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La vendemmia francese è peggiore del previsto

19 Settembre 2024 Anita Franzon
La vendemmia francese è peggiore del previsto

Dopo un 2023 come primo produttore mondiale in termini di volume, secondo le nuove statistiche del Ministero dell’agricoltura francese, l’annata 2024 – insieme alla 1957 e alla 2021 – potrebbe  scendere al di sotto dei 40 milioni di ettolitri ed essere ricordata come una delle più scarse degli ultimi decenni.

Per approfondimenti: The drinks business, Decanter, Meininger’s International, Jancisrobinson.com e La revue du vin de France

Si tratta di una stima in netto calo rispetto ai dati comunicati ad agosto. Tale risultato è dovuto alle condizioni climatiche sfavorevoli che hanno ridotto il potenziale produttivo in quasi tutte le regioni francesi. Se le previsioni si rivelassero corrette, la Francia tornerebbe dietro l’Italia e la Spagna nella classifica europea.

Le nuove stime sull’annata 2024 in Francia

È di 39,3 milioni di ettolitri la nuova stima diffusa da Agreste, il dipartimento di statistica del Ministero dell’agricoltura francese: una produzione nazionale complessiva in calo del -18% rispetto al 2023 e del -11% rispetto alla media quinquennale, ma leggermente superiore al raccolto del 2021, segnato da forti gelate. Quest’anno, invece, il calo della produzione è la conseguenza di periodi umidi e freddi durante la fioritura. La peronospora ha colpito la maggior parte delle zone viticole, causando talvolta perdite significative. Inoltre, episodi di gelo o grandine hanno ridotto ulteriormente i volumi. La stima è stata “adattata al ribasso per una migliore valutazione dei risultati della fioritura nei vigneti più tardivi, in particolare nella Charente”, precisa il servizio statistico del Ministero (The drinks business, Decanter e Meininger’s International).

La situazione regione per regione

Le uniche aree con rese previste superiori alla media sono la Champagne e la Corsica, mentre a vedere più che dimezzata la produzione (fino a -71% rispetto al 2023) sarà il Jura. Le altre zone più colpite sono la Charente, che prevede un calo del -35%, la Valle della Loira (-30%) e l’intera area di Borgogna-Beaujolais con perdite causate soprattutto dalla peronospora, a cui si è aggiunta la grandine nel Beaujolais. A Bordeaux, dove le superfici sono diminuite nell’ambito del piano che quest’anno ha autorizzato l’espianto di 8.000 ettari di vigneto, la riduzione dovuta anche a malattie e grandinate è valutata al -10% (-16% rispetto alla media quinquennale). “Nel complesso, si tratta di numeri piuttosto drammatici”, commenta Samantha Cole-Johnson su Jancisrobinson.com, “ma considerando il buon raccolto del 2023, spero che i produttori riescano a superare le brusche vicissitudini attuali”.

Jura l’area più colpita: una perdita storica

In alcune aree del Jura si prevede una perdita che verrà ricordata nella storia della viticoltura francese. A fronte di un potenziale vinicolo di buona qualità, le quantità saranno insufficienti per soddisfare la domanda, mettendo in difficoltà le aziende agricole. «Non so se abbiamo mai avuto così tante precipitazioni», afferma intervistato da La revue du vin de France Patrick Rolet, viticoltore biologico a Cramans, ripercorrendo i suoi ultimi dodici mesi: «ogni tre o quattro giorni dovevamo ricominciare i trattamenti, soprattutto in agricoltura biologica». Benoît Sermier, viticoltore di 33 anni, si preoccupa in particolare per chi, come lui, non ha molte annate e scorte di vino da vendere alle spalle.

Foto di apertura: © S. Winston – Unsplash.

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