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Liv-ex: il 2021 è stato un anno d’oro per i fine wines (italiani inclusi)

16 Dicembre 2021 Anita Franzon

Il 2021 è stato l’anno di maggior successo per il mercato secondario dei cosiddetti vini pregiati, che ha battuto tutti i record precedentemente stabiliti nel 2020. Lo dice l’ultimo rapporto “The Fine Wine Market in 2021” dell’indice internazionale Liv-ex, il mercato globale per il commercio del vino. I collezionisti continuano a puntare sulle etichette e sulle regioni classiche come Champagne e Borgogna (che hanno visto i maggiori aumenti di prezzo). La base di mercato si sta però ampliando e diversificando, ma a spese di altre regioni – come Bordeaux – che hanno in precedenza plasmato il ranking. In ogni caso, il vino rimane un investimento vincente e dal piacere assicurato tanto che, da ben 18 mesi, tutti gli indici sono positivi.

Per approfondimenti: Liv-ex

La pandemia e tutte le sue conseguenze non hanno frenato il mercato dei cosiddetti vini pregiati, che sono sempre rimasti sotto i riflettori dei collezionisti. Nel 2021, in particolare, il mercato dei fine wines è cresciuto come mai era accaduto in precedenza, aiutato dalla fine dei dazi statunitensi sulle importazioni di buona parte del vino europeo (sospesi per i prossimi 5 anni a partire dallo scorso giugno), consentendo ai consumatori nord-americani di recuperare gli acquisti mancati nel 2020.

Un ottimo investimento

In tutto il mondo, inoltre, il vino pregiato continua a essere considerato un ottimo investimento. A evidenziare tale interesse è l’ultimo rapporto “The Fine Wine Market in 2021” stilato attraverso gli indici Liv-ex 100, 1000 e 50, che seguono le vendite dei vini più ricercati. Tali indici mostrano una continua crescita del mercato nel 2021, avvenuta costantemente mese dopo mese, da ben 18 mesi.

Un mercato ampio e diversificato

Da una parte, regioni vinicole finora sconosciute stanno conquistando i collezionisti che, per la prima volta, hanno rivolto attenzione a vini provenienti, per esempio, da Libano, Armenia, Austria e Regno Unito. Dall’altra parte, aree già apprezzate come la Champagne (il cui mercato è cresciuto in particolare negli Usa, tanto da superare il Regno Unito come miglior acquirente), la Borgogna (i cui prezzi sono aumentati ulteriormente), l’Italia e la California hanno potenziato il loro appeal tra gli appassionati e gli investitori, che stanno puntando su una maggiore varietà di etichette.

Cresce la Borgogna, ma scende Bordeaux

La Borgogna esemplifica il caso della diversificazione all’interno della regione stessa, poiché gli acquirenti cercano valore tra diverse fasce di prezzo. Questo consente anche a nuove etichette di entrare nel mercato secondario, ma spese di altre regioni; mostra, infatti, un deciso calo il commercio dei vini di Bordeaux, che tocca minimi storici, pur rimanendo una componente estremamente importante in questo mercato.

Foto di apertura: J. Balseiro – Unsplash

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