTunnel è invece nata a Bordeaux, dove è testata dal 2019. Inizialmente creata per ridurre i trattamenti fitosanitari, serve anche come protezione dal gelo. Il cannone ad aria calda R-CAN® 1.8 della Paetzold Equipment (azienda bordolese) diffonde un flusso di aria pulsata (e non agitata) senza fumo, ha inoltre il vantaggio di non essere un’attrezzatura permanente e di poter essere spostato molto rapidamente, anche durante il funzionamento.

Più paura che danni

I dispositivi citati sono, però, al momento molto costosi e ancora in fase di perfezionamento. All’interno della denominazione Saumur-Champigny i vignaioli hanno principalmente usato speciali stufe che soffiano aria calda sulle viti, mentre altri hanno installato le torri antigelo o i cavi scaldanti (Le Kiosque). Ma nella Valle della Loira il freddo ha fatto più paura che danni.
«Grazie alle nostre attrezzature e alla vigilanza costante, per ora abbiamo risparmiato il raccolto», afferma la viticoltrice Amélie Neau su Le Figaro. Stessa situazione per il Muscadet: «L’episodio è stato breve e poco intenso», specifica François Robin, responsabile della comunicazione della Fédération des Vins de Nantes. Che continua: «Inoltre, il germogliamento della vite è meno anticipato rispetto allo scorso anno e pensiamo che i danni saranno molto limitati. Non ha niente a che vedere con il 2021, per fortuna!».

È importante non abbassare la guardia

Ma i cosiddetti “Santi di Ghiaccio”, i giorni tra l’11 e il 14 maggio che, secondo la tradizione popolare, possono coincidere con un tardivo e brusco abbassamento delle temperature, sono ancora lontani. Lionel Gosseaume, enologo e presidente di InterLoire, ritiene che sia importante non abbassare la guardia perché queste anomalie meteorologiche sono e saranno sempre più frequenti: «Mio padre ha affrontato solo due episodi simili in tutta la sua carriera. Adesso accadono ogni anno. È estenuante. Bisognerà aspettare metà maggio e i “Santi del ghiaccio” per poter respirare». Intanto, Mon-Viti.com ha messo a disposizione dei viticoltori francesi un webinar che spiega come adattarsi alle gelate primaverili: vengono date proiezioni climatiche, spiegati gli impatti delle gelate sulla vite, ma anche i metodi di lotta passiva o attiva.

Foto di apertura: in Francia si teme l’arrivo delle gelate primaverili che nel 2021 hanno fatto parecchi danni © J. Blueberry-Unsplash

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