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Le sei tendenze della ProWein

Le sei tendenze della ProWein

Cresce la presenza di produttori italiani alla ProWein di Düsseldorf, in Germania; si è passati infatti dai 730 del 2011 ai 750 di quest’anno. Un segnale, insieme ad altri, che abbiamo raccolto ieri, 5 marzo, durante la nostra visita al secondo giorno della fiera che si chiuderà oggi. Con complessivamente oltre 3.900 espositori provenienti da 50 Paesi e circa 40 mila visitatori specializzati attesi, ProWein conferma il suo ruolo di grande collettore internazionale. Una manifestazione pratica, funzionale, commerciale, senza caos e dove davvero si può fare business.

Ecco in pillole le tendenze emerse dalle nostre interviste a produttori italiani, importatori e agenti di vendita:

– MERCATO TEDESCO: lo stato di salute è buono, anche se c’è poco dinamismo. I tedeschi, attenti per abitudine al loro budget di spesa, oggi stanno imparando a guardare sempre di più alla qualità e a riconoscerla. Ma è necessario saperla comunicare e puntare soprattutto sul brand. Inoltre gli italiani devono imparare a lavorare in Germania con serietà e professionalità, senza approssimazioni insomma.

– CRISI: i tedeschi hanno capito prima di noi che non siamo più in uno stato di crisi destinato a finire, ma che sono cambiati completamente gli scenari e che deve necessariamente essere modificato il nostro modo di lavorare. E a questo si stanno preparando.

– LIQUIDITA’: anche i tedeschi, non in maniera così grave come accade in Italia, hanno qualche problema di liquidità. Però qui è difficile che i pagamenti superino i 60 giorni di attesa. Per questo il mercato tedesco è tornato a essere molto appetibile dalle nostre Cantine.

– IMPORTATORI, DISTRIBUTORI E BUYER: la crisi ha generato un grande turnover nella scelta di importatori, distributori e buyer.

– PREZZI: gli italiani hanno aumentato i propri listini prezzi mediamente del +5%. Ricordiamo che i vini più consumati dal mercato tedesco appartengono a una fascia di prezzo compresa tra 1,99 euro e 4,99 euro. Questo non significa che non ci sia spazio anche per altri segmenti. Ci hanno segnalato infatti che è in leggera crescita anche la richiesta di vini che al cliente di un ristorante in Germania costano oltre 40 euro sul tavolo.

– VINI: piacciono molto i vini veneti, ma bisogna fare attenzione al fenomeno Prosecco. La Germania molto probabilmente non sarà in grado di assorbire l’enorme quantità di Prosecco che avremo a disposizione grazie all’allargamento della Doc. Mentre fino a qualche mese fa si sceglievano solo le etichette più economiche, oggi il consumatore tedesco è disposto a spendere mediamente 1,50 euro in più di prima per bere delle bollicine italiane. Continua il successo del Chianti, delle Barbere. In calo invece il successo della Sicilia.

Nel numero di maggio-giugno di Civiltà del bere, la cronaca completa della Fiera.

La presenza di produttori italiani alla ProWein di Düsseldorf è in aumento: si è passati dai 730 del 2011 ai 750 di quest'anno

 

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© Riproduzione riservata - 06/03/2012

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