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Livon: grande cru frutto del legno

15 Aprile 2010 Roger Sesto
Braide Alte, al confine con la Slovenia, è uno dei vigneti più rappresentativi dell’azienda Livon di Dolegnano (Udine); è allevato a Sauvignon blanc e Chardonnay, i vitigni principali, a cui si affiancano alcune viti di Picolit e Moscato giallo. La prima annata dell’omonimo vino risale al 1996. La sua particolarità è la vinificazione separata delle diverse varietà d’uva, in barrique a temperatura controllata; dopo 6 mesi avviene l’assemblaggio in una botte grande. Qui il vino rimane altri 4 mesi per ottenere un amalgama di profumi e un prodotto fine ed elegante. Segue l’imbottigliamento e l’affinamento di altri 6 mesi prima della distribuzione. Ci racconta Valneo Livon: «Il Braide Alte nasce da un progetto iniziato ben 18 anni fa: il nostro intento era quello di produrre un bianco di grande struttura per poi degustarlo in verticale negli anni successivi e avere uno storico aziendale. Il Braide Alte mantiene una grande struttura anche per effetto di una maggiore produzione di mannoproteine ottenute dall’abbassamento della temperatura in barricaia durante la fermentazione, che in questo modo viene rallentata. Questo permette di ottenere vini con profumi puliti ed eleganti. Le migliori annate? La 1998, 1999, 2001, 2003, con la 2006 e 2007 in divenire. Vendemmie che si sono distinte grazie a una più bassa produzione naturale delle piante. Peraltro attente lavorazioni in vigna possono ridurre gli sbalzi qualitativi fra un’annata e l’altra».

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